di Temistocle Sidoti
“Una perla che mi piace segnalare ai Soci del “Movimento d’Opinione” su una notizia apparsa, in forma farsesca, su un quotidiano italiano a larga diffusione.
Il gustoso articolo è riportato integralmente, tratto da un trafiletto del giornalista Marcello Veneziani, che ci dà un’ulteriore prova di come si può fare satira intelligente pur rispettando i personaggi istituzionali citati, a cui si mantiene inalterato il nostro rispetto (redazione).
Imbarazzo al Quirinale per una incresciosa vicenda coperta da segreto di Stato.
Da mesi sparivano dalle stanze del Quirinale tele. arazzi. argenteria ed oggetti preziosi.
Escluso che i ladri si potessero introdurre nella sede iper sorvegliata, perquisiti senza esito i Corrazzieri fin nelle loro chiome, ingiustamente sospettato l’ex Segretario generale del Quirinale Gifuni, furono collocate telecamere segrete all’insaputa di tutti.
Così si è scoperta l’amara verità. E’ apparso sul monitor il Presidente in persona guardarsi intorno e poi infilare sotto un telo da mare una coppia di candelabri papalini.
Poi si è messo un paio di rayban scuri, una coppola con zazzera di capelli rossi incorporata ed è uscito dalla porticina di servizio. Ha consegnato la refurtiva a due individui con cadenza napoletana, ricevendo in cambio una stecca di 1000 euro e poi li ha baciati in bocca, come Breznev.
Dalle indagini seguite si è appreso che il Presidente ha venduto la coppia di candelabri per saldare un debito di gioco. Il Presidente si sarebbe giocato l’appannaggio e mezzo arredo del Quirinale alla morra ed ora al burraco.
Ridotto sul lastrico, pressato da sua moglie, ha pensato di vendere l’argenteria di Palazzo. Scoperto sul fatto, ha detto che ha donato i candelabri ai nipoti di Mubarak, dimenticando che nel frattempo il Rais egiziano è stato deposto ed è sotto processo. In una nota del Quirinale si precisa che la stecca non era di 1000 euro ma solo di 970.
Temistocle Sidoti
ottobre 2011








