Ghetto di Varsavia
Nalewki
dove
per sempre
la nazista bestia
s’eresse
a inumano aguzzino
dove
per sempre
un dolore infinito
s’eresse
a eterno monumento
più duro d’ogni pietra
più della morte forte
più della vita vivo
Salvatore Giuliano Franco
mentre la calce
come neve bianca
stendeva un velo
sulle atroci magrezze
sulle speranze vane
sull’odio che perdura
sull’idea dell’amore
che ieri
come oggi
lentamente si spegne.
Ma la vita è memoria
che trascende il tempo.
Roma, 27 gennaio di ogni anno








