di Stelio W. Venceslai
E cosa sta elaborando "in silenzio" il Governo Monti? Forse nessuno le sa, forse neppure il Presidente del Consiglio è in grado di sapere cosa sarà messo nelle condizioni di fare! (Red)
Il silenzio del nuovo Governo sul programma di lavoro che si accinge a presentare al Parlamento è piuttosto preoccupante: o non hanno idea ancora di cosa fare oppure, il che è più credibile, stanno allestendo una stangata con tutti i dubbi, legittimi, su come l’accoglierà il Paese.
Alcune riflessioni meritano d’essere fatte.
Ici sulla prima casa: Berlusconi l’aveva tolta, dando un po’ di respiro a tutti. Se non ricordo male, è stata l’unica misura, assieme a quella sulle successioni, che ha alleviato l’insopportabile peso fiscale alla generalità dei contribuenti.
Rimettere l’ICI sulla prima casa sarebbe una sciocchezza, perché mentre sarebbe una misura quasi indifferente per chi possiede molti appartamenti, per le prime coppie, i pensionati, le vedove, i monocasa, sarebbe un disastro. Si potrebbe sostenere che si ha, comunque, bisogno di un gettito.
Ma, a far dei conti, il gettito della nuova imposta oltre a disturbare molto, al massimo, servirebbe solo a pagare quindici giorni d’interesse del nostro debito pubblico. Praticamente, una misura inutile dal punto di vista finanziario ed oppressiva sotto il profilo psicologico.
Patrimoniale: un intervento con una patrimoniale sugli immobili è auspicato (si fa per dire) da molti, ma è fortemente avversato dalle destre.
In realtà, se non fosse generalizzato, sarebbe una misura auspicabile. Ma tutti sanno che i grandi patrimoni immobiliari non sono completamente censiti e che moltissime abitazioni sono fuori regola, costruite sulle golene dei corsi d’acqua, dentro ai crateri o sulla spiaggia demaniale. I disastri meteorologici recenti hanno risvegliato l’attenzione sul lassismo delle amministrazioni comunali in materia. E allora? Prima facciamo un ennesimo condono?
Occorrerebbe una patrimoniale immobiliare per un valore complessivo superiore, ad esempio, ad un milione di Euro. Ma come calcolare questo valore? Sugli estimi catastali attuali? I loro coefficienti sono fermi da anni ed i valori che ne risultano sono di gran lunga inferiori a quelli di mercato, anche se il mercato immobiliare è attualmente in ribasso.
Terza misura: rivalutazione dei coefficienti catastali ai prezzi medi di mercato. Questa sarebbe una misura onesta, riportando la tassazione a valori reali. Ma, in questo momento, sarebbe necessario articolare le aliquote in modo adeguato, per evitare la rivolta dei proprietari delle case (le solite giovani coppie, i pensionati, le vedove, i monocasa). In un momento difficile come questo, nel quale la liquidità sta scomparendo, i più dovrebbero o non pagare o fare prestiti. Questo è un punto molto delicato da affrontare, al di là dei proclami guerreschi della sinistra.
Il Governo Monti deve fare molta attenzione a questo problema, perché trascinerebbe un fortissimo malcontento alle urne, e questo non conviene a nessuno.
Sempre in tema di casa, l’episodio della signora di Bologna che ha lavorato solo sei giorni in nove anni di lavoro trascorsi a casa, episodio che ha fatto il giro del mondo, merita un po’ d’attenzione.
Che gli Italiani si credano furbi è un fatto, ma che gli amministratori siano tutti stupidi, no. Se mai, sono conniventi.
Il caso di Bologna è talmente emblematico che non lo si può relegare in fondo alle pagine di cronaca. E’, invece, un fatto gravissimo. Non è questione della signora “furba”, ma di medici compiacenti e truffatori, di amministratori distratti od inetti o complici, di un sistema che dà la patente ai cechi e la pensione ai morti.
Qui Monti dovrebbe intervenire con il pugno di ferro, per ristabilire quel senso di responsabilità anche morale che, ormai, sta scomparendo e che è una delle non ultime cause dei nostri disastri. Credo che a molti farebbe piacere sapere che, finalmente, qualcuno rimette sulla giusta carreggiata il sistema, incutendo il timore delle conseguenze della irresponsabilità.
Stelio Venceslai
novembre 2011.








