di Fiorella Ialongo
Il principio di sussidiarietà modernamente inteso è il giusto rapporto tra pubblico e privato in campo sociale.
A sessant’anni dalla stesura della Costituzione Italiana si sono registrati forti mutamenti nell'ambito del decentramento politico-amministrativo. Soprattutto negli anni novanta sono stati emanati una serie di provvedimenti normativi quali l'adozione del Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti Locali( D. Lgs. 267 / 2000), la legge 59/97 meglio conosciuta “ Riforma Bassanini”, la riforma del Titolo V della Costituzione, attraverso cui è stata attuata una reale devoluzione di compiti e funzioni dallo Stato alle Regioni e da esse agli Enti Locali. Questa legislazione ha inteso rinnovare ed adeguare il modello organizzativo dello Stato alle nuove esigenze dei cittadini e disciplinare in modo diverso il raccordo tra lo Stato Centrale e le Autonomie Locali attraverso il principio di Sussidiarietà
Le affermazioni precedenti, tuttavia, non comportano che al principio di sussidiarietà sia attribuito da tutti lo stesso significato. Esso non può essere inteso riduttivamente come “surrogato in caso di urgenza o bisogno “ che richiede un“ sussidio assistenzialistico “ per cui quello che i privati non riescono a far bene, lo deve svolgere lo Stato o che la sussidiarietà sia una riedizione del laissez–faire ottocentesco, con cui si proponeva un limitato potere statale per lasciare ampio spazio alle forze private, essenzialmente di mercato, nella logica del profitto. Il principio suggerisce di vedere, ascoltare , valorizzare quello che c'è e liberamente si sviluppa come risposta “dal basso” ai bisogni dei singoli e della Collettività. In sintesi la interpretazione corretta del principio della sussidiarietà chiede alle istituzioni di agire al servizio della crescita della società civile.
Dovendo perseguire il bene comune, che non opera automaticamente per azione di” una mano invisibile” ma deriva dalla molteplicità degli interessi perseguiti da persone e gruppi, le Istituzioni Pubbliche devono intervenire nella società per sostenere e stimolare i sottosistemi sociali e, in definitiva , i cittadini a sviluppare iniziative proprie per raggiungere i loro obiettivi e soddisfare i loro bisogni. In altri termini, la Sussidiarietà è un principio di competenza che non definisce nel contenuto quello che le singole entità sociali devono perseguire come valori ed obbiettivi. È soprattutto un principio un principio di filosofia sociale che supponi, nel solco della migliore tradizione culturale europea, un concetto personalistico dell'uomo.
Da ciò si deduce che la sussidiarietà non è solo un limite all'intervento di un'autorità superiore nei confronti di una persona o di una comunità quando queste hanno la capacità di un'azione autonoma , ma è anche un obbligo per tale autorità di agire nei confronti nei confronti di tali soggetti offrendo gli strumenti per realizzarsi,in quanto la sussidiarietà tutela la dignità e responsabilità degli individui.
Propongo quindi di fare nostro questo principio cosi da rendere vera ed effettiva la partecipazione dei cittadini alla elaborazione delle decisioni invece di ridurla soltanto all'esecuzione di scelte fatte in ambiti ristretti. I cittadini, ad iniziare dai livelli più vicini alle persone per poi salire a quelli più elevati, vanno coinvolti nei processi decisionali. Mentre la sinistra parte dalla convinzione acritica del ruolo attivo del potere statale rispetto ad una società che deve essere tecnicamente” indirizzata, da parte nostra bisogna sostenere una reale partecipazione che preveda libere formazioni sociali aperte al bene comune , di cui il potere politico o statale deve restare soprattutto garante e promotore
Fiorella Ialongo
Roma: venerdì 12 febbraio 2010








