di Fiorella Ialongo
Noi non siamo, non potremo mai essere dalla parte della violenza, comunque ed ovunque manifestata. (Red)
Alle manifestazioni di piazza con le proposte e non con le molotov
La manifestazione del 15 ottobre da giornata di protesta è diventata
occasione di guerriglia urbana. Ad ammetterlo sono stati gli stessi
indignati che avrebbero voluto sfilare pacificamente contro la crisi
economica ed invece hanno visto consumare il corteo in breve tempo.
Quello che rimane è l’amarezza perché la violenza è sempre sbagliata.
L’aggressività, a Roma come in Val di Susa, sembra aver preso il
sopravvento sui pacifisti che non riescono ad esprimere un vero
leader. Certo, non si richiede una copia in carta carbone di Gandhi,
ma un personaggio che sappia associare la politica all’etica, un
idealista pratico, un pensatore. E’ difficile organizzare una
resistenza non violenta che combatta le ingiustizie con una
discussione ed una educazione civica che parta dalla base. Essa può
essere spinta in alcune frange verso il nichilismo. La visione del
mondo dei black bloc è più ampia della conoscenza delle tecniche di
eversione urbana, include anche la teoria, si ispira all’antropologia
radicale. La società, di conseguenza, è vista come un contenitore
vuoto che si può riempire solo con la rabbia che produce violenza. Un
individualismo esasperato che genera povertà umana. Questa
impostazione di pensiero ha delle ripercussioni anche in economia
assumendo i contorni di una protesta anticapitalista globale che vede
come antitetici la democrazia ed il mercato. Il secondo ha delle leggi
che per loro natura danneggiano il popolo. E’ una tesi che sottovaluta
sia le interdipendenze a livello internazionale, sia le difficoltà di
finanziare lo Stato, compreso quello sociale senza ricorrere ad aiuti
esterni. La crisi non si risolve con la demonizzazione dei mercati.
“Rifiutare il sistema” fa parte della dialettica della storia, ma non
si può dimenticare che l’uomo si sviluppa e si perfeziona nella
società. Solo se la rabbia sarà canalizzata in un progetto politico
coerente otterranno un cambiamento. In caso contrario le loro critiche
di sopraffazione mentale e fisica contro le strutture del potere
saranno valide anche e soprattutto contro di loro.
Fiorella Ialongo
novembre 2011








