Riceviamo e Pubblichiamo. Il giudizio su Arafat e su come abbia interpretato il suo ruolo politico è oramai affidato alla Storia. Alla nostra Storia contemporanea che non vede purtroppo ancora completato il percorso di pace di due popoli che molto hanno sofferto e che hanno subito lutti infiniti e dolorosi. Noi siamo per la pacificazione di una terra che da tutte e tre le Religioni monoteiste è definita "terra santa", vogliamo sperare che la vicenda israelo/palestinese, iscritta come precedenza sull'agenda politica del Presidente Obama, si concluda con una pace che porterebbe finalmente distensione in uno scacchiere strategico di importanza primaria.
Deborah Fait
Gentile Sindaco Alemanno,
Ho appena letto che una scuola del quartiere San Lorenzo di Roma ha esposto un targa commemorativa per Yasser Arafat. Sono rimasta scandalizzata ma non stupita conoscendo la venerazione che molti italiani hanno ancora da chi considero il peggior terrorista del 1900, morto nel 2004.
Ricordo che molti anni fa andai a parlare in un liceo di Trento e il preside mi accolse con questa frase "Non si permetta di criticare Arafat che per me e' un eroe".
Chi era, a mia opinione, Arafat. Un assassino, un fanatico, un furbo che aveva capito subito quale era il tallone d'Achille degli italiani e degli europei: l'odio per gli ebrei e lui conquistò l'Europa intera, il mondo occidentale intero (perché gli altri arabi lo hanno sempre odiato) piagnucolando, mistificando la storia, negando il diritto degli ebrei sulla loro Terra, negando persino l'esistenza del grande Tempio degli ebrei a Gerusalemme.
Piagnucolava in inglese la parola Pace e in arabo ordinava la morte.
Arafat, signor Sindaco, grazie al Lodo Moro ebbe facoltà di far scorazzare per l'Italia i suoi scagnozzi armati di missili; Arafat si guardò bene di mantenere le promesse fatte a Moro, mal ripagò l'indulgenza dell'Italia nei suoi confronti e la sconvolse col terrorismo.
Signor Sindaco Alemanno, Il 27 dicembre del 1985 un gravissimo attentato a Fiumicino fece 16 morti, italiani signor Sindaco.
Nello stesso giorno, stessa ora ecco un altro attentato a Vienna, due morti.
Nel 1985 Arafat, l'uomo cui viene dedicata una targa, ordino piu' di 600 attentati, e navi cariche di armi tentarono di arrivare sulle coste israeliane per ammazzare ebrei.
Arafat, il santo, il premio nobel della vergogna, fece catturare e ammazzare, le mani legate dietro la schiena quattro turisti israeliani a Cipro: un colpo alla nuca e via. Gli esecutori? La "Forza 17" dell'OLP al cui comando negli anni 2000 fu quell'altro santo tanto amato dagli italiani, Marwan Barghouti, in galera in Israele per i suoi delitti , chiamato Nelson Mandela dai suoi ammiratori che lo vogliono libero e presidente della Palestina.
Un criminale, un assassino, un barbaro.
Barghouti ordinò a Forza 17 la fucilazione di due ragazzi di Tel Aviv, fermatisi in una trattoria per un piatto di hummus, li trascinarono fuori, contro il muro , un colpo in fronte e via. Così e anche molto peggio hanno agito i palestinesi di Arafat, signor sindaco.
E una scuola italiana gli dedica una targa?
Non divaghiamo, vediamo gli altri attentati di quel sant'uomo in Europa, i maggiori e piu' crudeli perche' elencarli tutti e' impossibile.
Vorrei ricordarle l'Achille Lauro, signor sindaco: passeggeri sequestrati, un ebreo paralitico ammazzato a freddo e a bruciapelo e scaraventato in mare sulla sedia a rotelle. I terroristi furono arrestati ma l'aereo che li trasportava atterrò a Sigonella e a quel punto le Autorità italiane rifiutarono di consegnare agli americani i terroristi che partirono indenni per essere naturalmente accolti come eroi dai palestinesi e acclamati dagli italiani.
Del resto Craxi era innamorato di Arafat che paragonava a Garibaldi o a Mazzini a seconda dei casi.
E Andreotti? Andreotti era solito paragonare i palestinesi ammazzati in scontri a fuoco con gli israeliani alle vittime delle Fosse Ardeatine.
Con simili governanti cosa potevamo aspettarci, signor sindaco?
Potevamo aspettarci quello che e' avvenuto: Arafat divenne padrone dell'Italia, entrava e usciva dagli uffici dei governanti, tra inchini e sorrisi striscianti, sempre armato di pistola. Aveva il suo pistolone alla cintura persino quando e' entrato in Vaticano per essere ricevuto dal Papa, lo stesso Papa che ancora non voleva riconoscere Israele , che addirittura si guardava bene dal nominare la parola Israele...ma Arafat, si sa, era una specie di santo, persino per la Chiesa.
Ma oggi no, oggi non si puo' più venerare quella persona. Oggi no.
E' difficile ricordare tutti i morti provocati da questa guerra, ma voglio che lei sappia, signor sindaco che quella targa rappresenta un dolore per tutte le famiglie ebree in quanto il nome che la caratterizza identifica chi era comunque responsabile, per la sua parte, di una guerra. Molti, troppi morti:
Nel 1986, 6 settembre, strage in una sinagoga di Istanbul , 23 morti fra i fedeli.
Nel marzo del 1989 un autobus venne fatto precipitare in un burrone vicino a Gerusalemme, 14 morti carbonizzati.
Signor Sindaco, potrei anche raccontarle quello che Arafat e i suoi feddaiyn hanno fatto in Libano, si parla di 40.000 morti, forse 50.000 secondo il "Journal de Geneve".
Alla fine Arafat fu costretto a scappare protetto dalle Marine Militari francese e britannica e si rifugiò a Tunisi da dove, da bravo "padrino", continuò ad organizzare mattanze e stragi in giro per il mondo.
Parigi; sinagoga, 4 morti 12 feriti.
Vienna, sinagoga, 2 morti 19 feriti
Anversa, sinagoga. 3 morti 80 feriti
Parigi, ristorante kasher, 6 morti 21 feriti
Vorrei concludere questa mia lettera, Signor Sindaco, ricordando l'attentato piu' doloroso per noi ebrei italiani .
Era il 9 ottobre 1982, nella sinagoga di Roma c'era una festa, la benedizione dei bambini, secondo la tradizione.
I fedeli uscirono dal Tempio, le famiglie con i bambini per mano e furono accolti da una scarica di mitra e lanci di bombe a mano.
Stefano Gay Tache' , un bambino di 2 anni, mori' crivellato dai colpi, i feriti 35 di cui ancora oggi molti con le schegge conficcate nel corpo.
Il mondo va così, peggio non potrebbe, il Male sembra vincere sul bene.
La supplico, Sindaco Alemanno, non sia complice delle persone senza una corretta memoria dei fatti che hanno messo quella targa sgradevole in onore di una persona ancora in attesa di un giudizio da parte della Storia.
Non lo faccia, Sindaco Alemanno, onori invece la memoria del piccolo Stefano Tache', vittima innocente, facendo togliere quella che io ritengo una vergogna per una scuola di Roma Capitale.
grazie
Deborah Fait
Caro Presidente,
di Ennnio Mosci
Caro Presidente, è molto che non scrivo, ma, sentendo ieri l'altro il sindaco Alemanno rispondere a delle domande di ascoltatori di Radio Radio, non ho potuto fare a meno di esprimere alcuni giudizi, del tutto personali, sul sindaco ( con la s minuscola ) di Roma ( purtroppo).
Si tratta, per una parte, della polemica sulla costruzione di grattacieli a Roma. Secondo Alemanno, la costruzione dei grattacieli servirebbe a riqualificare alcune periferie, oltre a salvaguardare l'agro romano da future speculazioni. fin qui tutto bene, se.........
- prima di tutto Alemanno dovrebbe spiegare quale è la necessità di una città dome Roma (unica al mondo) di espandersi ulteriormente, per diventare magari una megalopoli come Tokyo o Città del Messico.
- se il comune da lui diretto, in merito alla fame di case presunta, ha messo in atto tutti gli strumenti che possiede per cercare di far immettere sul mercato quel gran numero di appartamenti sfitti in mano ai palazzinari, ai quali, detto tra di noi, conviene tenere sfitti tali appartamenti per mantenere alto il costo degli immobili ( speculazione )
- se i tecnici comunali, in merito alla riqualificazione delle periferie cui fa riferimento Alemanno, hanno redatto un piano ( possibilmente serio ) che preveda la riqualificazione degli immobili fatiscenti, e quant'altro serve per dare un volto più urbano alle periferie cui fa riferimento. Questo senza dover ricorrere alla costruzione dei grattacieli
- se si è chiesto cosa accadrebbe si autorizzasse la costruzione di grattacieli, in materia di valorizzazione dei terreni dove gli stessi sarebbero edificati
-se si è chiesto quale sarebbe il nuovo volto di una città come Roma, che lui, immigrato, certamente non può comprendere. Non può comprendere in special modo quando parla del fatto convenzionale che le costruzioni di Roma non dovrebbero essere più alte della cupola di S. Pietro ( cosa che non sta scritta da nessuna parte, ma che fa parte della cultura popolare romana), e che limita tale convenzione, soltanto alla ristretta parte della città che si configura dentro le mura aureliane.
- se si è chiesto perché mai la popolazione di Roma deve continuare a crescere, quale è la necessità, cosa comporta in termini di sviluppo socio economico questa presunta crescita.
Poi, però, Alemanno, dopo aver parlato di grattacieli, dice : "comunque indiremo un referendum tra la popolazione per sapere cosa ne pensa ( dei grattacieli )".
Poi, ad una precisa domanda di un ascoltatore: " sindaco, perché non facciamo in maniera di mettere gente capace di giudicare professionalmente il lavoro dato in appalto riguardante i lavori sulle strade?", furbescamente risponde: " abbiamo stanziato subito 50 milioni euro per i primi interventi sulle buche e rifacimenti. Sono stati fatti appalti di 1 milione di euro ciascuno per dare la possibilità a tutte le imprese di Roma di avere una parte dell'appalto ( credo sia difficile trovare 50 imprese in grado di sostenere un impegno economico così elevato, almeno romane ), ed evitare errori del passato ( vedi Romeo ).
Per sistemare tutte le strade di Roma occorrerebbe investire una cifra di 2 / 3 miliardi di euro ( 1 miliardo in più o meno non fa differenza, certo ), quindi vedremo in futuro."
Bellissima risposta non risposta. Il cittadino voleva soltanto sapere perché dove le imprese fanno gli interventi, non vengono fatti i collaudi necessari a garantire il comune che il lavoro svolto è conforme al capitolato, tutto qui. E' sotto gli occhi di tutti che tali lavori vengono svolti sempre, o quasi, non conformemente ai capitolati, durano poco, e fanno la felicità di tanti, meno che dei cittadini.
Bella risposta sindaco. GRAZZIE!!!! ( con due zeta, e anche di più ).
Aridatece Veltroni.
Ennio Mosci
14 giugno 2010