Il primo maggio 2011. Una data da non dimenticare.
di Maurizio Navarra
Ci sono tanti modi di festeggiare il primo maggio. Vediamo un po' ... si può fare la classica scampagnata "fuori porta" con fave e pecorino (una antica e bella tradizione romana); si può rimanere in casa assolutamente in panciolle a vedere la TV (se il tempo non è quello giusto); si può andare ad ascoltare il grande concerto del primo maggio che da anni è simpatica ed empatica vetrina del pensiero veteroproletario; si può sfruttare un "ponte" più o meno artatamente allungato (ho conosciuto in materia un vero esercito di specialisti "pontieri"); si può ....
Però questo primo maggio è stato veramente differente. C'è infatti chi ha scelto di passare il primo maggio nella commozione del ricordo di Giovanni Paolo II, uno dei più grandi Papi della Storia della Chiesa, a Piazza San Pietro in Roma o davanti al teleschermo nel giorno della sua beatificazione.
C'è un esperto e molto qualificato gruppo di militari americani che, eseguendo un ordine personalmente impartito dal Presidente Obama, ha deciso di festeggiare il primo maggio in un modo assolutamente originale, cioè eliminando dalla scena mondiale uno dei più pericolosi assassini della storia: Osama Bin Laden.
Vediamo un po'. Le persone, dopo aver trascorso in uno dei modi citati sopra questo primo maggio, cosa hanno portato con loro nel cuore? Non vorrei essere accusato di superficialità o irriverenza mescolando, nello stesso frullato, emozioni e concetti tra loro assolutamente disomogenei. Ovviamente nessuno può incasellare in una categoria omogenea una gita, un grande concerto, una Beatificazione, una azione militare di alto rischio.
Ma. Sono però convinto che a modo suo ciascuno sia tornato a casa diversamente soddisfatto, ma sicuramente soddisfatto per avere fatto la cosa giusta o di avere partecipato ad una cosa giusta! Le piccole e le grandi emozioni, tutte, entrano nel cuore e lo rendono più ricco di contenuti emozionali certo tra loro diversificati, ma tutti "contagiati" da un contenuto di umanità che è proprio di ogni nostro passo nel mondo.
Riflettiamo per un momento, soltanto un momento. Impariamo ad isolare questo "virus" di positività; troveremo così agevolmente, filtrata dalla necessaria tolleranza, la grande carica di positività e di apertura propria di ogni azione della nostra vita.
Maurizio Navarra