Venerdì 09 Dicembre 2011 18:19

Sono Monti o Colline?

Scritto da Salvatore Giuliano Franco

di Salvatore Giuliano Franco

Colline? manco per idea! Siamo in pianura. Una pianura totalmente piatta da far scoraggiare chiunque! (Red)

Colline!! ma piene  di soldi.

Lui viene infatti dal mondo bancario;  dominato dalla Goldman Sachs, che ha creato tutti i grandi Guru della finanza mondiale.

Monti, da esperto del danaro e non della politica, ha quindi la capacità di guardare al mondo con una vista d’insieme limitatissima: oggi poi non riesce a vedere oltre il palco presidenziale, alla Scala di Milano.

Come ogni bancario che non riesce a vedere la realtà che lo circonda, sta inanellando una sequela di decisioni che, definire cazzate, è solo un amichevole eufemismo.

La peggiore, per me, anche se viene sottovalutata nella sua oggettiva gravitò, è quella che stabilisce una ulteriore tassazione, anche se minima, sui capitali “scudati”, quelli cioè rientrati in Italia dai paradisi fiscali, e a suo tempo già assoggettati all’imposta del solo 5% per essere regolarizzati e andare così a rimpinguare i depositi bancari italiani.

Da oggi in poi chi mai deciderà di riportare in Italia i suoi soldi se lo Stato si rimangia i contratti?

Monti fa dello Stato italiano non soltanto un ladro incallito con gli ulteriori assurdi aumenti della pressione fiscale, ma anche un mentitore e un mancatore alla parola data: cioè un truffatore.

Monti legittima così la mancanza di fiducia nelle nostre Istituzioni, incoraggia la fuga di capitali e, quel ch’è peggio, se uno Stato è ladro e disonesto, ogni cittadino ha il diritto di salvaguardare i suoi miseri averi ricorrendo anche a ogni tipo di evasione fiscale.

Ma il Monti se ne strabatte di tutto questo, egli pensa solo all’oggi e non al domani; egli pensa ai soldini che oggi può incassare, in qualsiasi modo, e non ai soldoni che perderà certamente domani.

Altro che equità e crescita!

Egli è fondamentalmente, materialmente e mentalmente, uno squallido ricattatore.

Ha parlato di “infamia” per l’Italia se non venissero approvate le sue proposte, perché le conseguenze sarebbero la bancarotta dell’Italia e il conseguente crollo dell’Euro e della comunità Europea!

Nel momento in cui ha pronunciato quelle parole, che andrebbero riascoltate più e più volte, il desiderio di sommergerlo con uno sputo più grande della vasellina che già tutto lo riveste, è stato per me quasi un bisogno fisico.

Ho invece pianto per l’offesa fatta, con quelle parole, a un intero popolo, una offesa alla sua intelligenza, alla sua operosità, alla sua speranza di futuro.

Egli ha sotterrato, con quelle parole, ogni realtà, che è quella che fa di noi il paese più stabile tra tutti gli stati europei, il paese che, sempre, ha saputo vincere ogni avversità, alzarsi e ricominciare da capo, come nel “Se sei un uomo” di Kipling.

Monti rappresenta la parte più avvilente del Danaro, quella degli interessi bancari, delle speculazioni, dei fallimenti studiati, dell’usura mascherata, della mancanza di credito, del consumismo esasperato, delle liberalizzazioni estreme, della politica aggiogata alla finanza, della finanza che si fa politica, della perdita infine di ogni umanità.

E che dire della occhiuta aggressione alle pensioni, ai quaranta anni di lavoro, alla prima casa?

Su tutto poi l’inarrivabile pensata, certamente nata dopo un diuturno lavorio di meningi, a seguito d’una complessa elaborazione e lunghi studi, che ha portato alla decisione di aumentare il costo dei carburanti!

E’ successo! È davvero successo!

L’elefante ha partorito una formica!

Che idea sublime, eccelsa, inarrivabile, in poche parole Montiana! Aumentare il costo della benzina!

Vorrei proseguire ancora e scrivere pagine e pagine, trattando di economia, politica, finanze, ma la nausea me lo impedisce e mi blocca anche il pensiero.

La nausea per uomini che cedono il posto a ominicchi, per una informazione che tradisce le sue origini, per una democrazia fagocitata dalle oligarchie, per i troppi poveri derubati, giorno dopo giorno, da chi fa del danaro solo una macchina di autoriproduzione.

Alla faccia di tutti quei professoroni che si battono per Monti…

..ma andate tutti a cagare!

 

Roma, la festa dell’Immacolata, 2011                                   salvatore giuliano franco

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