Credo che neppure Amleto avrebbe un attimo di esitazione su questo quesito. (Red)
Da più tempo una parola d'ordine viene diffusa tra tutti coloro che simpatizzano per il PdL: "Tesseramento"! Una gran voglia di contarsi, di dimostrare (forse più a se stessi che alle opposte fazioni) in modo tangibile ed inoppugnabile la forza del partito. Magari tutto ciò in vista di un cambio della sigla con quella "Forza gnocca" che Berlusconi ha tirato fuori come un coniglio dal cilindro di vero prestigiatore della politica. L'ironia davvero osé del Premier ha finito con il mettere a dura prova le coronarie di alcuni esponenti pidiellini, oltre che a dare altro ossigeno ai professionisti del piagnonismo nostrano. Ma. E se avesse ragione lui un'altra volta?
Certo un partito della gnocca dichiara una forte, magari irriverente ispirazione goliardica colma di un fascino canagliesco, magari capace di dimostrare un'attendibilità derivante dalla constatazione che il berluscapensiero è capace ancora di elaborazione e, soprattutto, è autoreferenzialmente forte per il rifiuto di condizionamento del personaggio da tutti i guardonismi gossip/giudiziari. E' solo un'ipotesi, chiaramente, ma io ritengo possibile che addirittura il Silvio nazionale quando parla al telefono straparli apposta per la voglia di sfottere chi lo sta intercettando al momento, come volesse ogni volta ribadire che tutto quel che gli è accaduto non è una cosa seria.
Gnocca o tesseramento? Il problema è tutto lì. Il fatto è che mentre il primo termine è sempre sicuramente apprezzabile, proponibile in ogni momento e degno di ogni attenzione, il secondo termine del problema sa un poco di stantio, di vestito vecchio, passato di moda e tenuto in naftalina. "Tesseramento" corrisponde, a mio avviso, a far uscire oggi un quindicenne a passeggiare in pantaloni alla zuava, magari in principe di Galles, calzettoni bianchi e robuste scarpe all'inglese. Una cosa improponibile sotto ogni punto di vista. Tutto questo lo ha capito bene chi ha avuto l'incarico di "portare tessere" e che pertanto deve confrontarsi con persone che, per lo più, sono estremamente riottose a tirare fuori i propri documenti e farsi incasellare. Un fatto che riguarda solo il PdL? Non direi, visti i grandi insuccessi delle "primarie" da chiunque promosse.
Un problema senza soluzione? Forse un problema che non si risolve se si fa ricorso a schemi oramai sorpassati da tempo. Una vena di follia che mi contraddistingue da sempre mi suggerisce che quando il cerchio che l'orizzonte traccia per limitare i nostri occhi ed il nostro intelletto non offre riferimenti concreti e tangibili, occorre osare, rompere l'accerchiamento; cercare di vedere quel che è oltre i limiti, invisibile a chi non ha coraggio e fantasia. Basta guardare un po' oltre e ci si accorge che ci sono altre modalità di ricerca del consenso, forse meno stabili delle buone, vecchie tessere, ma più moderne ed accettate, guarda caso, proprio dai giovani.
Occorre solo avere una forma di attenzione prima di praticare queste vie: è infatti necessario avere idee innovative, capaci di lacerare il presente e monocorde stato dell'arte della politica, condivisibili dalle persone in quanto facilmente comprensibili ed apprezzabili. Propongo certamente una via tortuosa, percorribile con molta difficoltà e soltanto da persone realmente competenti. Me ne rendo conto. Forse Berlusconi ha capito tutto ... e, fortemente deluso dalla realtà, beffardamente propone il "partito della gnocca". Mi iscrivo subito, comunque!
Maurizio Navarra
ottobre 2011








