di Stelio W. Venceslai
Proposte. Proposte concrete ed accettabili soltanto utilizzando un barlume di buon senso delle cose. Ma la nostra politica dov'è? (Red)
Quando la città brucia, le polemiche servono a poco. Quando verrà il momento del si salvi chi può, tutti avranno avuto torto e ragione assieme, ma l’errore fondamentale sta nell’insipienza degli uomini, nella incapacità dei politici di vedere oltre il proprio naso ed I propri squallidi interessi di bottega.
La borsa affonda sotto i colpi della speculazione internazionale. Affondano anche Francoforte e Parigi e Londra, ma è a Milano il ventre molle dell’Euro. Se il sistema Italia viene giù, inutile farsi illusioni: crolla tutto.
A fronte di questo rischio, cincischiare sulle stupidaggini è un crimine di cui tutti sono responsabili, governo ed opposizione. La terza manovra si farà ma, da quel che sembra così come, attualmente è concepita, non servirà a nulla. Non si possono mischiare presunte riforme, che da decenni devono essere fatte (evasione fiscale, province, pensioni), con un banale aumento di alcune imposizioni. Non è questo ciò che ci chiede l’Unione europea, non è ciò che può raffreddare i mercati, non è né serio né utile.
Contrabbandare per misure d’emergenza proposte di riforme che non sono mai state fatte è un delitto. La televisione italiana ed i gonzi ci possono credere, convinti che il mondo ce l’abbia contro l’Italia e contro Berlusconi. Ci può credere la CGIL, che ancora con il vetusto arnese dello sciopero per salvare l’art. 18, rischia di mettere in forse l’intero sistema del lavoro dipendente. Queste sono follie da gente da quattro soldi.
La verità è che occorrerebbe rimboccarsi le maniche e dire agli Italiani: Amici, la festa è finita. Sono stati fatti gravissimi errori di omissione. Vi abbiamo presi in giro. Il Paese è a pezzi, e soprattutto per colpa nostra. Non abbiamo né governato né innovato, ma solo tirato a campare. Dobbiamo stringere la cinghia tutti e cercare di non commettere più errori.
Ma chi lo farà? Le irresponsabili corporazioni dei magistrati, dei calciatori, dei farmacisti, dei banchieri, degli Ordini professionali, delle infinite conventicole d’affari che hanno lucrato ed insudiciato il Paese? Non c’è da farsi molte illusioni.
Si deve rischiare l’impopolarità, con provvedimenti rapidi e strutturali allo stesso tempo, se si vuole salvare il Paese. Solo in tal modo possiamo essere credibili.
Pensioni: la vita media si è allungata in questi ultimi decenni. E’ pensabile che quarantacinque anni di contributi possano finanziare pensioni per altri quarant’anni? No E’ pensabile che le donne, che vivono più a lungo degli uomini, vadano in pensione prima di loro? No, mai. Ma perché, allora, i dipendenti dello Stato, maschi e femmine, vanno tutti in pensione a 65/67 anni, e questo non disturba la CGIL, e nel settore privato a 60? Mistero.
Qual è la risposta? Unifichiamo gli enti previdenziali!
Apparato pubblico: abbiamo il maggior numero di dipendenti pubblici, in rapporto alla popolazione, fra i più alti al mondo. E non mi riferisco agli statali, ormai in decozione, visto che da vent’anni non si fanno più concorsi, ma a tutto quello pseudo apparato burocratico ed affaristico che grava sulle Regioni, le Province ed i Comuni. E’pensabile che il contribuente tedesco continui a pagare gli stipendi di questa gente? No. Ma qual è la risposta? Facciamo dei consorzi fra i Comuni minori. Delle Province se ne parlerà in futuro. Guai a toccare le Regioni, con le loro sciocche e costose rappresentanze all’estero.
Evasione: chi evade è, praticamente tranquillo. La ricevuta fiscale te la danno i barbieri, i ristoratori (e non sempre), i benzinai e gli albergatori. Tutti gli altri ti offrono l’opzione: con Iva o senza Iva? E poiché non posso scaricare l’IVA, nessuno chiede la ricevuta e paga di meno. Quanti sono gli evasori? Milioni, grandi e piccoli. Possibile che solo da noi accadano queste cose? Eppure sarebbe assai semplice: scaricare le ricevute dal proprio reddito imponibile e stabilire che l’evasione è un reato penale. Non per chi evade oltre i 3 milioni di Euro, ma per chi evade. Qual è la risposta? Intensificheremo la lotta contro l’evasione. Come? Con le grida manzoniane? Tassando del 2/% le rimesse all’estero dei poveri immigrati senza diritti?: Ma siamo seri!
Il Parlamento: abbiamo due Camere elettive, l’una doppione dell’altra. Inutili. Da decenni si parla di farne una sola, di ridurre il numero dei parlamentari e di abolire i loro scandalosi privilegi. Non s’è fatto nulla. Occorre una legge costituzionale. Ma, intanto, i privilegi potrebbero essere aboliti. Sarebbe un esempio. C’è da illudersi che i Parlamentari voteranno una legge che li castra sui quattrini? E’ difficile crederlo. Qual è la risposta? Siamo tutti pronti a farlo, a tempo debito e, cioè, mai.
Spese militari: ma che ci facciamo in Afghanistan, in Ciad, a Timor Sud ed altrove? Dove sono i nostri reali interessi? Forse nella ex Yugoslavia. E’ ora di finirla con l’attrazione dei generali per i nastrini sulle campagne militari fatte. E’ ora di finirla d’essere i mercenari dell’ONU o della OUA o della Nato, se ciò non risponde ai nostri interessi. Missioni di pace per salvaguardare le popolazioni civili? Ma queste sono mazzate con la c, come diceva un mio amico d’infanzia. Il fatto è che ci costano un mare di soldi. Peggio, ancora, la gente ci muore, in fondo, senza sapere perché.
L’industria: ma dove sta scritto che un imprenditore può operare in Italia solo se riceve aiuti dallo Stato? Questa è una tragica ed illusoria vicenda che falsa il mercato. Ha diritto alle infrastrutture, che sono un bene pubblico, ma non ad altro. Perché lo Stato deve pagare perché qualcuno possa trarre profitti dalla sua iniziativa? Quante cattedrali nel deserto inquinano il nostro territorio? Sogni sbagliato o truffe continuate sino alla fine? La storia degli aiuti all’industria deve finire. Ci mangiano in troppi e produce solo miseria.
Roma, li 06/09/2011








