di Ernesto Alicicco
Occuparsi della gioventù, prima ancora di preoccuparsene: lo sport è in questo determinante (Red)
C’è un panorama davvero allarmante, italiano e internazionale, sullo stato di salute degli adolescenti.
E per chi ha a cuore il loro futuro, e con esso quello di un’Italia sempre più piena di problemi e perciò in decadenza, non è possibile non fare una riflessione: non conviene agire subito per avere poi, nell’immediato futuro, adulti sani e … produttivi?
Un rapporto recente dell’O.M.S.[i] denuncia che i giovani italiani compresi tra gli 11 ed i 15 anni sono, in Europa, i meno dediti all’attività fisica. E per chi come me, anziano, ma in perfetta forma, che fin dalla più tenera età ha fatto sport e ad esso attribuisce l’attuale benessere psicofisico, questa notizia getta sconforto.
E ancora: i ragazzi italiani bevono molto birra – alcol arrivando anche allo stato di ubriachezza (il 39% dei quindicenni lo fa almeno una volta la settimana). Oltre il 45% fuma e, ahimè in questo caso sono più le femmine; ha abitudini alimentari scorrette, che aggiunte alla mancanza di moto, favoriscono l’obesità; spesso hanno contatti sessuali non protetti con diffusione di infezioni sessualmente trasmesse; e ultima piaga, ma non certo meno importante e pericolosa, si cominciano a registrare dipendenze da internet o social network, oltre che da play station o gameboy, con ore e ore passate in posizioni viziate e perciò pericolose anche per i problemi posturali a questo legati.
Non andiamo oltre perché, siamo certi, tutto quanto detto basti a gettare allarme e generare perciò importanti riflessioni.
Infatti, non bisogna dimenticare che lo stato di salute dei futuri adulti dipende, quasi completamente, dai loro comportamenti avuti tra i 10 ed i 24 anni; e non si può non prendere in considerazione che una nazione sviluppa bene, e diventa concorrenziale, solo se il cittadino è in perfetta salute psico-fisica e in ottimo equilibrio mentale; il che, unito a un’idonea educazione e a una capacità di rispettare per essere rispettato, lo rendono produttivo per se stesso, per i suoi parenti e per tutta la società. Vi domanderete quali sono le soluzioni da adottare perché tutto questo possa verificarsi?
Cominciare a favorire iniziative serie, intelligenti e perciò fattive, utili a riportare gli adolescenti ad una pratica ginnico – sportiva, anche soltanto ludica, ma che preveda un controllo medico - specialistico accurato. Dobbiamo infatti ricordare che in confronto a qualche decennio passato, ora non esiste più una medicina scolastica a fare il primo filtro … di prevenzione e, con l’abolizione della ferma militare obbligatoria, la quasi totalità della gioventù italiana non viene più sottoposta a visite di controllo preventive!
Perché non prendere in considerazione progetti seri, aiutati dal volontariato, portati nelle scuole elementari, medie a indirizzo, ad esempio, di prevenzione dell’obesità (con future complicazioni metaboliche come il diabete), di patologie posturali (con complicazioni certe sulle grandi articolazioni e sulla colonna vertebrale), o di tutti i problemi legati al precoce uso di alcolici o di nicotina? (escludiamo … a priori il fumo della Cannabis!!) Perché non incentivare l’educazione fisica e con essa l’appassionarsi ad uno sport, (quello che piace al giovane e non … al genitore!) con contributi alle scuole e alle vere associazioni sportive dilettantistiche che potrebbero raccogliere la gioventù e indirizzarla verso una vita sana?
Tutto ciò vuol dire certamente futuro risparmio per le casse dello stato quando il giovane, divenuto adulto, non dovrà ricorrere a terapie, anche costose, per far fronte a quanto una cattiva prevenzione e un condannabile stile di vita in età precoce non hanno fermato.
L’importante è intervenire con progetti mirati e scientificamente inappuntabili; e per questo basterebbe un po’ di lungimiranza e di buona volontà da parte di chi può e poi vuole agire davvero. Tutto ciò per gli interessi di una nazione nella quale chi dovrebbe capire non ha invece capito che si va verso un pericoloso vicolo cieco.
Ma nell’attuale fase di caos politico – sociale chi potrà accogliere questo accorato appello?
Ernesto Alicicco
E la Redazione si augura che sempre più giovani passino dal "gioco della politica" alla militanza responsabile e consapevole. Pubblichiamo volentieri il logo dell'iniziativa (Red)
Di Fiorella Ialongo
Qualcosa si muove. Un’iniziativa da ripetere
Nel PdL inizia a delinearsi la possibilità di un futuro aperto ai giovani. Giunti numerosi a Bolsena, hanno in comune una caratteristica: la voglia di misurarsi, confrontarsi tra loro e con gli intervenuti rappresentanti di Governo, regioni, province e soprattutto amministratori comunali su importanti temi politico – amministrativi: gestione del decoro urbano e risparmio energetico; occupazione, lavoro e territorio; riforme costituzionali. Questo è stato lo spirito delle “Governiadi, i giochi di ruolo della politica”, tenutesi dal 14 al 17 luglio e voluta dalla Consulta della formazione politica del Popolo della Libertà, organizzata dall’associazione iPolis con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Senato e la collaborazione di tutte le principali fondazioni: Craxi, ReL, Club della Libertà, Giovane Italia, Magna Carta, Free, Italia Protagonista, Cristoforo Colombo, Nuova Italia. Le Governiadi rappresentano l’epilogo del lavoro di formazione politica tenutosi nel passato inverno a Roma.
E’ stata un’esperienza originale, in cui la novità è stato il tentativo di voler ringiovanire un apparato che negli ultimi tempi era apparso appagato, poco teso verso la propulsione. Ed allora che fare? Offrire una chance a giovani promettenti, amministratori, tecnici qualificati con una gran voglia di fare e mettersi in luce. Le prove si sono svolte sotto forma di simulate ispirate a casi concreti cui i partecipanti hanno dovuto individuare la soluzione tramite la comune elaborazione tra le loro competenze, conoscenze, sotto la direzione di tutors di altissimo livello. Inizialmente poteva sembrare un gioco, quasi un passatempo, ma poi man mano che si affrontavano concretamente le discussioni sui problemi proposti, allora ci si è accorti che la voglia di emergere e di affermarsi, quantunque in un ambito ristretto, è venuta fuori fortissima, in qualche occasione rasentando la aggressività. Quando poi la definizione delle problematiche sono state raggiunte, tutto è rientrato e la mattina del 17 luglio, davanti ad un folto pubblico hanno esposto i risultati del loro lavoro ad una giuria composta da importanti esponenti del Governo, della politica e da tecnici qualificati. Prove “semiserie” di abilità e un paesaggio suggestivo hanno completato il quadro di questo evento. Non ci si può fermare alle Governiadi, altre iniziative dovrebbero seguire. L’importante è che sia stata tracciata la linea d’orizzonte che avrà il colore della gioventù.
Fiorella Ialongo