Mercoledì 09 Novembre 2011 11:09

I giovani: una risorsa, non un problema

Scritto da Fiorella Ialongo

di Fiorella Ialongo

A quanto pare, vedremo cosa riuscirà a fare il  governo "dopo Berlusconi" per risolvere questo problema assillante. (Red)

 

Una delle cause della bassa crescita in Italia è la condizione dei

giovani. Poche opportunità, disoccupazione, precarietà, bassi redditi

ed insufficiente welfare sono le difficoltà da affrontare e che si

sono accentuate con la crisi scoppiata nel 2008. Le nuove generazioni

sono frustrate in quanto costrette a ricorrere in numero sempre

maggiore agli aiuti delle famiglie. Questa solidarietà inoltre,

rischia di indebolirsi poiché la povertà economica dei nuclei con

figli è aumentata. Il malessere dei giovani di fronte a questa

situazione è giustificato ed ha provocato ripetuti appelli a loro

favore da parte di personaggi autorevoli come quelli del Presidente

Giorgio Napolitano e del Presidente della BCE Mario Draghi. Questi

moniti hanno avuto larga eco sui media, la politica italiana ne ha

parlato molto, tuttavia li ha trattati sovente più come esercizio di

retorica che come base di un’agenda per individuare decisioni e

risorse. Per evitare l’immobilità sociale sono necessarie misure

strutturali: eliminare un insieme di vincoli e limiti alla concorrenza

ed all’attività economica; favorire l’attività delle imprese;

sostenere un tasso di accumulazione del capitale fisico ed umano più

alto. E’ necessario riequilibrare anche il rapporto tra opportunità

occupazionali e prospettive di reddito che attualmente è notevolmente

a favore degli adulti riducendo i settori protetti. Queste riforme,

per essere attuate, richiedono una politica “alta”, in grado di

governare con senso di responsabilità ed una visione ampia, che guardi

ai giovani veramente come al futuro del Paese. Nei prossimi mesi, a

seconda se prevarranno gli interessi settoriali o l’interesse

generale, il Governo mostrerà il valore che attribuisce alle nuove

generazioni.

 

Fiorella Ialongo

novembre 2011

1 Commento

  • Link del commento Dhula Lunedì 05 Marzo 2012 06:13 inviato da Dhula

    Io sono mamma di tre bambini e dieagogpsta. Da anni mi occupo nelle scuole di progetti di prevenzione delle prepotenze e, pif9 recentemente, di prevenzione del cyberbullismo e uso responsabile delle nuove tecnologie.Sono davvero convinta ch e molta prevenzione o meglio ancora promozione del benessere dei nostri bambini parta da una alfabetizzazione emotiva , da un'educazione alle emozioni. Saper riconoscere le proprie emozioni, quelle degli altri, imparare a rispettarle Quando inizia? La famiglia, i genitori, hanno un ruolo fondamentale fin dai primi anni di vita.Poi e8 importantissimo il supporto della scuola, degli insegnanti (e delle societe0 sportive, delle associazioni ).In tempi di tagli e8 impopolare parlare di progetti di educazione socio-affettiva nelle scuole, soprattutto se non facciamo riferimento solo a due-tre incontri per la classe, ma a progetti ampi che coinvolgono bambini, insegnanti e genitori. Ma, proprio come mamma, io dico che quando si crede all'importanza di questi progetti, davvero si fa prevenzione e sia aiutano i nostri figli a stare meglio con se8 e con gli altri.

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