di Giorgio Prinzi
Un prezioso reportage adatto a comprendere cosa incontra oggi il nostro mercato nel settore della produzione di energia (Red)
Il settore energetico è tra quelli che più risentono della crisi in atto perché agli aspetti finanziari si aggiungono quelli dell’incertezza di settore, nello specifico dovuta a ragioni geopolitiche e conflittuali.
Per questo abbiamo accolto come una interessante opportunità per cogliere l’andamento delle cose l’invito a partecipare alla presentazione del “Rendiconto 2010 di Eurofidi - Eurocons”, società di consulenza aziendale e finanziaria, che attraverso l’ultima nata Euroenergy si occupano anche di questo aspetto.
Dal punto di vista della visione strategica le nostre aspettative sono andante deluse, perché il gruppo si occupa essenzialmente di consulenza tecnica e finanziaria alle aziende e non di impiantistica energetica in senso specialistico. Di conseguenze le nostre domande ad ampio spettro sulle strategie finanziarie e di investimento in relazioni ai grandi settori dell’energia quali le rinnovabili, il termodinamico classico da combustibili fossili e, in prospettiva “fantenergetica”, il nucleare non hanno trovato risposta..
Come spesso accade, la soluzione di “ripiego” risulta magari di maggiore interesse di quella principale, proprio perché porta a conoscere nuovi aspetti che non si conoscevano. Le piccole e medie imprese italiane sono in genere sprovvedute per affrontare la burocrazia nazionale e locale e il continuo mutare del quadro normativo. Vedono in questo tipo di società che forniscono assistenza tecnica sia in campo finanziario che industriale un indispensabile strumento per affrontare in maniera positiva i rapporti con la pubblica Amministrazione, con gli Enti a vario titolo competenti, con le banche che erogano credito con sempre maggior ristrettezza richiedendo anche un rispetto formale, oltre che sostanziale, nell’elaborazione della documentazione e dell’allegato piano d’investimento; avere inoltre supporto e consulenza tecnica specialistica e ad alto livello che le aziende di piccole dimensioni non possono affatto permettersi in maniera autonoma.
Nello specifico settore energetico questi aspetti vengono esaltati. Principalmente Euroenergy si occupa di fotovoltaico, in quanto questa tecnologia è quella più vicina alle realtà delle piccole medie imprese interessate all’erogazione ed agli aspetti di bilancio aziendale dei consumi elettrici. I parchi eolici, come altre tipologie specifiche di impianti di produzione quali centrali a combustibili fossili tradizionali, non rientrano nell’attività della Società in quanto centrali di produzione inserite nel sistema elettrico e non impianti ausiliari nell’ambito della conduzione aziendale.
I problemi da affrontare sono in primo luogo quelli di verifica di fattibilità tecnica. Le conoscenze al riguardo sono estremamente scarse; spesso il potenziale utente pensa di potere utilizzare tetti od aree del tutto inadatti, altre volte diviene necessario uno studio di fattibilità e, se questo da indicazioni positive, si passa a quello di finanziario. Sotto questo aspetto il discorso è molto complesso, perché proprio venendo esaminato dal punto di vista globale della singola impresa i criteri di valutazione non dipendono solo dalla remunerazione dell’investimento, ma da quello più ampio della valutazione aziendale, tra cui il volume di credito. Se un’azienda ha una forte esposizione o comunque deve ricorrere in maniera per lei massiccia al mercato finanziario può nei singoli casi risultare conveniente intervenire su questa voce, comunque surrogabile con le normali forniture di rete, piuttosto che su altre critiche per la sua ragione sociale, se non proprio per la sua stessa esistenza come soggetto economico e produttivo sano.
Come noto, le fonti cosiddette rinnovabili usufruiscono di incentivazioni, che comportano un iter che coinvolge Enti tecnici per le autorizzazioni di natura specifica, da cui dipende l’erogazione degli incentivi, e le banche, in quanto l’investimento iniziale è piuttosto elevato e viene in genere affrontato con mutui finalizzati, che vengono “garantiti” e remunerati dalla certezza delle incentivazioni, che i continui aggiornamenti rendono ora in qualche modo aleatoria.
Questa nota nasce da una specifica domanda rivolta da “Agenzia Radicale” nel corso della tappa a Roma della presentazione del citato resoconto, che viene fatta in maniera itinerante sul territorio con approfondimenti specifici sulle singole realtà locali e dalle conversazioni informali con i dirigenti del Gruppo e gli operatori presenti a margine della manifestazione.
Per la cronaca, l’evento ha avuto luogo in un centrale albergo romano con l’illustrazione dei temi da parte Claudia Bugno, Presidente del Comitato di Gestione del Fondo di Garanzia per le PMI del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha approfondito l’aspetto del sostegno pubblico alla produzione, con particolare riferimento all’erogazione del credito, spiegando le iniziative attuate e quelle suggerite dall’esperienza di esercizio; di Giuseppe Pezzetto, Presidente di Eurofidi, e di Piergiorgio Scoffone, Presidente di Eurocons, per gli aspetti specifici delle due Società del Gruppo.
Giorgio Prinzi








