Lunedì 28 Novembre 2011 21:42

Lettera ad un lettore

Scritto da Maurizio Navarra

Da questa Agenzia sono partite diverse lettere idealmente indirizzate a Monti, neo Presidente del Consiglio e neo Senatore a vita. Io, al contrario, voglio indirizzare una lettera al mio unico lettore (se ancora costui mi è rimasto fedele in questo periodo storico nel quale voltar gabbana è divenuto fenomeno di costume). Comincio la lettera "come si deve", rispettando sino in fondo la forma.

 

Caro, carissimo lettore mio,

mi auguro che tu e la tua famiglia stiate bene e che tutti i tuoi piccoli problemi si siano risolti.

Vorrei parteciparti un mio sospetto, una mia sensazione di inquietudine, un crescente disagio che mi sta montando dentro in questi giorni, caratterizzati dall'attesa di venire a sapere di che morte il nostro competente ed affidabile Professor Presidente ci voglia far morire. Giuro che non ho captato nessuna indiscrezione di Palazzo, non sono stato destinatario di anticipazioni e/o confidenze: quello che scrivo lo sento sulla mia pelle, come un sottile brivido che è tutto tranne che piacere. Mi sento esattamente come un paziente che sta per entrare nella camera operatoria per un intervento complesso, come un accusato che ha ben compreso che il suo giudice ha sposato la tesi opposta alla sua, come un soldato che è stato incaricato di bonificare un campo minato irto di trappole. Perché? Presto detto. Caro lettore, vedi, io ti indirizzo questa mia missiva in quanto so per certo che appartieni alla mia stessa classe sociale ovvero a quel "ceto medio" costituito da cittadini-api operaie che si ostinano a costruire arnie e produrre miele che saranno preda facile del primo orso di passaggio.

Noi ci permettiamo alcuni lussi, caro lettore e se mi permetti amico. Lussi che sono qualificati come inequivocabili manifestazioni di ricchezza. Abbiamo una casa, accidenti. E non importa se questa casa è stata comperata con i sacrifici di una vita intera, con soldi nostri, già abbondantemente tassati. Chi è a casa sua è ricco e allora perché non fargli pagare l'ICI anche se quella casa è quella dove abita con la sua famiglia? Qualcuno ha perfino detto che noi italiani siamo "abituati" a pagare l'ICI! Qualcuno dimentica che per mantenere questa casa noi paghiamo fiumi di denaro. Come? Paghiamo l'energia elettrica, paghiamo il gas, paghiamo l'acqua, paghiamo la raccolta dei rifiuti, paghiamo cifre iperboliche ogni volta che siamo costretti a chiamare qualcuno che ce la ripari, paghiamo il mutuo, paghiamo il condominio ... chiudo per brevità chiarendo, tuttavia, che su tutte queste nostre uscite lo Stato riscuote imposte indirette.

Abbiamo una macchina o una moto con la quale andiamo al lavoro, accompagniamo a scuola i figli quando piove, magari facciamo qualche gita! Hai un'idea di quanto costa il nostro mezzo di locomozione? E' un lusso accidenti! Perché non ti servi dei mezzi pubblici? Magari perché questi mezzi anche loro sono un costo e forse perché non sono poi così efficienti? Poco importa! Lo sai che il prezzo del petrolio, salga o scenda sui mercati, è preso in considerazione soltanto per fare aumentare il prezzo dei carburanti?

Non voglio andare oltre.

Caro lettore, si sa bene. Gli orsi vivono sui Monti e trovano che è infinitamente comodo, per divorare ciò che il loro robusto ventre esige, prendere il miele dai piccoli favi di api operaie che sono a portata di mano. L'orso non attacca mai chi ha tanto, tantissimo miele: ci provi! Rischia soltanto di prendere una fucilata! E poi, potrebbe teorizzare qualcuno, è nella natura che l'orso mangi il miele.

Io dico che non sono d'accordo. Neppure un pochettino! Vuoi far sentire la tua voce, caro lettore, e sfruttare la possibilità che ti viene data di manifestare, se credi, il tuo NO al ritorno dell'ICI in modo semplice, sfruttando la casella dei commenti posta sotto questa lettera - articolo? Facciamo sentire la nostra voce, prima che ci venga chiusa da uno stato che prima di sentirci cittadini, ci sente come mucche da mungere o come evasori, senza neppure provare a chiedersi se le tasse che paghiamo sono troppe e senza chiedersi perché da noi c'è tanta evasione.

Ti prego, rispondi al mio appello.

Roma 28 novembre 2011

Tuo Maurizio Navarra

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