Così un lettore de "Il Giornale" ha commentato l'articolo di Franco Battaglia, che anche la nostra Agenzia ha pubblicato, sull'importante argomento dell'analisi dei costi che compongono la nostra "bolletta energetica". In Redazione abbiamo provato a fare due conti e siamo rimasti completamente basiti. Con buona approssimazione, infatti, semplicemente rinunziando a questa vera e propria follia della cosiddetta "energia verde" l'Europa sarebbe d'un colpo fuori dall'emergenza e non avrebbe bisogno di tirare il collo ai cittadini con manovre capestro. Altro che tassare i generi di lusso! Correndo appresso all'utopia delle fonti alternative tutta Europa ha fatto un'operazione di lusso sfrenato, tra l'altro inutile! (Red)
Ho letto con attenzione il Suo articolo pubblicato oggi mercoledì
23/11/2011 sull'enegia verde. E' molto interessante, come molti dei
Suoi precedenti interventi, ma nello stesso tempo mi fa venire un
terribile mal di pancia pensando a quanto denaro sprechiamo.
Alle Sue cifre vorrei solamente aggiungere che il costo del
finanziamento dell'energia rinnovabile, incide per circa il 30% sul
costo totale della nostra bolletta energetica per uso civile e per
circa il 20% per uso industriale.
Quando due giorni fa ho cercato di decifrare la fattura energetica
dello stabilimento dove lavoro, non credevo a quello che leggevo tanto
è stato il mio sgomento nel leggere quanto incidesse la componente A 3
( finanziamento fonti rinnovabili ) sull'intero importo.
Lavoro in una piccolissima un'azienda energivora ( 40 dipendenti) che
quest'anno consumerà oltre 10.000.000 di Kw/h, ma pagare oltre 250.000
euro di "tangente verde" mi sembra un insulto al buon senso e
all'economia, come lo sono i 300 euro di obolo ogni 1.000 euro che
pago per l'energia di casa.
Auguri per la sua lotta contri i falsi verdi che non si sono mai
sporcati le mani e che normalmente non distinguono una mucca da un
bue.
Cordiali saluti Luigi Mandelli








