di Ernesto Alicicco
Un pensiero da condividere, una decisione che, se presa, cancellerebbe con un tratto di penna un bel settore di evasione. Ma. E chi se la sente di prenderla? Meglio, molto meglio fare proclami! (Red.)
A giudicare dagli argomenti più gettonati in questi giorni, uno dei più importanti, e direi anche scottanti e determinanti, per questa nostra “povera” Italia, è quello dell’evasione fiscale.
Ogni cittadino, ricco o …povero che sia, vive la sua esistenza nella certezza che tanti evadano il fisco e ognuno sospetta del vicino o, peggio ancora, pensa che il vicino è un sicuro evasore. Ci sono poi alcune categorie (liberi professionisti, artigiani, altri lavoratori autonomi, ecc) che sono portate sempre come esempio di evasione certa e continuata!
L’informazione nazionale, dalla carta stampata ai programmi televisivi, più o meno politicamente …indirizzati, fa poi a gara per ribadire e fortificare il concetto!
Certamente evasori non mancano, ma se vogliamo proprio essere precisi, fanno parte di coloro che per mia convinzione definiscono: “evasori costretti”…
Chi sono gli”evasori costretti”? Tutti quei cittadini, cioè la gran parte, per i quali, essendo essi consumatori finali, l’iva rappresenta un costo. Prendiamo ad esempio la categoria dei medici per i quali l’iva è solo un sovraccarico di spesa! (visto che nelle loro parcelle l’iva è esclusa per motivi sociali e non possono per tale motivo detrarre l’iva dagli acquisti). Mi sono chiesto da tanto tempo come si potrebbe ovviare a questo problema che è certamente una delle cause più importanti di evasione; basterebbe operare in maniera che chiunque si a costretto a… aprire il proprio portafoglio per pagare un servizio o l’acquisto di un bene abbia il diritto di farsi consegnare anche la fattura relativa perché potrà portarla in detrazione dai proventi a fine mese, o semestre, o alla lunga, a fine anno. Parlo di qualsiasi tipo di fattura, compresa quella per una …spesa voluttuaria! In questo modo si potrebbe pagare per obbligo con carta di credito o bancomat, cosa che vorrebbe dire riscontro incrociato di avvenuto pagamento e avvenuta riscossione!!!
Non credo di aver scoperto chissà quale novità, perché questo lo fanno da sempre, e con ottimo profitto, in Australia, paese notoriamente di livello super quanto a qualità di vita che di ricchezza media! Basterebbe allora cominciare a copiare dagli altri quello che fanno meglio di noi. Questo modo di agire costituirebbe anche una maniera per obbligare ogni cittadino a vigilare su se stesso e
Sul prossimo; le imposte sarebbero obbligatoriamente, ma equamente pagate da tutti con l’applicazione progressiva di aliquote sul reddito netto di ogni uno ad esempio a fine anno o a scadenze semestrali. Sarebbe anche certamente una maniera per far circolare onestamente il denaro, non avendo più nessuno la possibilità di accumulare e maneggiare “denaro nero”. E a tal proposito, immaginiamo quanti posti di lavoro si verrebbero a liberare: cioè quelli coperti ora da coloro che , per arrotondare un non sufficiente salario, si vedono costretti al doppio lavoro, logicamente “sommerso”con evidente danno sociale! Proviamo poi a immaginare gli effetti positivi sul mercato del “Made in Italy” e del commercio nazionale, se ogni cittadino potesse pagare le imposte sul proprio reddito residuo dopo aver detratto tutti i costi regolarmente documentati da fattura, compresi quelli del miglior professionista della piazza che per meritocrazia potrebbe essere scelto a prescindere dal suo costo.
Tutto questo mi sembra di facile attuabilità (siamo o non siamo in era di computer?) e sarebbe con certezza il modo più sicuro per far cadere ogni sospetto di evasione e dare a tutti la certezza di equità di tassazione.
Una riflessione finale: chi scrive non è un esperto in economia, ne in campo fiscale; sarei perciò grato se qualche tecnico in questo campo mi dicesse che tutto espresso è inattuabile, e me ne spiegasse per convincermi i motivi. Vi sembra un giusta pretesa?
Ernesto Alicicco
dicembre 2012








