Dunque cosa fa la magistratura da qualche anno a questa parte? Diamine! Si occupa di Berlusconi! Un lavoro questo che, tutto sommato rende bene: si rischia di diventare parlamentari, sindaci ... (Red)
di Vincenzo Ribet
Scrivevamo circa un anno fa -dopo la scissione di Fini- che se a capo del governo ci fosse stato uno statista di vaglia, egli avrebbe dato le dimissioni. Magari pensando di ritornare presto al potere, ma comunque tirandosi in disparte. Come a tutti i padri della storia d’Italia è capitato, del resto, Cavour ha avuto un rapporto di odio amore con il Re. Il quale, se poteva lo mandava via, salvo richiamarlo perché il suo primo ministro era insostituibile. Lo stesso per Giolitti ed altri.
Quindi aver detto prima che un Governo che si regge su una maggioranza risicata e raccogliticcia avrebbe fatto meglio a cadere, ci consente (una ipotetica) maggior libertà d’azione.
Ad oggi l’accanimento di parte della magistratura contro il premier è devastante, e non è escluso che le sue dimissioni possano esserne un fatto consequenziale. E’ del tutto evidente che l’operato della magistratura napoletana e è limite della legittimità e scavalca tranquillamente la Costituzione. Come metodo di indagine viene applicata “la pesca a strascico” -100.000 intercettazioni sono una cifra abnorme-, e a Napoli fanno il contrario di quello che dovrebbe fare un investigatore cioè: non hanno la notizia di reato e vanno a cercare il colpevole, ma hanno il colpevole (Berlusconi) e vanno a cercare il reato. Nel frattempo altri reati di camorra e devastazione ambientale, si prescrivono. Resta tuttavia il fatto che il quadro emerso dalle intercettazioni è assolutamente devastante per la figura del Premier. In definitiva per il suo giro di “amicizie” chiamiamole così , Berlusconi diventa una figura che ricorda più un satrapo orientale che un capo di governo di uno stato occidentale. E’ difficile immaginare faccendieri e prosseneti tra le abituali frequentazioni Einuadi, o De Nicola.
Ma, al di la delle frequentazioni del premier, l’aspetto peggiore del governo sono la sua stasi, la sua ignavia, ed il pressappochismo dell’ultimo periodo. Tutto ciò è ingiustificabile, soprattutto agli occhi del proprio elettorato.
Basti citare il fatto che il programma di governo (per il quale ha vinto le elezioni) se fosse stato attuato avrebbe tenuto fuori il paese dalla crisi che stiamo attraversando. Ma ancor più, non solo esso non è stato attuato nei due anni “calmi” della legislatura, ma neanche sotto la spinta della UE si è provveduto a fare quelle riforme dello Stato assolutamente necessarie per dare credibilità alle Istituzioni e slancio all’economia. In compenso sono state aumentate le tasse come non mai con effetto depressivo per crescita (e per i cittadini).
Ma anche un’altra riflessione si impone: il precedente governo Prodi è caduto per l’attacco della magistratura contro l’allora Ministro della Giustizia. L’on. Mastella in quell’occasione disse di avere ricevuto più informazioni di garanzia in quei due anni che in tutto il resto della sua vita, e a seguito di diversi capi di imputazione (anche questi basati su intercettazioni) diede le dimissioni, il suo partito tolse la fiducia, e cadde il governo. Se succedesse la medesima cosa sarebbe la seconda in pochi anni. Domanda: è uno stato civile quello in cui i Pubblici Ministeri dettano l’agenda del Governo e decidono se esso debba rimanere in carica o meno?
Vincenzo Ribet








