Venerdì 11 Maggio 2012 15:45

Sete de giustizia

 

 

Vuoi vedere che a furia di Monti ... napoletani fanno resuscitare Pasquino? (Red)

Sete de giustizia

So' pronto a chiede scusa, sissignore,
de 'sto governo ho detto cose truci
mò che capisco ch'è gente de boncore
so' pronto a dichiara': che Dio l'abbruci!

Dicheno: tutto per bene der paese,
la gente cià creduto e ce s'è illusa
mentre qua ce sparischeno l'imprese,
loro magneno senza chiede scusa.

Sempre la stessa fame de potere
solita storia senza distinzione
dove ce so' sortanto anime nere,
ma tanto nun fa manco più impressione.

Si sarvognuno volessi ave' giustizia
nun ce spera', nisuna concessione,
te resta solo un filo de malizia
perché t'accorgi che sei 'n gran cojone.

Perché a sentisse di' tante stronzate
è 'n ingiuria a l'umana intelligenza,
pe' sopportalle ce vorebbe un frate
santo pe' la Divina Provvidenza,

ce vorebbe sortanto er Padreterno
p'esse sicuri de la penitenza,
li metterebbe giù ner foco eterno
a culo pizzo a fa' la riverenza

Gualtiero Bruno

Venerdì 04 Maggio 2012 12:49

Lo sgorbio

 

 

di Stelio W. Venceslai

Boni pastoris est tondere pecus, non deglubere (dal De Vita Caesarum, III – 32).  Un celebre aforisma di Gaio Svetonio Tranquillo. Per i non latinisti la traduzione: un buon pastore deve tosare le pecore, non scorticarle. Qualcuno fa leggere questa frase a Napolitano e a Monti, per piacere? Non pagare le tasse sta divenendo ogni giorno di più non un'evasione, ma legittima difesa! (Red)



Nella situazione attuale non ci sono molte vie d’uscita: il Paese muore lentamente e noi con esso, nell’economia, nel diritto, nello spirito. Non c’è più danaro in giro, vantare crediti è inutile, nessuno paga più e, per converso, i costi del vivere crescono di giorno in giorno.
Stiamo vivendo una grande tragedia. Il Paese è inquieto e le sirene dell’anti politica troveranno sempre più spazio per precipitare il tutto nel baratro. Ma ne pagheremo le conseguenze solo noi perché i veri responsabili di questo disastro se ne saranno già andati, magari con un bel volo privato, verso le loro ville ai Caraibi o in Thailandia.
Trentadue suicidi di piccoli imprenditori in tre mesi sono un record da Guiness dei primati. Forse abbiamo anche quello degli evasori, ma quello dei suicidi per Fisco è preminente. Tutto sta cambiando velocemente in peggio; solo immutabile è la nostra classe politica, insulsa, incapace e ladra (tutta: vedi finanziamento dei partiti).
Tre appuntamenti importanti ci attendono a breve scadenza: le prossime elezioni, le scadenze fiscali, l’eventuale crollo del Governo Monti.
Primo avvertimento: le prossime elezioni saranno a giorni amministrative e poi, forse ad ottobre, politiche. Si voterà con le stesse leggi infami dell’altra volta. A furia di chiacchiere il Parlamento, i politici, la classe politica non hanno modificato una virgola della legge elettorale vigente. E’ anti democratica, è uno schifo, non permette di eleggere deputati ma solo funzionari di partito. Lo sanno tutti, lo dicono tutti, ma non c’è stato tempo di fare un qualunque emendamento. Non che, nel frattempo, si sia fatto altro. Non s’è fatto nulla. Sono anni che se ne parla, ma non c’è stato tempo, perché non fa comodo a nessuno cambiare sistema. Si rischia troppo. Quindi, si va a votare come se non ci fosse nulla da obbiettare. Che fare?
Non rifiutatevi di andare a votare. Dovete farlo. E’ un vostro diritto, uno dei pochi che ci è stato concesso e che la classe politica pretende che esercitiamo. Ebbene, facciamolo. Occorre andare a votare. Entrate, salutate, presentate il vostro documento, prendete la scheda, entrate in cabina e sgorbiatela.
E’ l’unico modo legittimo con il quale esercitare il vostro diritto. Non astenetevi, votate, sgorbiate ed andatevene. Non lasciate la scheda bianca. Le schede bianche se le spartirebbero poi loro, in sede di scrutinio: un tanto a te e un tanto a me. Rifiutate la continuazione di una truffa.
Se le schede nulle avranno una percentuale superiore a quelle valide e si sommeranno a quelle bianche ed agli astenuti, sarà chiaro che il Paese non è più rappresentato dalla maggioranza dei consensi.  E’ il diniego che avrà la maggioranza. E questa maggioranza l’organizzeremo con altre teste, altre idee, altre istituzioni.
Secondo avvertimento: l’IMU. Non si può pagare. Non si tratta di suggerire la rivolta o lo sciopero fiscale. Sarebbe illegale, ma l’applicazione della legge va fermata. Se il contribuente non può pagare una tassazione esosa, non deve pagare. E’ impossibilità manifesta al suicidio fiscale. In questo caso difendiamo il diritto inalienabile alla nostra sicurezza civile. E’ una questione di legittima difesa.
Non pagate. Non si contesta se è giusto o no. La questione è un’altra: non si può perché è oltre i limiti. Distrutti i risparmi, ipotecate le case, rovinate le imprese, avremo forse raggiunto il pareggio dello Stato con la miseria dei suoi cittadini.
Se tre, cinque o dieci milioni di contribuenti non possono pagare, perché mettono a repentaglio la loro sicurezza, è meglio avere tre, cinque o dieci milioni di presunti processi che andare per strada a chiedere l’elemosina o suicidarci in un attacco di dignità personale. E’ il male minore, non pagare.
Non è incitamento alla ribellione: è legittima difesa., Non pagate, se non potete. I ventun miliardi che lo Stato si aspetta da noi, li trovi da qualche altra parte. Vediamo cosa succede.
Terzo avvertimento: il Governo Monti dovrà cadere. Troppe tensioni ed inquietudini si affollano alle sue porte. I partiti sono incapaci, le leggi inutili, il sistema allo sfascio, in tutte le direzioni. Occorre rifiutare questi Stato che non paga i suoi debiti e pretende subito i suoi crediti. Non paga le forniture fatte ma pretende soldi per servizi che non dà.     Nessuna compensazione è possibile. Perché? Possibile che nessuno dei nostri reggitori ci pensi?
Il sistema è fallito. Occorre prenderne atto. La situazione è forse ancora peggiore di quella del secondo dopoguerra. Allora si cominciò a ricostruire partendo dalle macerie. Ora, non ci sono macerie materiali, ma nello spirito. Non crediamo più a nulla. Neppure alle epurazioni ed ai processi. Si deve ripartire da zero. Occorrono altre teste, altre idee ed altre istituzioni.
Dobbiamo uscire da questo sgorbio permanente che ci offende, da cui dobbiamo uscire e che va cancellato. Dobbiamo fare un sistema diverso, cominciando da una nuova Costituzione.
E’ necessario ripartire da zero.

Stelio Venceslai

Roma, 5 aprile 2012.

Pubblicato in Affari Interni
Venerdì 30 Marzo 2012 13:19

C'è da aver paura?

 

 

Una fifa blu. Veramente una fifa blu. E continuano a ripeterci che la gente tollera e capisce!  (Red)

di Titta Sgromo

Non è tanto grave che un Giudice vada a puttane, quanto il fatto che sia colluso con la criminalità organizzata e che il CSM, presieduto lo ricordiamo, dall’attuale Presidente della Repubblica, con suo vice il democristiano Vietti, non abbia assunto alcun provvedimento disciplinare. Ma l’accaduto può sorprendere il comune cittadino, non certo persone come me che da circa cinquanta anni frequenta le aule di Giustizia. Lo ripeto per l’ennesima volta la riforma dell’ordinamento giudiziario realizzata  negli anni settanta ha trasformato i Magistrati, un tempo servitori dello Stato, discreti e lontani , pur con le loro idee, dalla politica, in esercenti un potere, attraverso gli strumenti forniti dal nuovo Codice di Procedura Penale, prevaricatore degli altri due, quello legislativo e quello esecutivo. La Magistratura non era una Casta, lo è diventata da quando la ANM, divisa in correnti ha condizionato proprio il CSM che, da Organo garante dell’autonomia ed indipendenza della Magistratura, si è trasformato in una associazione politica dove sono rappresentati i partiti ed i magistrati a loro volta nominati dalla ANM le cui correnti sono note a tutti, e dove si costruiscono e si distruggono le carriere dei magistrati stessi non già per meriti  acquisiti o demeriti accertati ma per la loro appartenenza politica. La Casta, pertanto, così costruita, è potentissima e non accetta che il Parlamento, né tantomeno il Governo possano condizionarla, licenziando leggi che intacchino i privilegi acquisiti. Il Governo tecnico, guidato dal super burocrate Monti che si permette a distanza di quindici mila chilometri di offendere non tanto i partiti, asserviti ai dictat del duo Napolitano- Monti, silente Berlusconi, ma il popolo Italiano vessato dal carico fiscale più pesante del Mondo, dichiarando all’estero di avere un consenso che non ha, sta provocando morti a catena tra i piccoli imprenditori che sono costretti a chiudere le loro aziende, per mancanza di liquidità. Il piccolo Artigiano che ieri si è dato fuoco dinanzi l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate è la prova provata dei disastri che sta provocando il Signor Monti che dall’alto dei tanti privilegi acquisiti, sta affamando il Popolo Italiano, davvero stanco di subire soprusi per salvare non tanto l’economia Italiana ma le Banche che hanno negli anni dissipato proprio il pubblico danaro loro fornito dalla Banca D’Italia quando la moneta unica era la Lira, e dalla BCE, vigente il tanto osannato Euro. Immaginiamo solo per un attimo , che cosa succederà quando Super Mario porterà l’IVA al 23%, i prezzi delle materie prime aumenteranno a dismisura con il conseguente decremento dei consumi. Per favore, la Politica, se ancora esiste, batta un colpo. Tolga  di mezzo questo saccente borioso restituendo al popolo la sua sovranità, nel rispetto della Costituzione ancora vigente.
AVV. TITTA SGROMO

Pubblicato in Affari Interni
Giovedì 09 Febbraio 2012 21:49

Lo strano caso del governo tecnico

E poi non si dica che nel nostro Paese non sia al potere la fantasia! (Red)


di Fiorella Ialongo


Dopo anni di sonnacchiosa consuetudine e ripetizione del mantra “Berlusconi sì – Berlusconi no”, per risolvere la crisi del debito sovrano si è ricorsi ad un preside ed un collegio dei docenti tutti di sostegno. Detto altrimenti, un Esecutivo (sebbene fortemente indebolito), eletto dal popolo, che in condizioni normali, dopo l’approvazione della legge di stabilità avrebbe dovuto darvi esecuzione, è invece dimissionario e sostituito con uno composto da tecnici. Dov’è la differenza tra una democrazia parlamentare formale ed una materiale tenuto conto del fatto che anche nel secondo caso il Governo ha la fiducia? Nella sostanziale perdita del potere sovrano del Parlamento, in caratteristiche diverse rispetto ad analoghe, precedenti esperienze. Si prenda come esempio il “Governo Andreotti” che nel periodo 1976 – 78 dovette affrontare sia una gravissima crisi economica, sia il terrorismo brigatista. Questo “monocolore” è stato il risultato dell’accordo di tre partiti: D.C., P.S.I. e P.C.I. che permise all’Italia di superare gravi difficoltà. Nella maggioranza del premier Mario Monti tutti i partiti hanno dovuto fare un passo indietro e cedere le redini del potere ai primi della classe. Un altro paradosso è dato dal fatto che l’assenza di legittimazione popolare è ritenuta un elemento di forza dell’attuale esecutivo poiché può fare i gravosi compiti a casa senza la fatica democratica della ricerca del consenso popolare da parte dei partiti. In merito alla prima anomalia democratica sorge spontaneo chiedersi quale possa essere la ragion d’essere delle forze politiche e del voto se un governo di tecnici, assolutamente costituzionale, è in grado di offrire una soluzione migliore rispetto a quella che potrebbe fornire l’emiciclo parlamentare. Su questo punto disserteremo in altra occasione. Per quel che riguarda il secondo aspetto anche un esecutivo tecnico ha bisogno del sostegno popolare affinché la sua azione abbia successo. Può permettersi di non essere formalmente politico (anche se il governo di emergenza lo è più di quelli della normale vita parlamentare) ma non impopolare. Il governo del premier Mario Monti potrà e dovrà avere la condivisione dell’opinione pubblica se vuole far accettare sacrifici agli italiani e far uscire l’Italia dalla crisi. Ma dovrà essere un esecutivo come le medicine: utili per guarire ma con la scadenza. Nessun dubbio sulla fede democratica dell’ex commissario europeo, ma le notizie che giungono dall’Ungheria inducono a pensare che oltre a guardare fisso a Francoforte è bene gettare uno sguardo e riflettere anche ai Balcani.
Fiorella Ialongo

Pubblicato in Affari Interni
Martedì 31 Gennaio 2012 17:47

Monti. Chi era costui?

di Maurizio Navarra

Un'ipotesi, forse peregrina. Una proposta di riflessione comune. (Red)


Le parole sono parole ed i fatti sono fatti. Alcuni dei provvedimenti presi da Monti decisamente non sono piaciuti e non piacciono. Nemmeno un poco. Accrescere il gettito delle entrate erariali aumentando il carico fiscale forse (sottolineo marcatamente il forse) farà in modo di ridurre il deficit di bilancio del nostro Paese, ma non credo sia decisione adatta a far ripartire la nostra economia. Le cosiddette "liberalizzazioni" affrontano poi settori definibili come marginali e, di conseguenza, è opinabile che contribuiranno in modo soltanto marginale all'auspicata crescita. Da questi provvedimenti, poi, c'è da dire che sono rimasti sostanzialmente fuori i veri "poteri forti", come banche, assicurazioni e le più potenti "corporazioni", quelle vere.
Non si può liquidare, malgrado tutto, il Presidente Monti in modo così frettoloso. Occorre tentare sul personaggio una analisi più completa e meno "viscerale". Persona molto defilata, sconosciuta ai più, sicuramente molto schiva, dalla sua salita a Palazzo Chigi c'è da dire che tutta la stampa, interna ed estera senza distinzione alcuna, non fa altro che lodare il suo rigore ed il suo operato al punto che il nostro - pur entrato in politica da pochissimo - è stato addirittura nominato "Politico europeo dell'anno". Indicato dai media ora come potente massone, ora come appartenete alla Trilateral, ora come uomo rappresentativo dei veri potentati dell'economia mondiale, Monti non si scompone, non palesa irritazione, si limita a smentire in modo pacato e sobrio. Unico vero appunto da fare, sino a questo momento, è che il Presidente abbia preferito correre in giro per l'Europa  a contattare i suoi colleghi e che non sia corso, o meglio accorso, sul posto del naufragio del Concordia. Tutto qui.
Ma. Il Governo Monti è attivo, è super attivo: in pochissimo tempo ha preso decisioni che nemmeno il Governo Berlusconi (prima della defezione di Fini) si era sognato di prendere pur se forte di una maggioranza blindatissima. Si vedrà come verrà affrontato il problema del lavoro, un banco di prova complesso ed importante senza dubbio per un confronto che si prevede non facile con le parti sociali. Si vedrà come verrà affrontato l'annoso problema della giustizia che dovrà passare attraverso il confronto con una notoriamente blindatissima magistratura. L'impressione, si tratta di una impressione personale, è che Monti affronterà e supererà, anche se non al meglio (è possibile/probabile) le secche di questi ed altri problemi mettendo il paese di fronte ad un decisionismo tutto discrezione e garbo, ma che non si vedeva da moltissimo tempo.
No. Non si tratta di un miracolo. Più semplicemente la politica, del tutto impotente e paralizzata da una contrapposizione di blocchi immobilizzante, incapace di trovare un terreno comune di dialogo neppure in presenza di obiettive circostanze di emergenza mondiale, ha abbandonato il campo di battaglia, si è appiattita nascondendosi dietro un "Governo Tecnico", forse sicura che ogni decisione - anche la più impopolare e sgradita - non le verrà addebitata come responsabilità diretta. All'urto della nave Italia contro gli scogli della crisi globale quindi, la nostra classe dirigente, invece di curare l'interesse comune, ha prontamente abbandonato la nave autocommissariandosi. Ed abbiamo il coraggio di criticare il Comandante del Concordia!
I Romani, quelli veri, comportandosi in modo pragmatico quando la Repubblica era in crisi per un grave pericolo che la minacciava usavano sospendere le normali cariche dello Stato e nominare un Dittatore che provvedeva a far superare l'emergenza. Non possiamo confrontarci con i Romani (la "R" è maiuscola non a caso) e non abbiamo lo stesso senso dello Stato ... tuttavia, mutatis mutandis, mantenendo solo per ipotesi sicuramente bizzarra e provocatoria questa similitudine (!?) il Governo Monti sarà capace di tirare fuori in nostro Paese da questa emergenza? Spes ultima dea!


Maurizio Navarra
gennaio 2012

Pubblicato in Affari Interni
Sabato 28 Gennaio 2012 13:40

Monti e le caramelle

di Salvatore Giuliano Franco

Accidenti! Sicuramente Monti ... ha una buona stampa. Berlusconi la stampa la ha sempre avuta nettamente contro. Bisognerebbe riflettere su questo punto. (Red)


Che l’attuale Presidente Consigliori, oltre che un uomo privo di idee, sia anche un cataplasma di semi di lino sul ventre dell’Italia, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti.
L’aspetto più sconvolgente è il continuo, plateale e incondizionato appoggio che gli da un Presidente del Regno che mai aveva speso una parola buona per il Presidente Berlusconi, nemmeno per le opere più meritorie.
Sarebbe bastato metà dell’appoggio che oggi da al Monti per lasciare che la Politica continuasse a governare l’Italia, nel nome e per conto dei suoi elettori.
Ma questa è un’altra storia.
Oggi vediamo che, a fronte di decisioni governative che creano uno scontento sempre più diffuso, e sappiamo che chi semina vento raccoglie tempesta, il Presidente Consigliori distribuisce caramelle e tisane e non perde occasione per tessere i propri elogi e anticipare giudizi positivi che proprio non merita.
Come ho sempre scritto in articoli diversi e in tempi non sospetti c’è solo un  princi-pio da sostenere con tutta la forza occorrente: in Italia è assolutamente necessario creare migliaia, centinaia di migliaia, milioni di posti di lavoro.
La crescita può nascere solo dal lavoro, e quindi dalla pace sociale e dall’attività soprattutto dei piccoli e medi imprenditori.
Altro che tasse a gogò, restrizioni sulle pensioni e sui crediti certi, liberalizzazioni che nulla hanno di liberale, tagli indiscriminati su tutto e tutti, riduzione del danaro corrente con la scusa di colpire gli evasori, incentivazione delle energie pulite che nulla hanno di pulito.
Solo l’impegno dello Stato per realizzare grandi e piccole opere e l’appoggio finanziario incondizionato a tutte le attività imprenditoriali degne e valide possono, non in un lontano futuro, ma nell’immediato, mutare l’incombente Recessione in un periodo di crescita di lunghissima durata.
Posti di lavoro per il Restauro: quello di tutti gli edifici che ne abbisognino, dalle facciate alle strutture interne, adeguandoli inoltre, per quanto possibile, alle norme antisismiche, e migliorandone l’ecosostenibilità e l’impatto ambientale.
Posti di lavoro per rendere meglio adeguate alle richieste tutte le Infrastrutture: co-me le strade, le autostrade, i ponti, le ferrovie, le gallerie, i porti, gli aeroporti, e le grandi opere da tempo in programma.
Posti di lavoro per rendere finalmente efficienti le Opere a Rete, che necessitano tutte di accurate e definitive ristrutturazioni: come le condotte idriche, elettriche e quelle fognanti.
Posti di lavoro per tentare la cura del Dissesto Idrogeologico: la più grande sfida che sarebbe opportuno subito affrontare e che impiegherebbe tecnici e maestranze in numero enorme.
E ogni Regione potrebbe utilizzare le proprie risorse umane in operai, tecnici e professionisti per attivare cantieri e officine solo nel proprio ambito geografico.
Non è certo il Lavoro che mancherebbe in una Italia che sembra appena entrata in un dopoguerra, altro che i pannicelli caldi del Presidente Consigliori!
Ancora una volta mi verrà certo detto: e i soldi?
Ancora una volta ricorderò quel vero genio dell’Economia che rispondeva al nome di Hjalmar Schacht e che reperì tutti i mezzi finanziari per dare lavoro, in soli due anni, a oltre sei milioni di disoccupati, con il sistema delle cosiddette cambiali-MEFO, una geniale forma di “deficit-spending, che però tale non è.
E’ qui che deve intervenire la Politica, la Politica e non i Tecnici!  consigliata però da veri economisti di genio!  ripeto, consigliata e NON guidata.
Possibile che il “deficit-spending” che ha reso grande l’economia degli U.S.A. e le “cambiali-MEFO” dell’eccellente Schacht, che salvò la Germania del’33, non pos-sano insegnare nulla né ai nostri economisti né ai nostri politici?
Se il Monti avesse anche un po’ di sana fantasia, e non solo quel tipo di fantasia finanziaria che ha portato alla bancarotta alcune delle più potenti banche mondiali innescando la grande crisi economica che stiamo soffrendo e subendo, se dunque avesse davvero una qualche balenante idea costruttiva, potrebbe consigliare ai politici, e non ai professori, una vera linea operativa per condurre in porto la nave Italia.
Ma lui, designato da una Costa che sta al Quirinale, è solo lo Schettino di questa nave  e, non trovando altre soluzioni, per evitarne la perdita preferisce farla arenare tra gli scogli.
E lui non sa nemmeno quante perdite umane provocano i suoi provvedimenti!
Il 10% di noi detiene il 60% del tutto mentre ormai il 20% di noi ha seri problemi di sopravvivenza.
Le tue caramelle, caro Monti, possono piacere solo ai bambini.
Come mi sento in sintonia con la Santanché, che ha gridato forte anche per radio: Berlusconi!  sali sulla nave!  cazzo!

Roma, 28 gennaio 2012-01-28                salvatore giuliano franco

Pubblicato in Sviluppo Economico
Lunedì 19 Dicembre 2011 12:11

Economia e Politica

di Salvatore Giuliano Franco

 

Una delle riforme istituzionali che dovrebbe essere affrontata potrebbe essere l'automatico dimissionamento di un parlamentare che, eletto in un partito o in una maggioranza, decide di "saltare il fosso" e passare all'opposizione. Chi ha questo comportamento, nella sostanza, tradisce la fiducia che i suoi elettori gli hanno accordato e quindi dovrebbe avere il coraggio di uscire dal Parlamento. Se non lo fa, peggio per lui. L'elettorato difficilmente premia questi "voltagabbana". Quale sia l'impatto delle decisioni di Monti sulle tasche di noi italiani, ne sono certo, non è ancora ben chiaro. Sicuramente lo stato ci ha sfilato dal portafoglio non meno di 4000 euro l'anno. E probabilmente questa è una sottostima. Tutti quelli che ogni giorno si aggiungono al piagnisteo generale e dicono che questa flagellazione del nostro popolo era inevitabile per evitare di "cadere nel baratro" danno, infine, realmente la nausea. (Red)

 

Sentire il Traditore discettare, nel corso del Telegiornale su Rai 1, sui problemi italiani e sentirlo affermare, con somma impudicizia, che oggi lui difende il governo del “Presidente Monti” così come ieri avversava quello “di Berlusconi”, è cosa che rivolta lo stomaco e chiede giustizia davanti a Dio e alla Storia.

Non ho mai odiato i miei nemici, o coloro che ritenevo tali, ma questo Fini ha davvero alterato il mio senso morale e la mia capacità di perdono.

Chiedo solo al Destino di farmi vivere ancora dei giorni senza che la sua presenza offenda il mondo dei giusti e degli onesti.

E’ inutile qui ricordare che, con la collaborazione di quelli che si erano dichiarati suoi alleati, il Presidente Berlusconi avrebbe senz’altro saputo portare in porto leggi e riforme assai migliori di quelle che sta partorendo il Monti, l’uomo privo di idee.

Ma è ora di tornare all’argomento clou.

Non è vero che l’Economia sia territorio e patrimonio dei soli Professori.

Essa è come la Matematica, o la Geometria, che possono essere sviscerate a livelli diversi, ed alcuni di questi, soprattutto quelli che hanno valore basilare, sono ben comprensibili da tutti.

Mi limiterò qui a ricordare un principio che né il Tremonti né il suo terzo dovrebbero trascurare.

  • Se la Banca d’Emissione di uno Stato Sovrano emette titoli di credito, diciamo pure “cambiali”, che vengono attivate solo a fronte di uno scambio di merci da una mano all’altra, poiché la circolazione di beni e quella monetaria si compensano, l’operazione è fattibile e, ogni seria politica valutaria non può non tenerne conto.
  • Se la Banca d’Emissione, e quindi lo Stato, garantisce i pagamenti e riconosce un buon interesse sui titoli e la loro rinnovabilità per “n” volte, non ci sarà la corsa allo sconto, anche perché quei titoli godrebbero di una tripla garanzia, il traente, l’accettante e lo Stato.
  • Tali titoli acquisiscono quasi il carattere di danaro corrente, ma, in più, di danaro fruttifero.
  • Essi non concorrono alla crescita dell’inflazione finché circolazione di beni e di moneta sono perfettamente equivalenti e, rispetto ai titoli a lunga scadenza, sono migliori per la loro liquidità fruttifera.
  • Non si tratta certo di un “deficit spending”, che è sempre causa d’inflazione e di crescita abnorme del debito pubblico, ma di una politica di autofinanziamento, da parte di uno Stato Sovrano, che, oculatamente attivata, potrebbe reperire dal Mercato le somme necessarie per impostare piccole e grandi opere e azzerare la disoccupazione.

Lungi da me la presunzione di voler insegnare alcunché ai Megaprofessori, ma se Einstein in persona mi dicesse che, nella matematica elementare, 2+2=5, io gli direi “Genio, tieni i piedi per terra, e parlami come mangi”.

Il Senatore Monti va alla Scala con il Presidente,  ed oggi, nell’Aula del Senato, ha applaudito il Direttore Daniel Oren.

Se ascoltasse con lo stesso interesse i lamenti che salgono al cielo dal mondo del lavoro e dei pensionati, non potrebbe certo godere nemmeno di una musica sublime.

Io credo che quando si sta scivolando verso il fondo, solo toccandolo può iniziare la risalita, e gli italiani hanno innata la capacità di risorgere.

“Monti go out!” è il grido che dovrebbe risuonare in tutte le piazze italiane.

Non credo assolutamente che la soluzione dei nostri problemi sia quella di ostracizzare la Politica dalle decisioni economiche e sociali.

Un Domenico De Masi, affiancato da un economista di genio, avrebbe potuto e saputo consigliare dei politici illuminati, sulla strada di realizzazioni sociali davvero eque nei fatti e non solo nelle parole.

Uno Hjalmar Schacht redivivo saprebbe portare a buon fine il problema Italia in tempi davvero brevi.

E’ vero che le situazioni e i tempi sono incommensurabilmente diversi, ma è anche vero che 2+2 darà sempre 4, come risultato finale.

E’ qui anche opportuno ritornare su argomenti già accennati in altre occasioni: perché mai la Merkel si oppone strenuamente alla creazione di una Banca Centrale dell’Euro?

La risposta è duplice; una Banca d’Emissione Centrale potrebbe, se male amministrata, far precipitare l’intera Europa nel baratro dell’inflazione, specie se succuba di mene e intrallazzi politici, come capitò alla Reichsbank nel 1938 quando, la pazzia di Hitler, la obbligò all’emissione incontrollata di titoli e valuta.

Il secondo motivo risiede nel carattere teutonico della Merkel, che, come Hitler, vagheggia una incontrastata egemonia europea, non più ottenibile con le armi, ma certo con il potere economico.

Il povero Monti sembra davvero, sempre più, un minus habens, egli sa solo taglieggiare redditi e pensionati, come farebbe un bravo ragioniere che, dovendo consigliare una linea d’azione per un’azienda in decozione, sa solo suggerire massicci licenziamenti.

Monti non licenzia, mette alla fame, che è poi la stessa cosa.

Io non credo che la sua corte gli sia tutta pronamente asservita, e attendo, con speranza, il momento in cui qualcuno gli si rivolti contro e, finalmente, anche a nome di tutti gli italiani, gli urli, in faccia, un reboante “Vaffa……!”

 

Roma, 18 dicembre 2011                                       salvatore giuliano franco

Pubblicato in Sviluppo Economico
Venerdì 09 Dicembre 2011 18:19

Sono Monti o Colline?

di Salvatore Giuliano Franco

Colline? manco per idea! Siamo in pianura. Una pianura totalmente piatta da far scoraggiare chiunque! (Red)

Colline!! ma piene  di soldi.

Lui viene infatti dal mondo bancario;  dominato dalla Goldman Sachs, che ha creato tutti i grandi Guru della finanza mondiale.

Monti, da esperto del danaro e non della politica, ha quindi la capacità di guardare al mondo con una vista d’insieme limitatissima: oggi poi non riesce a vedere oltre il palco presidenziale, alla Scala di Milano.

Come ogni bancario che non riesce a vedere la realtà che lo circonda, sta inanellando una sequela di decisioni che, definire cazzate, è solo un amichevole eufemismo.

La peggiore, per me, anche se viene sottovalutata nella sua oggettiva gravitò, è quella che stabilisce una ulteriore tassazione, anche se minima, sui capitali “scudati”, quelli cioè rientrati in Italia dai paradisi fiscali, e a suo tempo già assoggettati all’imposta del solo 5% per essere regolarizzati e andare così a rimpinguare i depositi bancari italiani.

Da oggi in poi chi mai deciderà di riportare in Italia i suoi soldi se lo Stato si rimangia i contratti?

Monti fa dello Stato italiano non soltanto un ladro incallito con gli ulteriori assurdi aumenti della pressione fiscale, ma anche un mentitore e un mancatore alla parola data: cioè un truffatore.

Monti legittima così la mancanza di fiducia nelle nostre Istituzioni, incoraggia la fuga di capitali e, quel ch’è peggio, se uno Stato è ladro e disonesto, ogni cittadino ha il diritto di salvaguardare i suoi miseri averi ricorrendo anche a ogni tipo di evasione fiscale.

Ma il Monti se ne strabatte di tutto questo, egli pensa solo all’oggi e non al domani; egli pensa ai soldini che oggi può incassare, in qualsiasi modo, e non ai soldoni che perderà certamente domani.

Altro che equità e crescita!

Egli è fondamentalmente, materialmente e mentalmente, uno squallido ricattatore.

Ha parlato di “infamia” per l’Italia se non venissero approvate le sue proposte, perché le conseguenze sarebbero la bancarotta dell’Italia e il conseguente crollo dell’Euro e della comunità Europea!

Nel momento in cui ha pronunciato quelle parole, che andrebbero riascoltate più e più volte, il desiderio di sommergerlo con uno sputo più grande della vasellina che già tutto lo riveste, è stato per me quasi un bisogno fisico.

Ho invece pianto per l’offesa fatta, con quelle parole, a un intero popolo, una offesa alla sua intelligenza, alla sua operosità, alla sua speranza di futuro.

Egli ha sotterrato, con quelle parole, ogni realtà, che è quella che fa di noi il paese più stabile tra tutti gli stati europei, il paese che, sempre, ha saputo vincere ogni avversità, alzarsi e ricominciare da capo, come nel “Se sei un uomo” di Kipling.

Monti rappresenta la parte più avvilente del Danaro, quella degli interessi bancari, delle speculazioni, dei fallimenti studiati, dell’usura mascherata, della mancanza di credito, del consumismo esasperato, delle liberalizzazioni estreme, della politica aggiogata alla finanza, della finanza che si fa politica, della perdita infine di ogni umanità.

E che dire della occhiuta aggressione alle pensioni, ai quaranta anni di lavoro, alla prima casa?

Su tutto poi l’inarrivabile pensata, certamente nata dopo un diuturno lavorio di meningi, a seguito d’una complessa elaborazione e lunghi studi, che ha portato alla decisione di aumentare il costo dei carburanti!

E’ successo! È davvero successo!

L’elefante ha partorito una formica!

Che idea sublime, eccelsa, inarrivabile, in poche parole Montiana! Aumentare il costo della benzina!

Vorrei proseguire ancora e scrivere pagine e pagine, trattando di economia, politica, finanze, ma la nausea me lo impedisce e mi blocca anche il pensiero.

La nausea per uomini che cedono il posto a ominicchi, per una informazione che tradisce le sue origini, per una democrazia fagocitata dalle oligarchie, per i troppi poveri derubati, giorno dopo giorno, da chi fa del danaro solo una macchina di autoriproduzione.

Alla faccia di tutti quei professoroni che si battono per Monti…

..ma andate tutti a cagare!

 

Roma, la festa dell’Immacolata, 2011                                   salvatore giuliano franco

Pubblicato in Equità Fiscale
Mercoledì 30 Novembre 2011 10:32

Casa, dolce casa

di Stelio W. Venceslai

 

E cosa sta elaborando "in silenzio" il Governo Monti? Forse nessuno le sa, forse neppure il Presidente del Consiglio è in grado di sapere cosa sarà messo nelle condizioni di fare! (Red)

Il silenzio del nuovo Governo sul programma di lavoro che si accinge a presentare al Parlamento è piuttosto preoccupante: o non hanno idea  ancora di cosa fare oppure, il che è più credibile, stanno allestendo una stangata con tutti i dubbi, legittimi, su come l’accoglierà il Paese.

Alcune riflessioni meritano d’essere fatte.

Ici sulla prima casa: Berlusconi l’aveva tolta, dando un po’ di respiro a tutti. Se non ricordo male, è stata l’unica misura, assieme a quella sulle successioni, che  ha alleviato l’insopportabile peso fiscale alla generalità dei contribuenti.

Rimettere l’ICI sulla prima casa sarebbe una sciocchezza, perché mentre sarebbe una misura quasi indifferente per chi possiede molti appartamenti, per le prime coppie, i pensionati, le vedove, i monocasa, sarebbe un disastro. Si potrebbe sostenere che si ha, comunque, bisogno di un gettito.

Ma, a far dei conti, il gettito della nuova imposta oltre a disturbare molto, al massimo, servirebbe solo a pagare quindici giorni d’interesse del nostro debito pubblico. Praticamente, una misura inutile dal punto di vista finanziario ed oppressiva sotto il profilo psicologico.

Patrimoniale: un intervento con una patrimoniale sugli immobili è auspicato (si fa per dire) da molti, ma è fortemente avversato dalle destre.

In realtà, se non fosse generalizzato, sarebbe una misura auspicabile. Ma tutti sanno che i grandi patrimoni immobiliari non sono completamente censiti e che moltissime abitazioni sono fuori regola, costruite sulle golene dei corsi d’acqua, dentro ai crateri o sulla spiaggia demaniale.  I disastri meteorologici recenti hanno risvegliato l’attenzione sul lassismo delle amministrazioni comunali in materia. E allora? Prima facciamo un ennesimo condono?

Occorrerebbe una patrimoniale immobiliare per un valore complessivo superiore, ad esempio, ad un milione di Euro. Ma come calcolare questo valore? Sugli estimi catastali attuali? I loro coefficienti sono fermi da anni ed i valori che ne risultano sono di gran lunga inferiori a quelli di mercato, anche se il mercato immobiliare  è attualmente in ribasso.

Terza misura: rivalutazione dei coefficienti catastali ai prezzi medi di mercato. Questa sarebbe una misura onesta, riportando la tassazione a valori reali. Ma, in questo momento, sarebbe necessario articolare le aliquote in modo adeguato, per evitare la rivolta dei proprietari delle case (le solite giovani coppie, i pensionati, le vedove, i monocasa). In un momento difficile come questo, nel quale la liquidità sta scomparendo, i più dovrebbero o non pagare o fare prestiti. Questo è un punto molto delicato da affrontare, al di là dei proclami guerreschi della sinistra.

Il Governo Monti deve fare molta attenzione  a questo problema, perché trascinerebbe un fortissimo malcontento alle urne, e questo non conviene a nessuno.

Sempre in tema di casa, l’episodio della signora di Bologna che ha lavorato solo sei giorni in nove anni di lavoro trascorsi a casa, episodio che ha fatto il giro del mondo, merita un po’ d’attenzione.

Che gli Italiani si credano furbi è un fatto, ma che gli amministratori siano tutti stupidi, no. Se mai, sono conniventi.

Il caso di Bologna è talmente emblematico che non lo si può relegare in fondo alle pagine di cronaca. E’, invece, un fatto gravissimo. Non è questione della signora “furba”, ma di medici compiacenti e truffatori, di amministratori distratti od inetti o complici, di un sistema che dà la patente ai cechi e la pensione ai morti.

Qui Monti dovrebbe intervenire con il pugno di ferro, per ristabilire quel senso di responsabilità anche morale che, ormai, sta scomparendo e che è una delle non ultime cause dei nostri disastri. Credo che a molti farebbe piacere sapere che, finalmente, qualcuno rimette sulla giusta carreggiata il sistema, incutendo il timore delle conseguenze della irresponsabilità.

 

Stelio Venceslai

novembre 2011.

Pubblicato in Equità Fiscale
Lunedì 28 Novembre 2011 21:47

Habemus papam

di Stelio W. Venceslai

 Pazienza. In buona sostanza un invito alla pazienza che, tanto per cambiare, debbono avere i cittadini. Oplà! Dal cappello a cilindro del mago Napolitano è uscito, invece del solito coniglio, un governo di tecnici. Resta da vedere quali e quanti condizionamenti dovrà accettare. (Red)

 Il Governo Monti si presenta al Parlamento. E’ un governo nuovo, con facce nuove, il meglio, forse, dell’intellighenzia intellettuale ed universitaria italiana. Un governo di tecnici.

Fermamente voluto dal Presidente Napolitano, ha spazzato via Berlusconi e schiacciato le velleità della sinistra. Cambia un’epoca? Forse. Vediamo perché.

Innanzitutto, questo è un Governo del Presidente della Repubblica. Si invoca il precedente del governo Ciampi ma, in realtà, è tutt’altra cosa. Forse, un regime presidenziale non sarebbe male.

Costituzionalmente vi può essere qualche dubbio, ma nella situazione d’emergenza del Paese, era una necessità improrogabile, piaccia o non piaccia ai puristi del diritto.

In secondo luogo, l’impotenza del governo Berlusconi  era, ormai, sotto gli occhi di tutti. Lasciamo stare le battute, le gaffes, le vicende giudiziarie, le esitazioni ed i proclami roboanti. Dietro si è nascosto il nulla e, quanto alla crisi che ci sta mettendo in ginocchio, la menzogna, nel negarla, e la debolezza nel contrastarla, sono emerse con brutale chiarezza. Quando la barca affonda, i topi scappano. E molti sono fuggiti ed altri ancora  erano in procinto di farlo. In fondo, è stata una drittata abbandonare la patata bollente in altre mani. Almeno, c’è un po’ di tempo per rassettare un partito che fa acqua da tutte le parti.

In terzo luogo: l’opposizione. Se una politica c’è stata  è stata quella di tirare palle di fango sul fantoccio Berlusconi ma, a parte questo esercizio, cretino e delirante, non  sono mai emersi né una proposta né un disegno costruttivo. Divisi e rabbiosi, polemici e noiosi, il solo collante che univa l’opposizione era l’anti berlusconismo. Oltre  questo, il nulla.

Ciò che emerge da tutta questa storia è che la nostra classe politica ha clamorosamente fallito. Ha fallito la maggioranza, quando per anni, potendo cambiare il Paese, si è baloccata sugli interessi del Premier, ha fallito l’opposizione, che non è stata in alcun modo in grado di dire qualcosa di serio, opponendosi a qualunque velleità di riforma. Ma, soprattutto, ciò che è evidente che è che nessuno si è reso realmente conto della gravità della situazione in cui ci siamo cacciati, nel contesto d’una gravissima crisi economica internazionale.

Adusi da un cinquantennio a farsi i loro interessi con i voti degli Italiani, i nostri politici non sono riusciti neppure a percepire la necessità di intervenire per salvare il salvabile, cominciando, tanto per dare l’esempio, con la cancellazione dei loro privilegi. Un governo tecnico fa comodo a tutti. Nessuno ne è politicamente responsabile e, soprattutto, nessuno dei nostri Soloni ignoranti si troverà a dover decidere su questioni di cui capisce poco o nulla. In tal modo, se ne sono lavati le mani.

La questione, adesso, è che tipo di programma presenterà il neo Presidente Monti. Se sarà  a tarallucci e vino, abbiamo scherzato tutti ed il tracollo del Paese è imminente. Se, invece, come credo, sarà un programma di sacrifici e di tagli, come dovrebbe essere, c’è da chiedersi chi lo approverà in Parlamento.

Il ritorno dell’ICI sulla prima a casa e la patrimoniale sono avversati fieramente dal centro destra. Se  nel programma Monti vi fossero queste misure, voterebbero contro?

Se fossero proposte delle modifiche sostanziali all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori ed al sistema pensionistico (e le pensioni d’anzianità (la linea del Piave del PDl), le sinistre voterebbero contro?

Se le destre o le sinistre votano contro, si sfascia tutto. Se votano a favore, perché non averlo fatto prima? Di qui si dimostra la inconsistenza della capacità politica della nostra classe dirigente.

Quanto durerà questo Governo? Difficile a dirsi, ma  se una cosa è certa è che  i Partiti hanno bisogno di riflettere e di rivedere la loro politica o saranno spazzati via da forze nuove e diverse che, in vario modo, spesso confuso, si stanno organizzando nel Paese.

C’è voglia di cambiamento e d’innovazione. Non è da questa gente con la medaglietta di parlamentare che può venire la soluzione. Deve venire da fuori, visto che sono incapaci di pensare al futuro dei loro  elettori.

Il Paese è in fermento ed in difficoltà crescenti. Una ulteriore stretta economica strozzerebbe definitivamente gran parte delle nostre piccole e medie imprese, prosciugherebbe i già magri bilanci delle famiglie, ridurrebbe ulteriormente la scarsa liquidità esistente. Se tutto questo servisse a qualcosa, nonostante tutto, la stretta sarebbe la benvenuta. Ma sarà così?

L’Europa e il mondo ci chiedono di raddrizzare l’economia, di ridurre gli sprechi, di contenere il debito pubblico. Sono temi vecchi che si sono incancreniti da decenni. Ora, i nodi sono tutti al pettine, difficili da sciogliere e dolorosi.

Chi pagherà? Solo quelli di sempre? La misura è abbastanza colma perché ciò accada senza traumi. Le prossime elezioni saranno il banco di prova della volontà effettiva degli elettori di continuare ad essere turlupinati dai loro rappresentanti. Sarà un momento cruciale nella storia repubblicana, perché, come si è già detto, con questo governo si profila una svolta fatale per il tradizionale sistema politico italiano.

Auguriamoci che i partiti perdano la faccia e che il Governo Monti sopravviva ed operi. Occorrono misure drastiche, urgenti ed efficaci.

Protesteranno tutti, ma il Paese potrebbe seguirlo, quello vero, quello che non appare in televisione, che non pubblica articoli pensosi sul maggioritario, che non fa dibattiti rumorosi ed inutili, ma che lavora, ogni giorno, per quattro soldi, che paga le tasse, mugugnando, ma le paga, che fa la fila davanti alle ASL e che s’inventa il lavoro nero per  potersi pagare una pizza. Tutte cose che i nostri politici ignorano o non fanno.

Il Paese reale è sano, almeno fino a quando non perderà la pazienza.

 

Stelio Venceslai

 

Roma, 17 novembre 2011.

Pubblicato in Affari Interni
Giovedì 24 Novembre 2011 16:12

Che barba, che noia!

di Titta Sgromo

Uno sfogo autentico. Riflessioni che iniziano a serpeggiare in questo nostro bistrattato paese: una nenia funebre per la morte della nostra democrazia (Red)

Che barba, che noia, che noia che barba, avrebbe certamente così commentato, la bravissima e non dimenticata Sandra Mondaini, l’attuale momento politico. Che schifo, che schifo, commentano oggi tutte quelle persone che lavorano quotidianamente, nel tentativo di assicurare alle loro famiglie un qualche benessere. Io, che appartengo ormai da tanti anni a quella categoria professionale che assicura al cittadino la difesa dei suoi diritti e dei suoi interessi, nel rispetto dello stato di diritto, un tempo gloria e vanto del nostro Paese, allo stato, vergognoso esempio di disorganizzazione e rilassatezza, grido “vergogna, vergogna”. Non è possibile sopportare un simile scempio delle Istituzioni repubblicane e democratiche, al servizio dei così detti Poteri forti ed in spregio a qualsiasi forma di democrazia parlamentare. Si è determinata una sgradevole forma di supplenza del Presidente della Repubblica all’inerzia di un Governo condizionato dalla famelica sete di potere di parte della maggioranza e della minoranza, timorosa di perdere i privilegi nascenti dalla acquisita condizione di parlamentare. Ma, diciamoci la verità, la vicenda politico istituzionale di Berlusconi, è un dato di fatto, si è conclusa, non essendo in alcun modo giustificabile  con le solite lamentele il fallimento della sempre promessa e mai attuata rivoluzione liberale, rivoluzione liberale nella quale la maggioranza degli Italiani  ha molto creduto. Allo stato vi era la necessità di salvare perlomeno la dignità. E chi poteva salvarla la dignità se non Berlusconi, umiliato e sconfitto dai suoi più stretti collaboratori, con un gesto forte di rivendicazione della sovranità popolare, calpestata, dal Presidente della Repubblica, dalla sinistra tutta e dalla famelica accozzaglia democristiana, sostenuta da un ex fascistello pronto addirittura ad una alleanza  con la sinistra, pur di sfiduciare il nemico numero uno, Berlusconi. Domani ci sveglieremo tutti con un nuovo  governo nato e sostenuto dai Poteri forti, ma con il Signor Fini che continuerà a pontificare dall’alto scranno di Presidente della Camera dei deputati. Per superare la vergogna bisognerebbe avere il coraggio di votare la sfiducia al Governo Monti, tanto il differenziale  con i titoli tedeschi non diminuirà lo stesso. Ci sarà qualcuno che avrà questo coraggio? Non penso

AVV. TITTA SGROMO

Novembre 2011

Pubblicato in Affari Interni
Lunedì 14 Novembre 2011 12:24

Conoscere i salvatori della Patria

di Maurizio Navarra

 

Un approfondimento è utile sempre. Intanto ci permette di capire meglio le cose e , magari, dove è legata la cima che ci viene lanciata per un salvataggio. (Red)

 

Il WEB è realmente un oggetto strano, difficile da definire. Ogni tanto è perfino istruttivo, comunque, mettersi al PC e fare una piccola passeggiata tra i meandri delle notizie che è possibile reperire in questo sconfinato e disponibile scrigno; deve far riflettere come alcune notizie, pur se attendibili e ben documentate, non vengono riprese dai media di maggiore diffusione. Appunto sul WEB, tentando di approfondire la mia personale conoscenza su Mario Monti, nostro Presidente del Consiglio incaricato, mi sono imbattuto su un articolo a firma di Enzo di Frenna, datato 11 novembre 2011 e "postato" sul suo Blog. Vale la pena una citazione letterale:

"Goldman Sachs, il lato ombra di Draghi e Monti

Nei giorni scorsi Le Monde ha scritto che la Goldman Sachs rappresenta il lato ombra di Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia e attuale presidente della Bce. Alla lista va aggiunto anche Mario Monti. Vediamo perché.

La Goldman Sachs è la più potente banca d’affari americana, che condiziona mercati e governi. Ha detto la verità il trader indipendente Alessio Rastani, prendendosi gioco della Bbc e rilasciando un’intervista in cui dichiarava che “i governi non  governano il mondo, Goldman Sachs governa il mondo”. Nel film Inside Job, del regista Charles Ferguson, la banca d’affari risulta tra le protagoniste della crisi economica innescata nel 2008 negli Stati Uniti. In questo lungo post sul mio blog trovate la storia completa.

Ma è interessante notare come gli uomini della Goldman hanno ricoperto incarichi importanti nell’amministrazione Usa, arrivando a ruoli di primo piano. Durante l’amministrazione Clinton l’ex direttore generale della Goldman Sachs, Robert Rubin, divenne sottosegretario al Tesoro. Nel 2004, Henry Paulson, amministratore delegato dalla Goldman, fece approvare alla Commissione dei Titoli e Scambi un aumento dei limiti sul rapporto di indebitamento, permettendo alle banche d’investimento di avere ulteriori prestiti da utilizzare  per manovre di speculazione. Nel 2005 Raghuram Rajan, capo economista del Fondo Monetario Internazionale (2003-2007) pubblicò un rapporto in cui annunciava il rischio che le società finanziarie, assumendo grandi rischi per realizzare enormi profitti a breve termine, avrebbero potuto far collassare il sistema economico. Nella prima metà del 2006 la Goldman Sachs vendette 3,1 miliardi di dollari di Cdo e in quel periodo l’amministratore delegato era proprio Henry Paulson. Il 30 maggio 2006 George Bush lo nominò segretario del Tesoro e fu costretto a vendere le sue azioni della Goldman, intascando 485 milioni di dollari (e grazie a una legge di Bush padre non pagò nessuna tassa).

Nell’aprile del 2010 i dirigenti della Goldman Sachs furono costretti a testimoniare al Congresso americano: Daniel Sparks, ex capo reparto mutui della Goldman (2006-2008) dovette riferire su alcune email in cui definiva certe transazioni “affari di m…”. Fabrice Tourre, direttore esecutivo prodotti strutturati della Goldman Sachs vendeva azioni che definiva “cacca”. Llyod Blankfein, presidente di Goldman, e David Viniar, vicepresidente esecutivo, sotto le pressanti domande del senatore Carl Levin furono costretti ad ammettere che sapevano di vendere spazzatura.

Purtroppo anche Barack Obama ha confermato il potere della banca d’affari. Il nuovo presidente della Federal Reserve Bank di New York (principale azionista della Fed) è William Dudley, ex capo economista della Goldman (che nel 2004 lodava i derivati). Capo del personale del dipartimento del Tesoro è Mark Patterson, ex lobbista della Goldman Sachs. A capo della Cfct si è insediato Gary Gensler, ex dirigente della Goldman Sachs che aiutò ad abolire la regolarizazione dei derivati.

Anche in Europa la Goldman manovra da tempo. Nel 1999 la Grecia non aveva i numeri per entrare nell’euro. Quindi truccò i bilanci. Su Presseurope Gabriele Crescente scrive: “Nel 2000 Goldman Sachs International, la filiale britannica della banca d’affari americana, vende al governo socialista di Costas Simitis uno “swap” in valuta che permette alla Grecia di proteggersi dagli effetti di cambio, trasformando in euro il debito inizialmente emesso in dollari. Lo stratagemma consente ad Atene di iscrivere il ‘nuovo’ debito in euro ed escluderlo dal bilancio facendolo momentaneamente sparire. E così Goldman Sachs intasca la sua sostanziosa commissione e alimenta una volta di più la sua reputazione di ottimo amministratore del debito sovrano.”

Ora torniamo a Mario Draghi. Dal 2002 al 2005 è stato vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs. Insomma: proprio nel periodo in cui in America le banche d’affari erano scatenate in manovre speculative e scavavano il baratro finanziario che si è materializzato nel 2008, trascinando il resto del mondo. Non sapeva nulla di queste tendenze l’economista italiano?

Anche Mario Monti lavora per la banca d’affari: dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del “Goldman Sachs Global Market Institute”. Cioè dall’anno in cui si stava progettando la crisi economica mondiale, di cui parlerò in una conferenza gratuita.

Queste informazioni, purtroppo, la stampa italiana le ha ignorate. Ma la Rete no.  Durante la seconda puntata di Servizio Pubblico il blogger Claudio Messora ha spiegato il rapporto tra Mario Monti e la Goldman. E ha citato un articolo di Milano Finanza che – unica eccezione – ha rivelato il ruolo della Goldman Sachs nel rialzo dello spread dei titoli italiani in questi giorni. In pochi minuti su Facebook è cambiata l’opinione degli utenti all’interno di un sondaggio: prima volevano Monti presidente del Consiglio, dopo le rivelazioni hanno cambiato idea. E’ la prova che se l’informazione facesse il suo dovere avremmo meno lobby al potere e più democrazia.""""" Enzo Frenna

C'è da stare tranquilli? In quali mani, viene di fatto pensare, sarà consegnato il nostro Paese? E, soprattutto, gli interessi dei cittadini in quale conto saranno tenuti? La grande finanza si metterà a fare gli interessi dell'Italia oppure, appare più probabile, cercherà di fare i suoi interessi in Italia?

Maurizio Navarra

novembre 2011

Pubblicato in Sviluppo Economico
Venerdì 11 Novembre 2011 23:21

Super Mario

di Maurizio Navarra

Per intervalla insaniae (Red)

Prima di occuparci di qualsiasi altra cosa, stringiamoci intorno come un sol uomo a consolare Bersani. E' lui la persona ad essere più colpita dalle dimissioni di Berlusconi in quanto non avrà più obiettivi, non avrà più appelli da fare, non potrà più indignarsi con nessuno. Con lui perderà spazio e ispirazione tutto il circo mediatico - umoristico che con quotidiano impegno rovesciava addosso al "Cavaliere" ogni sorta di lazzo o cachinno. E lui? Si, lui il Berlusconi che farà? Lo avrebbero visto, a bordo di una bici nuova di zecca, sorriso a sessanta denti, felicemente il fuga, intento a cantare a squarciagola la canzone "Bartali" di Paolo Conte, soprattutto il brano che fa: "Tra i giornali che svolazzano e i francesi che si incazzano...". Se si chiude in anticipo la legislatura, sarà l'unico parlamentare a fregarsene della eventuale perdita della pensione!!

Veniamo al dunque. Mario Monti, sessantottenne varesino. Un personaggio illustre. Un personaggio illustre, che più illustre non si può. E voglio vedere chi ha il coraggio di sostenere il contrario. Sarà con ogni probabilità lui, da vero e proprio "Super Mario" la persona unta dal signore Presidente Napolitano con la quasi biblica missione di tirare fuori l'Italia dal pantano economico nel quale si trova. Coincidenza? Super Mario Balotelli trascina alla vittoria l'Italia calcistica. Mi deve nascere un nipote: lo chiamerò Mario. Hai visto mai che il Presidente gli faccia da padrino o che Prandelli gli regali una maglia azzurra? Non scherziamo!

Monti Presidente del Consiglio? Bene! E quali saranno i nuovi ministri che lo potranno consigliare in questo disastrato segmento di storia Patria? Bah! L'ardua scelta nelle mani di chi sarà? Di Napolitano? Di Monti? di Alfano? di Bersani?. Sembra per ora di vedere all'orizzonte una bella esposizione di autocandidature, uno sport questo nel quale tutta la nostra classe politica (tutta, nessuno escluso) eccelle. Bossi e Di Pietro, quasi da soli, hanno osato dire un "no" secco e chiedere il ricorso alle urne facendo saltare ogni pallottoliere. Ma di Pietro, sembra, possa avere qualche ripensamento dell'ultimo momento.

Sondati tutti i sondaggi possibili, interpellata la smorfia, fatti gli scongiuri di rito, consultati tutti gli astrologhi e vaticinanti a portata di mano, un dato sembrerebbe credibile: PD al primo posto, PDL al secondo, quindi una bella serie di partiti sulla cresta d'onda oscillante pericolosamente dall'8  all'11%. E come si potrà accroccare un governo in queste condizioni? E' chiaro che chi salirà sul carro porrà condizioni, le sue condizioni che impediranno nuovamente ogni significativo movimento al nuovo Premier.

Hai visto? Si dice da qualche parte che i mercati, soltanto ad udire il nome di Mario Monti sono schizzati in alto e si valuta che in un paio di settimane ci saremo mangiati tutto lo spred, ovviamente condito in salsa d'euro, con crauti e maionese. Se metteranno Visco al posto di Tremonti, tra poco i tedeschi verranno a chiederci la carità. Ne possiamo essere certi!

Ma non è una cosa seria. Mi sia concessa questa pirandelliana riflessione.

Maurizio Navarra

novembre 2001

Pubblicato in Affari Interni

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