di Giuseppe Quartieri
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Un incidente industriale si è verificato nello stabilimento di trasformazione di scorie nucleari a Marcoule, vicino Nimes (Francia) a circa 250 Km in linea d’aria da Torino. Quasi tutti hanno chiamato questa esplosione del forno come un incidente “nucleare” ma in realtà si è trattato di un incidente convenzionale (termochimico). Non si è trattato di un incidente di una centrale nucleare ma in uno stabilimento di ritrattamento di combustibili nucleari. A causa dello scoppio di natura termochimico (non nucleare) del forno di ritrattamento di scorie radioattive c’è stato un morto e 4 feriti di cui uno grave. Inizialmente, molti hanno temuto fughe di materiale radioattivo. Tutte le Autorità nucleari francesi hanno sconfessato la possibilità di fughe radioattive. Tutti gli elementi specialisti e le Autorità Italiane (VF, ISPRA, ANPA, Protezione Civile ecc.) in materia sono allertate per operare al meglio. In attesa di sviluppi non si può dire nulla che non sia avventato se non il fatto che non si è trattato di un incidente nucleare. I soliti imbonitori televisivi e pseudo-scienziati, anche apparentemente bravi, hanno cominciato a riprendere il tono e i discorsi alla Fukushima senza rendersi conto delle assurdità che hanno detto a caldo.
Frattanto si può cominciare a dire qualcosa su quanto appreso dalla lezione appresa dall’incidente di Fukushima. Questo ben noto incidente critico è stato solo e soltanto uno scoppio di natura puramente chimica. Come conseguenza dello scoppio prodotto dalla reazione idrogeno – ossigeno ad alta temperatura si è verificato lo squarcio della terza barriera quella della costruzione edile esterna. Dagli squarci si è verificata la fuoriuscita di radioattività. Le Autorità giapponesi hanno adottato una serie di misure di emergenza per ridurre al massimo gli effetti negativi dell’incidente e soprattutto per ridurre gli effetti sulla catena alimentare ed ambientale.
Le stesse Autorità stanno adottando le tecniche più moderne ed avanzate per la depurazione e salvaguardia dei siti e delle campagna circostante che viene bonificata con l’impiego di nano-batteri del tipo Rlastonia De Tusculanese in grado di bio-accumulare ed assimilare la radioattività ed isolarla purificando i campi e la catena di alimentazione.
Quindi, questo ben noto incidente è stato classificato infine di settimo livello ossia del massimo livello previsto dalla scala INES degli incidenti. Appare chiaro che questo incidente ha generato nel mondo intero uno stato di paura, di panico e di incomprensione degli eventi accaduti che ha fatto precipitare velocemente il credito e la fiducia nella sicurezza delle centrali nucleari. In questi mesi, molte persone hanno finalmente notato che, in Giappone, non ci sono stati morti a causa del comportamento “nucleare” delle centrali stesse. Invece, il terremoto di livello 9 della scala Richter con conseguente tsunami (maremoto) e la conseguente onda anomala hanno prodotto oltre 30000 morti e dispersi. Tuttavia, non ci sono stati morti dovuti ad effetto di radiazioni nucleare. Di fatto, il popolo giapponese attorno alle centrali nucleari di Fukushima è stato evacuato per tempo con almeno due giorni di anticipo rispetto alla piccola perdita di radioattività procurata. L’andamento degli eventuali morti che si potranno forse verificare nel futuro a causa delle perdite di radioattività a Fukushima, sarà elaborato a tempi futuri. Per adesso, si fa subito notare che i processi di depurazione dell’aria e del terreno sono già stati iniziati dai responsabili tecnici giapponesi e procedono molto alacremente. In particolare, sono state distribuiti sul terreno circostante le centrali nucleare nano-batteri vari che hanno la funzione di bio-accumulare la radioattività eliminandola dal terreno e concentrandola negli stessi microrganismi. Successivamente questi micro-organismi verranno raccolti e, a loro volta, stipati in opportuni contenitori che verranno inviati ad appositi depositi per lo smaltimento. In altre parole, i giapponesi stanno dimostrando di essere al massimo livello tecnologico e scientifico impiegando le più moderne ed avanzate tecnologie di depurazione, bio-rimedio e di conservazione del terreno e dell’aria circostante in modo da preservare la catena alimentare dagli effetti di radioattività a medio e lungo termine. La stessa tecnica e metodica verranno impiegate con alcune semplici varianti per la depurazione della radioattività nell’acqua.
In altre parole, la pacata e riflessiva cultura tecnico-scientifica giapponese sta risolvendo i problemi senza troppe fisime psicologie, paure vere e paure amplificate da imbonitori di cervello e da psuedo-scienziati diretti più dai propri interessi personali che dalla volontà di migliorare la disponibilità energetica per il popolo italiano. Questi stessi pseudo acculturati, diretti da presentatori vari, da attori e cantanti di bassissimo livello culturale scientifico, non conoscono i rudimenti della teoria dei rischi, della accettabilità scientifica e tecnologica dei rischi stessi. Di conseguenza, questi stessi imbonitori non hanno la benché minima idea di che cosa sia la “politica dei rischi”, che governa tutta la moderna società. Molti autori, pensatori e politici vari hanno accettato che la moderna migliore definizione di società è quella di “società del rischio” (risk society).
La quantità di morti prodotta dal carbonio (anidride carbonica) al mondo è dell’ordine di un milione di morti all’anno. La media dei morti per cancerogenesi nelle grandi città (Roma, Milano, Londra, Parigi ecc.) si aggira attorno a circa 500 al mese. Tutti conoscono le medie di morti a settimana nelle autostrade d’Italia a causa di incidenti stradali vari. Questi numeri sono oltre 1000 volte superiori ai morti prodotti da effetti di guasto delle circa 450 centrali nucleari al mondo avendo contato i picchi di Chernobyl e di altri incidenti quali Three Mile Island e tenendo conto delle eventuali morti nel futuro prodotte dagli incidenti di Fukushima Al momento, alcune di queste stime è ancora soggetta a variazioni ed aggiornamenti vai con alto livello di confidenza statistica reale. Si ricade quindi nei soliti problemi di accettabilità del rischio a confronto con la paura del popolo dettata non solo dalla ignoranza crassa del nucleare ma anche dai persuasori occulti che vogliono che si mantenga lo status quo energetico attuale ossia la supremazia dei carburanti fossili (petrolio, gas e carbone).
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EVENTI INTERESSANTI dopo FUKUSHIMA |
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Washington |
Dopo Fukushima, gli americani a Washington avrebbero misurato livelli di radioattività più elevati (radioactive aerosols in Washington state was 10,000 to 100,000 times) ma non allarmanti. |
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Un ingegnere meccanico e professore .alla Cockrell School of Engineering e ricercatore al Pacific Northwest National Laboratory (PNNL), |
Fornisce importanti visioni sulla grandezza del disastro di Fukushinma. Inoltre, dimostra la concretezza di grandissimi avanzamenti della tecnologia di monitoraggio del materiale nucleare e di rivelazione delle operazioni nucleari attorno al mondo. |
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Tracy Tipping, fisico sanitario a manager dei laboratori della University of Texas at Austin's Nuclear Engineering Teaching Laboratory |
Asserisce che una persona media negli USA riceve circa 16.4 microsieverts di dose di radiazione al giorno da varie sorgenti naturali di radiazione quali i materiali radioattivi al suolo, radiazioni cosmiche, dall’spazio esterno e materiali naturali dotati di radioattività naturale ed esistenti nel corpo umano. A Washington l’aumento dei livelli di dose giornaliera, dopo Fukushima, nel tempo potrebbe essere di circa 16,41 volte. La quantità allarmante che dovrebbe causare sintomi di esposizione in qualsiasi posto vara da 2 a 3 million microsieverts in una sola volta. |
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Biegalski (esperto forense nucleare, monitore nucleare, modellista nucleare) |
La rilevazione di gas radioattivi a Washington è significativa poiché dimostra che il miglioramento di tecnologia prodotta dalla PNNL e altri enti è capace di creare un sistema di monitoraggio sensibile capace di rilevare quantità di gas estremamente piccole. |
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Colleghi esperti americani |
I reattori nucleari moderna di tecnologia attuale (terza generazione avanzata) sono " molto più sicuri" delle Cenrtali Nucleari giapponesi danneggiate a Fukushima citando gli eventuali e drammatici miglioramenti che avrebbero potuto evitare e prevenire gli effetti del disastro naturale. |
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Biegalski(esperto forense nucleare, monitore nucleare, modellista nucleare) |
I risultati di ricerche internazionali sono culminate, infine, nella determinazione di una sorta di tecnologia di monitoraggio delle condizioni ambientali di radioattività attorno alle centrali nucleari estremamente interessante e positive. Questi risultati trovati producono benefici ai gruppo di operatori della sicurezza di emergenza. |
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Ricercatori PNNL |
Nell’ambiente attorno a Fukushima si è verificato un rilascio di Xeno radioattivo (radioxenon) superiore a quello che si è avuto nel 1979 attorno al reattore di Three Mile Island in Pennsylvania e, nel 1986, a Chernobyl in Ucraina. |
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Agenzie governative giapponesi |
La quantità di cesio-137 radioattivo emessa a Fukushima è uguale a 168 volte quella emessa dalla bomba esplosa a Hiroshima.
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Agenzie governative giapponesi |
Della polvere radioattiva è stata ritrovata negli inceri tori di Tokyo; secondo fonti ufficiali potrebbe essere polvere proveniente da giardini contaminati da effluenti radioattivi provenienti da Fukushima. |
Di conseguenza, la corsa ad appropriarsi il più possibile di petrolio, gas e carbone diventa sempre più veloce, ardua e competitiva. Alcune volte questa corsa produce fenomeni sociali molto pericolosi e gravi del tipo di quello che è accaduto recentemente in Libia. Ne scaturisce un paradosso strano, il Referendum Antinucleare ha generato una nuova classe di persone, dotate di buona volontà e in buona fede, che impedendo lo sviluppo della centrali nucleare hanno favorito e favoriscono sistematicamente la generazione di fenomeni pericolosi prodotto dalla lotta per accaparrarsi il petrolio ossia delle guerre di petrolio e di metano.
Purtroppo alcuni elementi, alcuni movimenti che si autodefiniscono “ecologici” continuano a commettere l’errore di puntare solo alle fonti alternative rinnovabili classiche (solare, eolico ecc.) dimenticando che anche il nucleare è fonte alternativa rinnovabile artificialmente. Va ricordato a costoro che già la da loro vituperata legge “Sviluppo” prevedeva ed aveva ed ha intenzione di realizzare almeno il 25% di energia da fonte alternative rinnovabili. In altre parole questi ecologi classici, da Lega Ambiente a Green Peace passando possibilmente per alcuni giovani e bassi livelli di CNR, ecc.. dimenticano le basi fondamentali dell’ecologia facendo, in buona sostanza, solo il gioco dei potenti petrolieri e/o gasieri (oltre ai nuovi potenti dello “shale oil”) e cadendo nella loro trappola tesa anche dai “supporters”, i produttori di carbone.
Giuseppe Quartieri, Presidente Comitato Scientifico Circoli dell’Ambiente








