Mercoledì 21 Settembre 2011 15:33

Una coltre di fango

di Salvatore Giuliano Franco

"Italiani! Il nemico ci ascolta!" Ma quando hanno detto questa frase l'ultima volta? Neppure George Orwell avrebba mai potuto immaginare ciò che accade ora! (Red)

L’Avvocato Ghedini sembra, e certamente lo è, un uomo intelligente, ma allora mi chiedo: oltre che difendere il Berlusca nei tribunali di mezza Italia, non poteva anche consigliargli un qualche furbesco comportamento?

Abbiamo visto che i massimi capi della ‘Ndrangheta calabrese riescono, con la sicura complicità di persone insospettabili, a prendere per i fondelli le nostre Istituzioni e quella parvenza di giustizia ammalata che impera e impazza da decenni in questa sventurata Italia, servendosi di trucchetti che ricordano quelli per marinare la scuola.

E allora, un Principe del Buco come Ghedini, sapendo quanto pesantemente e costantemente il Berlusca sia sottoposto ad una totale e infinita intercettazione, non trova il modo di prendere per il culo giudici e spioni vari?

Il Berlusca doveva confidenzialmente dire che non 8, ma 18, o meglio 28 belle donne si era “fatto” in una sola nottata: facendo tutti i nominativi, come la Carlà, donna Rosy, le mogli di qualche giudice, la Boccaccini, la Finocchiona e la Guzzanti.

Doveva dire che era stato ricattato dal Tarantini, che lo aveva minacciato di dichiararne  l’impotenza, urbi et orbi, per non averlo voluto conoscere intimamente.

Avrebbe dovuto dire che aveva dato 2 milioni di € al capo della Protezione Civile, l’infaticabile Bertolaso, per avergli montato un water in marmo di Carrara, e che, in occasione del terremoto dell’Aquila, per risparmiare sulla costruzione delle case antisismiche, aveva fatto costruire in Cina i famosi giunti elastici, con gli scarti del materiale radioattivo delle centrali nucleari francesi.

E che “Milano 2” l’aveva realizzata con i soldi della Mafia e depredando le cassette delle elemosine delle chiese di tutta la Lombardia.

Queste e tante altre confessioni avrebbe dovuto dare in pasto a giudici e spioni, per farli felici, loro e quella masnada di sinistri che, dicendo il falso, inquinando prove, spargendo fango, distruggono le più intangibili libertà e seminano il sospetto,  come nella Parabola di Gesù, dove la zizzania è come i figli del diavolo, ed è questo stesso che li invia nel mondo e la semina.

C’è qualche illuminato pensatore che afferma che il Berlusca, da anni, avrebbe dovuto pesare ogni parola che dice al telefono, conscio dell’importanza della sua carica.

Questi illustri predicatori dimenticano che ci sono anche le intercettazioni ambientali.

Il Berlusca allora avrebbe dovuto, ed ovviamente ancora dovrebbe, astenersi da qualunque commento su chiunque e su qualunque argomento, anche se, solo in compagnia del suo cane, avesse voglia di confidargli che il concetto di libertà in Italia non esiste più, da quando, negli anni 60 e 70, migliaia di giovani procuratori, tutti di sinistra, furono fatti entrare nella casta dei giudici, e quindi in Magistratura democratica, costituita nel 1964 e da cui, nel 1969, si dissociò Adolfo Beria d’Argentine.

Solo con le 100.000 intercettazioni su Tarantini io, anche senza essere un esperto informatico, riuscirei forse a scrivere Guerra e Pace, o meglio, I Miserabili, che tali mi sembrano tutti coloro che di gossip si nutrono, vivono e vendono.

Io penso sia errato affermare che la mia Libertà finisce dove comincia quella dell’altro:  credo invece, fortemente, che la mia Libertà finisce dove ha fine quella di tutti gli altri.

L’uomo non deve racchiudersi in una sua estraniante sfera personale, una monade, che lo condurrebbe all’indifferenza e all’incomunicabilità.

Ribadisco allora la mia profonda convinzione: la Libertà di uno finisce dove ha fine quella di tutti gli altri, anzi, di ciascuno degli altri.

Infatti, anche se uno solo soffre l’ingiustizia della mancanza di Libertà nessuno allora può davvero sentirsi e dirsi libero.

Al Berlusca viene negata la Libertà di parlare, di esprimersi, di commentare, anche solo a tavola con i suoi amici, e non importa che siano poveri o ricchi, pochi o molti, maschi, femmine o gay.

Io rivendico, per lui, il diritto di dire, alla mia tavola, o nel mio confessionale: schifosa giustizia italiana, luridi sinistri nostrani, e che il Bersani, Di Pietro, Bokassa, Veltroni, Amin Dadà, Rutelli, Hitler, Pol Pot, Stalin, Vauro, Sarcozy, Fini, Bocchino, Franceschini, le 6 sorelle indecenti Anna – Livia – Cristina – Ilde – Rosy - Sabina, i 6 marabù saprofagi Santoro – Lerner – Dandini – Floris – Pancho – Travaglio, tutti, ma proprio tutti, mi provocano nausea e vomito, e un incontenibile desiderio, quello di vederli affogare nel fango che spargono a mani piene e bocca colma.

Chiedo al Berlusca, che ha già sopportato e ancora sopporta il martirio, un qualche semplice miracolo, come ad esempio sputtanare i mistificatori, per poterne valutare la santità (del Berlusca).

E non scherzo!

salvatore giuliano franco

settembre 2011

Pubblicato in Area Giustizia

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