La strutturazione di Roma Capitale merita molta più attenzione
di Fiorella Ialongo
Ovvero, meriterebbe attenzione! Piano con il voler coinvolgere Napolitano in tutto ciò che accade! Magari da ascolto alle lagnanze su Roma, ci toglie Alemanno e lo sostituisce con il direttore della filiale nr 24 della banca di Vattelappesca!! (Red)
di Fiorella Ialongo
La riforma che ha rischiato di limitarsi ad una diversa denominazione: Roma Capitale, Assemblea e Giunta Capitolina in luogo di comune, consiglio e giunta comunale, ha invece modificato gli assetti istituzionali di Roma e affidato competenze molto più ampie all’amministrazione cittadina. I due decreti su Roma capitale, tuttavia, non modificano il ruolo dei municipi. Essi, nell’ottica del contenimento dei costi della politica, vengono ridotti da 19 a 15 con cento consiglieri e quattro presidenti in meno. Questo significa che vengono rafforzati i poteri del sindaco e della giunta mentre vengono diminuite le assemblee municipali. Queste ultime, quindi, continuano ad avere sostanzialmente le stesse competenze delle vecchie circoscrizioni su una diversa base territoriale. Sarebbe un vero peccato se i due decreti governativi fossero ridotti ad una guerra per la spartizione delle poltrone. Essi sono stati ispirati, nella logica del federalismo, ad un maggior decentramento per elevare lo status di Roma, per attribuire ad essa il rango che le compete tra le grandi capitali europee. Quello che riesce difficile comprendere è come questo possa avvenire appieno, come possa essere realizzata una migliore governabilità se non si concede autonomia di bilancio, regolamentare, burocratica ai municipi come nelle altre grandi sedi governative. Dato che sono gli elettori a scegliere i membri delle assemblee consiliari, ad esse dovrebbero essere attribuiti una maggiore dignità ed un ruolo adeguato all’elettività della loro carica. Si attuerebbe, per questa via, innanzitutto la sussidiarietà, inserita dal sindaco Gianni Alemanno tra i valori - guida della sua azione in campagna elettorale. In secondo luogo, si attuerebbe una migliore gestione delle risorse che il centralismo non sempre è in grado di garantire a causa della complessità delle problematiche ed estensione del territorio. Un premier di Varese alla guida di un Governo tecnico, sotto l’ala protettiva del Presidente Giorgio Napolitano hanno dimostrato grande acume politico riconoscendo l’importanza di Roma. Sarebbe bello se il primo cittadino facesse altrettanto realizzando una riforma bipartisan con l’appoggio dei consiglieri municipali di ogni colore. L’alternativa, puntare al 2013 sull’amnesia del patto con i romani potrebbe rivelarsi rischiosa.
Fiorella Ialongo
Dicembre 2011