di Presidenza de “il Movimento d’Opinione”
Grande interesse tra i partecipanti al Convegno organizzato da "il Movimento d'Opinione" sul tema "Il fenonomeno della contraffazione e la tutela del made in Italy", svoltosi sabato 28 novembre 2009 presso la Sala Convegni dell'Archivio Centrale dello Stato a Roma Eur. Una sintesi degli interventi e degli argomenti trattati.
"Il problema non è soltanto del Made in Italy, ma anche del Made in Europa in quanto occorrerà arrivare ad una protezione Europea" e "il Made in Italy è il nostro petrolio ed occorre vincere la sfida della globalizzazione con la qualità" hanno affermato rispettivamente l’europarlamentare On. Roberta Angelilli e il coordinatore romano del PDL On. Luca Malcotti, nel corso del dibattito a conclusione del Convegno sulla Tutela del Made in Italy organizzato nei giorni scorsi da Il Movimento.
Alla presenza di un folto e qualificato pubblico, il convegno è stato lo spunto per alcune riflessioni dal mondo degli imprenditori a partire dal Dr. Giacomo Leopardi, presidente onorario dell'Ordine dei Farmacisti, che ha denunciato l'esistenza di diversi gradi di contraffazione nel settore farmaci, seguito poi dal Dr. Alessandro De Paolis, responsabile area di sviluppo e piani di controllo dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che ha illustrato ampiamente la tutela "a tutto campo" del Poligrafico nella lotta alla contraffazione tramite contrassegni ufficiali.
Il sindaco di Deruta, On. Alvaro Verbana, ha affermato che non ci sono limiti alla contraffazione, perché in Cina è stata addirittura clonata l'intera città di Deruta che mette in commercio falsi di ceramiche stampate.
Di certo i settori più pesantemente penalizzati sono quello della moda per la quale la stilista Livia Deverniere ha richiesto una protezione fin dai nostri confini e quello agroalimentare in merito al quale il Dr. Massimo Gargano, v. presidente nazionale Coldiretti, nonché Presidente Coldiretti Lazio, ha lamentato come la politica attuata dalla Confindustria non rappresenta in modo efficace la necessità di proteggere il Made in Italy.
In definitiva tutti i relatori sono stati concordi sulla necessità di tutelare un prodotto "tutto italiano" in ogni sua componente, il che vuol dire proteggere anche la mano d'opera italiano impedendo perfino che subentri una "fragilità" dovuta all'abbandono delle coltivazioni per assenza completa di redditività.
In rilievo altresì, la distribuzione che guarda non alla qualità, ma a chi fa il prezzo più basso e la "grande distribuzione" che può influire sulla produzione in quanto può scegliere "linee di prodotto" particolari.
Il prodotto agroalimentare "andrebbe messo al centro della politica perché intorno a questo ruota un complesso di iniziative, aziende ed addetti enorme" ha affermato il Dott. Giansanti della Confagricoltura.
Infine, particolarmente incisivo l'intervento del Dr. Maurizio Bonas, Presidente del Comitato di eccellenza per al tutela del Made in Italy, che ha puntato l'attenzione su una maggiore e responsabile partecipazione da parte della politica a protezione del prodotto "Italia".
"Sembra chiaro che sarà quanto mai necessario creare accanto alla tutela del Made in Italy" ha concluso Ing. Temistocle Sidoti, Presidente de Il Movimento d’opinione "una cultura del consumo" in quanto "in gioco sono soprattutto la nostra tradizione e la nostra cultura".








