Martedì 11 Ottobre 2011 21:54

COME SI COMPORTANO “LE CASTE” IN QUESTA NOSTRA ITALIA

Scritto da Temistocle Sidoti

di Temistocle Sidoti

Inizia con questo articolo sul sindacato l'esame delle numerose "Caste" esistenti nella realtà italiana, con l'obiettivo di suggerire delle azioni di miglioramento e con la presunzione di offrire qualche prezioso suggerimento alla politica (Red)

Il dibattito sulla manovra finanziaria, di cui giornalmente sono ricchi i giornali con proposte interessanti ma anche strampalate, ha fatto emergere l’esistenza di varie corporazioni che oggigiorno è di moda chiamare Caste. a difesa di consolidati privilegi di parte.

Le Caste sono veramente tante e tutti gli appartenenti difendono i loro interessi, che ritengono intoccabili.

Facciamo quindi una rapida carrellata scegliendo quelle che riflettono situazioni più evidenti, arroccati nella difesa spietata di privilegi consolidati nel tempo e ritenuti sacri.

La Casta più odiata perché sovraccarica di incredibili ed inspiegabili privilegi è quella dei Politici, difficile da eliminare perché dipende da loro stessi prendere i relativi provvedimenti correttivi.

Poi dovremmo affrontare i vari ordini professionali, che sono tanti e tutti attaccati a difendere i loro privilegi consolidati; prendiamone due a caso quali l’Ordine dei Giornalisti e quello molto ricco dei Farmacisti.

Oggi c’è pure una “banda” che solo a parlarne disturba e disgusta, quella dei “piedi d’oro e facce di bronzo” cioè i calciatori: guadagnano milioni l’anno e si comportano da metalmeccanici.

Poi c’è la Casta della Magistratura, che non si riesce a fare rientrare nell’alveo della Costituzione in un conflitto infinito con il Presidente del Consiglio.

Ma oggi iniziamo  la nostra carrellata partendo dall’esame di quella più abnorme, cioè quella dei Sindacati.

Lobby scandalosa perché rappresenta organizzazioni potenti, che operano fuori dalle regole imposte alle altre categorie. I Sindacati si atteggiano a moralizzatori, pontificano sulle regole da rispettare ma pochi sono al corrente che si sono infiltrati nella politica tanto da rappresentare la terza categoria professionale come numero di deputati e senatori.

I sindacalisti cioè, giocando sulla pelle degli operai, hanno ottenuto privilegi che in piazza contestavano e contestano. Ma chi sono questi sindacalisti? Da sempre privilegiati anche da semplici operai o impiegati, chissà perché sono quelli che lavorano poco e male, sono numerosissimi e ben retribuiti (spesso nominati in ricchi Consigli di Amministrazione), costosi per le Aziende e per la Società, appartengono ad organizzazioni senza l’obbligo di presentare bilanci consolidati, non debbono rendere conto dell’utilizzo dell’enorme patrimonio immobiliare  la maggior parte del quale ereditata per legge ed a costo zero dalle strutture fasciste.

Altro che corsie privilegiate della Chiesa (ne parleremo in altra occasione!!).

Ma perché non si parla della detassazione concessa ai Sindacati per legge o del prelievo automatico e quindi obbligatorio delle quote associative? Con varie leggi si sono ritagliati privilegi su privilegi, tutti su misura per loro; rappresentano oggigiorno il terzo gruppo parlamentare per consistenza (53 deputati e 27 senatori), gestiscono un patrimonio immobiliare enorme su cui non pagano l’ICI ( la CGIL ha oltre 3.000 sedi in Italia, la CISL ne ha 5.000, quasi altrettante la UIL) e tutto questo perché la legge equipara i Sindacati alle ONLUS (società non lucrative di utilità sociale) senza però svolgere alcuna utilità che assomigli ad attività sociale;  cioè riescono a non pagare alcuna tassa e lo Stato non è autorizzato a chiedere un Euro.

Ma perché? Perché i privilegi dei CAF sono sovvenzionati dallo Stato e alimentano  un business che vale almeno 500 milioni di euro?

Consistenti privilegi uniti a   quelli dei Patronati con il semplice artificio di assistere e tutelare i cittadini nei rapporti con gli Enti previdenziali.

Questo accade senza l’obbligo di rendere conto dei bilanci, ma si tratta di  una struttura con circa 20.000 dipendenti (cioè numeri da multinazionale ma doveri e comportamenti da azienda con meno di 15 dipendenti!).

C’è poi una Italia oltremodo particolare, quella dei baby pensionati. Ne hanno goduto migliaia di portaborse e quadri della Triplice, è bastata una semplice dichiarazione del Partito o del Sindacato e si riscattavano anni di contributi: alla faccia di chi ha contribuito per anni pagando regolarmente !! Allo stato questa famigerata legge Mosca è costata almeno 10 miliardi di Euro.

Ultima ciliegina: la TRIPLICE può licenziare senza rendere conto a nessuno cioè possono lasciare a casa  i loro dipendenti con estrema facilità; due pesi e due misure!

Mia considerazione finale. Ma perché un sindacalista, finito il mandato, non deve ritornare in fabbrica a guadagnarsi la pagnotta?

 

Oggi abbiamo parlato di una casta ma rimaniamo in attesa di esaminare tutte le altre, nessuna esclusa. Ne vedremo delle belle!

 

Temistocle Sidoti

ottobre 2011

1 Commento

  • Link del commento Laura Valvo Martedì 11 Ottobre 2011 23:18 inviato da Laura Valvo

    BEN DETTO.....
    una formidabile presa di coscienza, un grande coraggio....
    Bisogna svegliare altre coscienze ancora "addormentate" da falsi imbonitori di giustizia e di uguaglianza, come i sindacati, che ingannano i lavoratori con la presunzione di fungere da organismi rappresentativi delle loro esigenze, organismo che poteva avere ben ragione di operare all'inizio del secolo scorso, addivenendo alla fine a una fucina di aspiranti parlamentari.

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