di Fiorella Ialongo
Ciò che è valido per la nostra Costituzione, non è valido per la Costituzione europea che, in nome di un esasperante laicismo, non ha riconosciuto la radice ebraica e cristiana della nostra civiltà. (Red)
La Costituente, nell’elaborare il documento fondamentale della
Repubblica Italiana ha avviato una collaborazione tra credenti e laici
che è proseguita con il governo tra la DC e tutti gli altri partiti.
Questa mediazione virtuosa ha consentito la rinascita e l’ingresso in
Europa del nostro Paese. Sicuramente vi sono stati momenti di forte
tensione e conflittualità, tuttavia essi sono stati superati dalla
comune volontà di strutturare un cammino che, pur partendo da
sensibilità diverse, si raccordasse in una politica che avesse come
base ideologica i valori dell’Occidente e come obiettivo la nascita di
un sistema democratico e repubblicano. Ripetere pedissequamente questa
soluzione “centrista”è utopistico, sono troppo diversi i contesti. La
lezione che si può trarre e che conserva una straordinaria attualità è
il bisogno di un dialogo tra laici e cattolici e che è drammaticamente
assente nell’agone politico che troppo spesso somiglia ad una
carneficina. E’ raro trovare amministratori con una solida cultura
politica, capaci di sostenere un dibattito confrontando le proprie
tesi nella libera competizione delle idee ed evitando la denigrazione
dell’avversario. Si avverte forte la necessità di emanciparsi da
polemiche sterili per concentrarsi sui contenuti. In questo senso la
crisi può rappresentare l’occasione per l’inizio di una stagione
feconda la cui caratteristica qualificante è un forte e compatto
spirito di collaborazione tra laici e cattolici. Entrambi intesi non
come componenti di enti distinti, ma come elementi che si integrano
per approfondire la cultura che è alla base della nostra democrazia,
ha segnato il cammino della storia repubblicana e conserva ancora
spunti importanti per il futuro.
Fiorella Ialongo
novembre 2011








