Tafazzi, chi era costui? (Red)
Onestamente, è come sparare sulla Croce Rossa! Ciò che è accaduto sui nostri mari, su una delle più prestigiose navi della nostra Compagnia di Bandiera non può, da ciò che si apprende dai media, in tutta onestà trovare giustificazioni praticabili. L'errore, sembra apparire oramai chiaro come il sole, è di un Comandante che personalmente al timone della sua nave ha compiuto un tragico errore di valutazione deviando da una rotta sicura. Ciò che fa apparire tutto più grave è che si sarebbe probabilmente trattato di una infantile bravata, commessa con la stessa leggerezza di un ragazzino che "impenna" la moto per farsi bello davanti al suo piccolo pubblico di amici.
Poi, per questo Comandante-ragazzino raggiunta la consapevolezza del gesto insulso, il panico, la disorganizzazione, la fuga dalle responsabilità con la lacunosa ed improvvida gestione dell'emergenza. L'effetto più pericoloso del naufragio è proprio ciò che sta accadendo in questi momenti. I media si rincorrono a dimostrare l'inefficienza dell'equipaggio - soprattutto degli Ufficiali a bordo - e ad evidenziare l'indubitabile coraggio di semplici cittadini protagonisti di veri e propri atti di autentico eroismo. Unico punto fermo, immediatamente sottolineato da tutti quasi ad esorcizzare l'immagine tragica di una nave morente, l'Ufficiale della Capitaneria che urla parole dure nei confronti del Comandante, probabilmente nel tentativo di farlo tornare in se.
Non sono state assenti, ancora, voci di critica neppure tanto velata nei confronti delle persone che scelgono come vacanza la crociera additata come simbolo di lusso, di spreco, di ricerca di ostentato e persino un poco perverso divertimento.
Sul principiare della loro carriera di comici, Aldo Giovanni e Giacomo inventarono la geniale figura di Tafazzi. Un personaggio spiritato e bislacco che prendeva a randellate le sue parti intime. Qualcuno lo ricorda? Ebbene la genialità del Trio comico sta nel fatto che noi italiani abbiamo veramente il complesso di Tafazzi, siamo infatti masochisticamente predisposti ad infierire su noi stessi sfruttando tutte le possibili vie di comunicazione al fine di "fare notizia" ingigantendo i nostri difetti e le nostre manchevolezze che già la nostra concorrenza rileva con dovizia di particolari in un segmento importante della nostra economia.
Nel corso di un naufragio di una nave sulla quale sono imbarcate più di quattromila persone , qualunque sia la sua causa e la sua gestione, non tutto va come dovrebbe andare e come prevedono i manuali. Che qualcuno sbagli è inevitabile come è altrettanto inevitabile che qualcuno si lasci prendere dal panico o non scelga le vie di fuga previste. Le responsabilità di chi ha commesso l'errore sono gravissime e c'è da augurarsi che paghi nella giusta misura, senza pietismi e piagnistei. E' ancora da augurarsi che le vittime di questo disastro possano tutte essere trovate e restituite alle famiglie. Non vorrei apparire cinico, ma va anche detto con sollievo che le vittime, per fortuna, non sono state tante quante avrebbero potuto essere e che la stragrande maggioranza delle persone imbarcate sono state tratte in salvo. La speranza è che la nostra marineria trovi al più presto la forza di uscire da questa crisi.
Maurizio Navarra
gennaio 2012








