Lunedì 24 Ottobre 2011 21:33

Morte al Tiranno!

Scritto da Salvatore Giuliano Franco

di Salvatore Giuliano Franco

Una analisi davvero "tosta" quella del nostro redattore sulla Libia del dopo Gheddafi e sulla fine del "Colonnello" per definizione. Però! Viene da commentare. Ecco il dittatore: una persona che ha voluto essere coerente con se stessa sino all'ultimo respiro. (Red)

Il Tiranno è morto.  Come quasi sempre muoiono i Tiranni.

Dilaniato e fagocitato dalla follia della Folla.

Seviziato e stuprato, nel corpo e nello spirito, dai nuovi Eroi.

In Italia, l’odio, il rancore, le verità e le bugie, la falsificazione della Storia, ancora perdurano dopo più di 65 anni, perché, aldilà del bene e del male, Piazzale Loreto incombe, come un’ancestrale maledizione, su tutti noi.

Gli osanna che diventano maledizioni, le vendette che diventano atti eroici, la sempreviva memoria delle colpe e la moltiplicazione dei delitti che fanno fronte alla svalutazione dei meriti e all’oblio delle opere degne, sono tutti eventi corollario alla caduta di ogni dittatura.

‘Sic transit gloria mundi’, ha commentato il Presidente del Consiglio, subito tacciato di cinismo e aridità d’animo.

Anche se posso solo immaginare i suoi pensieri, conosco bene i miei.

Non credo che Gheddafi abbia chiesto pietà, sono invece sicuro che i 20 milioni di dollari che premieranno il nuovo giovane eroe, creeranno intorno a costui una vera corte di ben remunerati assertori e testimoni della sola realtà che, per ora, passerà alla Storia, e sarà quella che farà più comodo all’accozzaglia di beneficiati del vecchio regime che oggi già si ergono a giudici del Tiranno ed a strenui difensori di ogni libertà (la loro!).

Il corpo del Grande Mostro, vilipeso e martoriato, mi ha provocato un senso di forte nausea e di rigetto, non per la crudezza delle immagini, ma per l’appagamento e l’esultanza che animava i partecipi alla mattanza.

Penso che sia davvero giunto il tempo che il Diavolo, il Padreterno o la Natura, riprendano in mano il destino della Terra, di cui l’uomo è solo un cancro momentaneo.

Quale Massone confido sempre nel miglioramento dell’Umanità attraverso il necessario miglioramento di ciascun se stesso, aspirazione di cui ogni singolo dovrebbe essere portatore, “… come va, del tedoforo, la fiamma.”.

Purtroppo anche le Fedi che hanno cambiato il mondo, come quella dei nostri Padri, che ha sostituito la chiara morale del Vangelo a quella del Vecchio Testamento, hanno portato sulla Terra le terribili guerre di religione, nate e connaturate ad ogni monoteismo.

L’Islam è, da questo punto di vista, la peggiore e, con la fine di Saddam, Mubarak ed oggi di Gheddafi, come ieri di Reza Pahlavi, ogni diga al peggiore integralismo è stata ormai abbattuta.

E non è da sottovalutare quanto la grandeur della Francia sia stata determinante per il realizzarsi di tali avvenimenti, vere catastrofi se rapportate al domani.

Il dopo Gheddafi, che solo politici in malafede possono immaginare tutto rose e fiori, renderà tutto il Nord Africa, sponda naturale del vecchio Mare Nostrum, succubo della Sharia.

Quelle donne che, accanto ai loro uomini, saltavano e ululavano, ringraziando Allah per la morte del Tiranno, presto diventeranno schiave e semplici strumenti di piacere per i guerrieri della Vera Fede, che si serviranno di loro nella certa attesa delle 67 semprevergini Urì, fanciulle dagli occhi neri, che li attendono nel Paradiso maomettano.

Ma anche quei baldi guerrieri hanno poco da ridere, intanto si vedranno razionare l’acqua che dovranno pagare ai francesi, quella stessa acqua che l’abbattuto regime distribuiva gratis ed in abbondanza a tutto il popolo libico, poi dovranno rinunciare ad ogni tipo di spettacolo e divertimento, in compenso potranno frequentare i campi di addestramento per diventare i nuovi martiri suicidi contro gli infedeli e ogni loro struttura.

Ho sentito in TV dei poveri libici ricordare con sdegno la grande disoccupazione che il passato regime aveva prodotto! E le centinaia di migliaia di tunisini ed altre etnie che sono fuggiti dalla Libia non erano forse tutti impegnati per lavoro in quel territorio?

Bravo Frattoni, il senzapalle, che invece di inneggiare alla Grande Guerra avrebbe fatto meglio ad infrattarsi, come già fece il generalissimo Franco con Hitler e, più recentemente, la Germania con la Nato.

Ma noi, fedeli al vecchio motto ‘mai rispettare gli accordi’, abbiamo attaccato la Libia, come già attaccammo la Francia e la Grecia, accanto allo strapotere della Germania allora, accanto a quello della Nato oggi.

Cosa fatta capo ha, dice un vecchio proverbio, ed è inutile ogni recriminazione, va invece visto e anticipato il futuro, prendendo già oggi le giuste misure per non piangere domani.

Quali sono le giuste misure?

E mica ci’ho la sfera di cristallo!

Roma 21 ottobre 2011                                                               salvatore giuliano franco

 

1 Commento

  • Link del commento Brontolo da Roma Martedì 25 Ottobre 2011 11:46 inviato da Brontolo da Roma

    Non la metterei giu' cosi drammatica. Il problema sara', a mio avviso, il caos che si creera' con il confronto (e scontro) tra le diverse realta' tribali

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