“Finalmente un provvedimento concreto nella lotta alla depressione” afferma Temistocle Sidoti, Presidente de "il Movimento “, "infatti nel nostro paese manca, soprattutto, a livello sociale, un qualunque tipo di intervento preventivo ed è giusto cominciare a...
Corriere della sera. Milano - Un italiano su quattro sarebbe a rischio di depressione.
In base al numero delle diagnosi la patologia interesserebbe 6 milioni di persone ma considerando anche una stima dei malati potenzialmente non diagnosticati il numero potrebbe arrivare a 15 milioni di persone (cioè circa il 25% della popolazione. Ne sono convinti i promotori del progetto Idolum (Identificazione Dolore e Umore) fondato su un articolato questionario da sottoporre ai pazienti «a rischio», con cui verranno analizzati umore, sintomi somatici e terapie, farmacologiche e non, indagando anche sui segnali subdoli che la malattia dà, dalla cura per il corpo agli errori commessi sul lavoro, dalla tristezza al grado di soddisfazione raggiunta, guardando anche alla possibile presenza di problemi fisici (ad esempio dolori che non hanno una comprensibile natura) che potrebbero essere la somatizzazione di una sofferenza depressiva.
Lo scopo dell'indagine, è verificare se esiste davvero questo potenziale sommerso e allo stesso tempo sperimentare un protocollo da far utilizzare ai medici di famiglia per coinvolgerli di più nella diagnosi precoce della depressione.
Al progetto hanno aderito le società scientifiche di Farmacologia (SIF), Psichiatria (SIP) e di Medicina generale (SIMG), che hanno messo a punto il protocollo sperimentale.
RISULTATI FRA UN ANNO - A partire da questo mese di aprile, 160 ambulatori di medici di medicina generale di tutta Italia riceveranno 10 questionari ciascuno, per un totale di 1600, documenti. Il progetto ha una durata annuale. Tra dodici mesi quindi sarà possibile formulare delle valutazioni complessive su numero e tipologia delle malattie diagnosticate grazie a questo strumento e quindi anche sulla possibilità che hanno i medici di famiglia di scoprire un maggior numero di casi di depressione. «Inoltre, il protocollo fornirà al medico di famiglia - afferma il farmacologo Giovanni Biggio, presidente della SIF - specifici criteri diagnostici, orientamenti tra le numerose possibilità di cura farmacologica, sugli effetti collaterali degli psicofarmaci, sui sintomi del disturbo e sul “linguaggio” del corpo del paziente». Infine, anche ai medici di famiglia sarà sottoposto un questionario, che permetterà uno screening della loro attività in relazione ai problemi degli assistiti.
DIAGNOSI PRECOCE - L' importanza di scoprire prima possibile una depressione, è che «una diagnosi precoce - secondo lo psichiatra Mariano Bassi, presidente della SIP - può significare la salvezza per molti depressi, che potrebbero affrontare e guarire dalla malattia prima che diventi più grave e quindi molto più difficile da curare. E il primo che può accorgersi dell' insorgere della malattia è proprio il medico di famiglia, che è in costante contatto col paziente». «La difficoltà della diagnosi - ha sottolineato Claudio Cricelli, presidente SIMG - nasce dalle dichiarazioni dei pazienti, che riferiscono malesseri che sono in realtà una somatizzazione del mal di vivere: secondo studi pubblicati sull'American Journal of Psychiatry, oltre il 50% dei pazienti depressi prova dolore: nel 60% dei casi alla testa, per il 28% al dorso, torace/addome (20%), collo (11%), articolazioni (9%)».
Corriere della sera - 04 aprile 2007








