Sabato 05 Novembre 2011 22:59

Tanto tuonò che piovve?

Scritto da Maurizio Navarra

Di Maurizio Navarra

Ma allora è vero che noi italici siamo “faziosi” all’ennesimo grado?

C’è una ben determinata parte della nostra classe politica che si dedica a tempo pieno, qualsiasi cosa succeda all’interno o all’esterno della nostra nazione, a dire che in Italia tutto va male (anzi, malissimo!) e che la responsabilità di cotanto sfacelo è ovviamente di Berlusconi.

Si è arrivati, ampliando a dismisura la prassi di guardonismo acuto che oramai, sull’onda di tanti “reality” televisivi e sulla feroce moda lanciata da mai sopiti magistrati d’assalto, indirizza la sua attività principale a percepire ogni sospiro del Premier  e del suo entourage. Ovviamente, quanto acquisito viene prontamente tramutato in inquietante segnale di crollo del Premier o in comunicazione giudiziaria.

In questo momento è molto di moda concentrare l’attenzione sul Ministro dell’Economia il quale qualsiasi cosa dica o faccia viene interpretata come segnale inequivocabile di profonda inimicizia con il Premier e della consequenziale caduta del Governo: Tremonti solleva gli occhi al cielo? Significa che mancano mesi. Tremonti sorride e dice buonasera? Vuol dire che mancano settimane. Tremonti fa una smorfia e si gratta il naso? E’ chiaro che mancano giorni. Tremonti avrebbe persino pubblicamente affermato che non ne può più e ne avrebbe piene le tasche del Premier. In particolare questa ultima cosa la ho sentita dire da un attentissimo ed informatissimo commentatore politico, convinto a tal punto dall’indiscrezione da dare quasi dell’imbecille o del disonesto a chi osava dire che se il Ministro – un ministro che da anni ha di fatto condiviso/provocato tutte le scelte del Governo in tema di economia - fosse realmente a questo punto non dovrebbe fare altro che rassegnare le sue dimissioni e togliere il disturbo.

’ un fatto. Il problema reale è che noi italiani non riusciamo a venir fuori dalla logica del Montecchi/Capuleti, Guelfi/Ghibellini, Coppi/Bartali, Roma/Lazio o Milan/Inter è uguale, polentoni/terroni. Ora è il turno del Berlusca si/Berlusca no. Di questo tipo di contrapposizioni suicide che hanno da sempre fatto la felicità di chi è interessato a danneggiare la nostra immagine di Nazione io personalmente ne ho piene le tasche, esattamente come ne ho piene le tasche dei detrattori ad oltranza e dei difensori ad oltranza.

Se esiste una possibilità reale di voltare pagina sulla base di una proposta politica, di un leader e di una maggioranza definita, lo si faccia senza indugiare oltre. Se tale possibilità non esiste – i numeri dicono che questa è la situazione reale - si abbia il coraggio di tirare avanti con decisione o di azzerare tutto e ricorrere agli elettori. Basta, per favore, con le facce di circostanza e da visita al moribondo, soprattutto se esibite da chi non sarebbe mai in grado di traghettare l’Italia fuori dalla palude della crisi.

 

Maurizio Navarra

Novembre 2011

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