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COMUNICATO STAMPA |
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Il futuro della chirurgia sarà dunque nell'intervento veloce, efficiente e soddisfacente? Sembrerebbe di si secondo il comunicato stampa che pubblichiamo volentieri. (Red)
La chirurgia del 2020 sarà veloce. Più veloce. Efficiente, e
soddisfacente. Il futuro della chirurgia si chiama Fast Track, una
tecnica multimodale e interdisciplinare da applicare ai pazienti
sottoposti a chirurgia elettiva. L’obiettivo? Snellire il percorso
ricovero-intervento–dimissione allo scopo di ridurre i tempi di
degenza ospedaliera e arrivare meglio ad una precoce ripresa delle
normali attività. Un cambio deciso di mentalità con evidenti risvolti
positivi a livello economico ma soprattutto per il benessere del
malato. L’uovo di Colombo, sembrerebbe. Ma in realtà questo modello
richiede una formazione continua del personale ed una
riorganizzazione specifica. Proprio per questo motivo questo nuovo
“approccio” ad una medicina efficace ed efficiente è stato presentato
al XII Congresso della SICOP, la Società Italiana di Chirurgia
nell’Ospedalità Privata Accreditata.
“Si tratta – spiega il Prof. Daniele Enrico Maria Maggiore,
presidente del Congresso – di un nuovo modo di pensare la chirurgia.
Non stiamo parlando di mandare via il prima possibile il malato,
piuttosto di un’ottimizzazione a livello qualitativo nel pre-
operatorio, in fase operatoria e nel post. Facciamo in modo tale che,
complicanze a parte, dopo 3-4 giorni successivi ad un qualsiasi
importante intervento chirurgico, il paziente possa tornare a casa.
Parliamo di operazioni al pancreas, al polmone, alla prostata… ecco,
questi pazienti dopo 2 o 3 giorni tornano a casa. Il segreto sta in
un cambio della tecnica anestesiologica e pre-operatoria, facendo
cadere una serie di assiomi che nel corso degli anni ci siamo
costruiti”.
Nel periodo pre-operatorio si punta ad ottimizzare le varie funzioni
d’organo, la gestione della fase intra-operatoria adotta tutte le
metodiche atte alla riduzione dello stress chirurgico, quindi mini-
invasività, tecniche di anestesia regionale e l’uso di farmaci. Nel
post la modifica dei comportamenti di assistenza infermieristica e
dei concetti di assistenza medica postoperatoria.
“In Italia – continua Maggiore - non molti ancora praticano il Fast
Track, parliamo di una ventina di centri d’Eccellenza, e non si
possono ancora fare stime di carattere economico, poiché parliamo di
un approccio a questo modello ancora molto giovane. Sicuramente però
questa è la chirurgia del 2020. Esattamente come negli anni 90 si
cominciava ad utilizzare la laparoscopia che ora è una tecnica
utilizzata quotidianamente, oggi si comincia con il Fast Track e tra
10 anni lavoreremo tutti così”.








