Venerdì 09 Settembre 2011 16:06

SE IL CHIRURGO PRIVATO

Scritto da Comunicato Stampa

SE IL CHIRURGO PRIVATO VALE UN QUARTO DEL PUBBLICO

PRESENTATA LA PROPOSTA DI LEGGE PER L’EQUIPARAZIONE DELLE CARRIERE

 

COMUNICATO STAMPA XII CONGRESSO NAZIONALE SICOP

 

Per la legge italiana i chirurghi che operano nella sanità privata

accreditata – e che quindi svolgono un validato servizio pubblico

riconosciuto dallo Stato – hanno una carriera che “vale” esattamente

un quarto dei colleghi che lavorano nel settore pubblico. Cioè per la

legge n° 883 del 23 dic. 1978 e per il Decreto del Presidente della

Repubblica n°483 e 484 del 10 dic. 1997, per partecipare ad un

concorso pubblico per un posto da primario bisogna certificare tra

l’altro un’anzianità di servizio di 5 anni nella branca specialistica

di riferimento, mentre un candidato con una carriera nel privato

accreditato deve dimostrare una anzianità di ben 20 anni. In pratica

per legge anche i chirurghi migliori, e di riconosciuta fama

internazionale, non possono di fatto prestare la propria opera nel

pubblico. Una discrepanza che penalizza le carriere dei

professionisti, dei giovani chirurghi che accedono alla professione,

ma anche del SSN che non può avvalersi di valenti medici.

“E’ per questo motivo – spiega Massimiliano Iannuzzi Mungo,

presidente Sicop e Fisopa - che grazie all’iniziativa del Senatore

Gramazio e alla Fisopa è stata presentata in Senato a dicembre del

2010 una proposta di legge per l’equiparazione delle carriere ai fini

della partecipazione ai concorsi pubblici, che è ora all’esame della

Commissione Sanità del Senat”. Della proposta si è ampiamente

discusso al XII Congresso della SICOP (www.XIICongressoSICOP.it), la

Società Italiana di Chirurgia nell’Ospedalità Privata Accreditata,

presieduto dal Prof. Daniele Enrico Maria Maggiore. “E’ chiaro –

continua Iannuzzi Mungo - che non si può generalizzare il

riconoscimento delle carriere, e che questo deve anche essere legato

alle capacità professionali. Ma l’attuale legge penalizza i privati

rispetto a quelli pubblici, e le modifiche apportate nel 1997 hanno

riconosciuto la validazione equiparativa solo alle strutture con più

di 250 posti letto, che in Italia sono davvero pochissime. Questo

cambiamento è importante non tanto per i grandi professionisti ma per

il futuro dei giovani. Infatti proprio in questo momento stiamo

preparando un protocollo di accordo con il Segretariato dei Giovani

che sarà ratificato entro fine settembre che prevede uno sportello di

osservazione per i posti di lavoro nel privato accreditato. Che

rappresentano un’occasione di esperienza fondamentale. Inoltre con

questa legislazione noi chirurghi siamo penalizzati a livello europeo,

perché ovviamente un medico non riconosciuto in Italia non lo è

nemmeno in Europa”.

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