L’inferno è sulla Terra
non in spazi diversi
sconosciuti.
E’ popolato d’uomini viventi
che respirano aria
con il sangue nel cuore.
Auschwitz
è in noi
noi siamo i carnefici
noi le vittime
noi gli strumenti
complici
coscienti
di un Giano infernale
avidità e potere.
Non c’è sosta
non c’è sosta
ovunque
in ogni tempo
non c’è sosta.
Auschwitz
sembrava l’apice per poi
riflettere e cambiare.
Non c’è risveglio agli incubi.
Non c’è risveglio agli incubi.
Non sono i morti
tanti
tanti
a piagare il mio cuore
con artigli di tigre.
Sono tutti quei bimbi
sradicati dai corpi
di madri supplicanti.
I giovani
che piangono
con occhi inariditi
la vita non vissuta.
I vecchi
estratti come denti
dalle mura fedeli.
Non è orrore la morte.
Ogni istante di vita
è pena eterna.
Salvatore Giuliano Franco
Roma, 27 gennaio di ogni anno








