di Temistocle Sidoti
E' semplicemente un voler parlare "laico"? Esenzione ICI, aliquote ridotte, acqua gratis, benefit, concessioni… qual è il tornaconto per chi concede o non revoca gli accordi? (Red)
Avevamo iniziato la nostra esposizione sulle caste esistenti in Italia partendo da quella dei Sindacati e che ha avuto un lusinghiero successo testimoniato dai nostri numerosi lettori.
Oggi parleremo di una casta sacra abbastanza intoccabile, parleremo della Chiesa cattolica, una istituzione non eletta dal popolo, che costa agli italiani molto di più dell’apparato politico.
E pensare che nessun'altra nazione al mondo si assume costi così onerosi per mantenere in vita una religione!
Il patrimonio immobiliare della Chiesa, tanto vasto e tanto oculatamente non censito con la connivenza dello Stato Italiano, è esentato dal pagamento dell’ICI !!
Immobili prestigiosi, appartamenti, negozi, uffici, capannoni, garage… non esiste una mappa di questo sconfinato tesoro per il quale nessuno sembra pagare le tasse.
Sembra che quasi un quarto di Roma sia di proprietà della Chiesa per non parlare delle proprietà sparse su tutto il territorio italiano.
Perché lo Stato Italiano rinuncia ad entrate milionarie? Qualcuno parla di accordi di favore che hanno assicurato alla Chiesa una serie di privilegi, sovvenzioni dirette ed indirette, esenzioni fiscali che alcune persone stimano aggirarsi attorno ai cinque milioni l’anno.
Vogliamo parlare dell’8 per mille, bel marchingegno che dovrebbe sostituire la cosiddetta “congrua” cioè lo stipendio ai sacerdoti, il cui introito sembra abbia superato i 1.000 milioni di euro e senza che nessuna commissione ne abbia valutato la congruità? E vogliamo parlare anche delle molte Parrocchie che sono diventate Onlus per prendersi anche il 5x1000?
Appare chiaro che comprendere i bilanci e fare i conti in tasca alla Chiesa è impresa ardua, come lo è anche per i Sindacati, infatti si può dire che Chiesa e Sindacati in questo vanno proprio a braccetto e in barba ad ogni esigenza di trasparenza!
Le indagini si arenano e non si contano i depistaggi messi in campo dalle gerarchie ecclesiastiche, l’Italia non è certo l’unica nazione dove la Chiesa riceve favori fiscali, ma è sicuramente la più riluttante ad assumersene la responsabilità!
Non è che per caso siamo ancora sudditi della Chiesa che non solo è perfettamente al passo con i tempi, ma addirittura li precorre come nel caso del turismo, l’affare del terzo millennio, dove è diventata, e la lasciano fare, dominus incontrastato?
Insomma aggiungiamo che per i religiosi il pagamento del canone TV è molto ridotto, come lo sono diverse aliquote, che l’acqua, compresa quella dei loro rigogliosissimi giardini, non la pagano, che il lasciapassare per il centro storico è di soli 55,00 euro, che ricevono cospicui contributi per l’editoria, perché quasi ogni parrocchia ha la sua redazione, ci viene da domandarsi: qual è il tornaconto per chi concede o non revoca gli accordi?
Temistocle Sidoti
ottobre 2011








