di Titta Sgromo
Uno sfogo autentico. Riflessioni che iniziano a serpeggiare in questo nostro bistrattato paese: una nenia funebre per la morte della nostra democrazia (Red)
Che barba, che noia, che noia che barba, avrebbe certamente così commentato, la bravissima e non dimenticata Sandra Mondaini, l’attuale momento politico. Che schifo, che schifo, commentano oggi tutte quelle persone che lavorano quotidianamente, nel tentativo di assicurare alle loro famiglie un qualche benessere. Io, che appartengo ormai da tanti anni a quella categoria professionale che assicura al cittadino la difesa dei suoi diritti e dei suoi interessi, nel rispetto dello stato di diritto, un tempo gloria e vanto del nostro Paese, allo stato, vergognoso esempio di disorganizzazione e rilassatezza, grido “vergogna, vergogna”. Non è possibile sopportare un simile scempio delle Istituzioni repubblicane e democratiche, al servizio dei così detti Poteri forti ed in spregio a qualsiasi forma di democrazia parlamentare. Si è determinata una sgradevole forma di supplenza del Presidente della Repubblica all’inerzia di un Governo condizionato dalla famelica sete di potere di parte della maggioranza e della minoranza, timorosa di perdere i privilegi nascenti dalla acquisita condizione di parlamentare. Ma, diciamoci la verità, la vicenda politico istituzionale di Berlusconi, è un dato di fatto, si è conclusa, non essendo in alcun modo giustificabile con le solite lamentele il fallimento della sempre promessa e mai attuata rivoluzione liberale, rivoluzione liberale nella quale la maggioranza degli Italiani ha molto creduto. Allo stato vi era la necessità di salvare perlomeno la dignità. E chi poteva salvarla la dignità se non Berlusconi, umiliato e sconfitto dai suoi più stretti collaboratori, con un gesto forte di rivendicazione della sovranità popolare, calpestata, dal Presidente della Repubblica, dalla sinistra tutta e dalla famelica accozzaglia democristiana, sostenuta da un ex fascistello pronto addirittura ad una alleanza con la sinistra, pur di sfiduciare il nemico numero uno, Berlusconi. Domani ci sveglieremo tutti con un nuovo governo nato e sostenuto dai Poteri forti, ma con il Signor Fini che continuerà a pontificare dall’alto scranno di Presidente della Camera dei deputati. Per superare la vergogna bisognerebbe avere il coraggio di votare la sfiducia al Governo Monti, tanto il differenziale con i titoli tedeschi non diminuirà lo stesso. Ci sarà qualcuno che avrà questo coraggio? Non penso
AVV. TITTA SGROMO
Novembre 2011








