di Salvatore Giuliano Franco
Tinte fosche esibite dal nostro redattore? Neppure per idea! Secondo il mio modo di vedere questo articolo è fortemente ottimista: le farfalle, per ora, le ho solo nel mio stomaco!! (Red)
Non basta aver operato per anni alla demolizione morale e politica di un leader della statura di un Silvio Berlusconi, non basta aver avuto l’appoggio incondizionato di PM e giudici che hanno fatto delle aule di tribunale italiane i sanguinosi palchi per orrende ghigliottine, non basta, ai comunisti, ai cattocomunisti, ai centristi demagoghi e ai dipietristi affetti da rabbia canina, l’aver messo alla berlina e descritto al mondo come inaffidabile una Italia che ha invece una economia più forte di ogni altro partner europeo, ebbene, a tutta questa canea ululante e mai satolla non sono bastate nemmeno le tanto vagheggiate dimissioni del capo di una indiscutibile maggioranza, proprio no: la fame delle iene si sazia solo sul cadavere dei forti, abbattuti a tradimento, perché già esauriti, come i tori nell’arena, dalle ferite delle tante banderillas che ne hanno straziato le carni e dalla perdita di tanto sangue da imbibirne il terreno.
I resti di quel cancro mondiale che è stato il comunismo, e che ancora corrode il tessuto politico italiano, insieme ai suoi farneticanti vessilliferi, è ormai giunto al termine della sua umana parabola.
Il tempo, vero e solo giudice imparziale, scaraventerà nella geenna tutti coloro che hanno sempre operato in malafede e contro ogni valore morale, sociale e patrio, quali paladini delle più arroganti menzogne e delle più spudorate calunnie.
I piazzale Loreto, i linciaggi fisici di Gheddafi o Saddam, quelli morali di Craxi o Falcone, i fischi a un Berlusconi dimissionario per amor di Patria, le canagliate televisive dei Santoro Lerner Travaglio, l’apologia dell’ingiustizia perseguita dalle Ilde e dai Woodcock di turno, gli spregevoli tradimenti dei Fini Bocchino Carlucci, sono tutte manifestazioni che indignano i giusti e satollano gli sciacalli.
Siamo arrivati al punto che radio Sole24ore, legato alla Confindustria e a quella voltagabbana della Marcegaglia, pubblicizza la Gdf Suez, multinazionale francese che, sotto l’amministrazione di Walter Volponi, strinse un patto di ferro con la ex municipalizzata romana Acea, che oggi, insieme alla Veolia, gestisce la nostra acqua e il nostro comparto energetico, ai prezzi che vuole, come li sta per imporre in Libia, dove i bombardamenti Nato hanno distrutto gli acquedotti e, a Braga, l’unica industria capace di ripararli.
Tutti i nostri migliori marchi sono oggi Sarkozyani.
Ci stanno colonizzando nel nome di una globalizzazione che, in Francia, è solo gretto, maleolente e antistorico nazionalismo.
Ma i nostri amati giudici condannano l’ex Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, perché tentò di contrastare, con una cordata italiana, la scalata alla Bnl.
Ed ora ci viene propinato un Monti che, come Prodi e Draghi e tanti altri grandi guru dell’economia e delle finanze, provengono tutti dalla Goldman Sachs, la più grande e affermata banca d’affari del mondo.
Ma non sono forse proprio quelli gli specialisti delle “ristrutturazioni” e “fusioni”? i veri Iddii del mercato delle materie prime e dei fondi d’investimento? e infine i geniali artefici dei “Titoli Derivati” (in azioni, valute, indici, …)?
Quegli stessi “Derivati” che hanno gettato nel panico, per non dire sul lastrico, le finanze USA, ed ora si stanno dilettando a speculare sulla vecchia Europa, dove ogni Euro sottratto giornalmente alle Borse affluisce, ovviamente e necessariamente, nelle capaci e incolmabili tasche degli speculatori internazionali.
Ma come, chiamiamo a salvarci i nostri boia?
Il carissimo Presidente Napolitano è certo un uomo integerrimo e limpido come acqua di fonte, ma perché deve invocare proprio gli squali a nuotare in quell’acqua?
E poi, se anche il Monti fosse un monte Ararat (che in lingua turca significa “Montagna del dolore”), o un monte Sinai, e le sue prossime Leggi avessero la valenza e le validità morale dello stesso Decalogo, chi mai le potrebbe approvare?
Immaginate un Parlamento ( perché è solo questo che potrebbe e dovrebbe approvarle ed emanarle) che esamina una riforma della 18!!!
In prima serata, a Porta a Porta, con quel bonaccione del Vespone, la sinistra si è dichiarata contraria ad ogni e qualunque modifica o interpretazione restrittiva su quell’argomento, anzi, ha chiaramente fatto comprendere che i vincoli che l’Europa ci propone sono inaccettabili per loro, i soli Puri e Duri.
Ma anche il Centrodestra si è dichiarato contrario, per esempio, ad una patrimoniale.
A che cavolo serve un Governo Tecnico se tutto deve ricadere sotto l’esame dei soliti raggruppamenti politici?
Perdiamo solo tempo prezioso: se la Grecia, in un momento di gravissima crisi, assai più estrema di quella che oggi vive l’Italia, non teme di andare rapidamente alle urne, perché mai dovrebbe temerlo l’Italia?
Ma la risposta è semplice: il Governo Tecnico metterebbe fine a tutte quelle positive innovazioni che il Governo Berlusconi aveva messo in cantiere e in parte realizzato.
In più la sinistra non vedrebbe modificarsi gli attuali sondaggi a suo favore, cosa che certo avverrebbe se, nei due mesi necessari per andare a nuove elezioni, il Governo portasse in porto le riforme non ancora completate.
Due più due fa e farà sempre quattro, come inciucio più tradimento fa e farà sempre centrosinistra, come PM più poteri forti fa e farà sempre ingiustizia, soprusi iniqui e arroganza brutale.
Stiamo per assistere alla morte della Democrazia, intesa come governo di Popolo, mentre, inermi e rassegnati, vediamo il potere del danaro, l’amoralità delle multinazionali, gli ultimi epigoni del comunismo, prendere per qualche tempo le redini del nostro mondo e del nostro stesso tessuto sociale.
A noi, vilipesi e ostracizzati dai frequentatori dei Centri Sociali, dai No Tutto, dai Black Bloc, dalle frange estremiste delle scuole, dai terroristi di quartiere, dagli spacciatori, dai delinquenti per vocazione, ci resta solo il vivere in attesa della trasformazione, come il bruco, che sa che Madre Natura, gli darà presto le ali della farfalla.
I vermi torneranno a concimare la terra per renderla più fertile a chi vorrà coltivarla con amore e giustizia.
Roma, 11 . 11 .11 salvatore giuliano franco








