di Salvatore Giuliano Franco
Reminiscenze di studi giuridici ... un morto non ha mai precedenti penali. La saggezza dice, inoltre, che chi muore giace e ... (Red)
Embè! Solo perché uno muore diventa casto e puro?
Sono io che non ci sto.
Tutti, ma proprio tutti, li ho sentiti in TV magnificare le virtù morali, sociali, politiche, umane, deputatesche, presidentesche e gattopardesche dello scomparso.
Uno solo, Francesco Storace, ha avuto il coraggio e l’obiettività di affermare: “Non dimenticherò mai la sua faziosità nel ‘94”.
Viva la sincerità e il coraggio di manifestarla.
Parliamo di uno, Scalfaro, che ha difeso strenuamente la sua corporazione di prove-nienza, anche se indifendibile e contro ogni principio morale che avrebbe voluto proprio lui quale giudice super partes, nella sua doppia veste di capo dello Stato e capo del CSM.
Non voglio qui rivangare i tanti dubbi che lo avevano avvolto come una coltre di nebbia e da cui seppe uscirne solo innalzando il suo trono al di sopra di essa.
Non voglio qui ricordare la faziosità dei suoi comportamenti e l’aver tenuto in non cale, nel ’94, il volere degli italiani, né le tante sue pilatesche prese di posizione.
Voglio semplicemente e sinceramente rammentare a tutti che lui, con giudizio a grande maggioranza di tutti gli italiani, è stato certamente il peggior capo di Stato che abbia mai avuto la disgraziata Italia, disgraziata proprio per quel luttuoso evento.
Ho litigato (quasi) con mia moglie per aver detto corna e peste del de cuius, ma la mia risposta è stata: “Quando sarò morto e ti sentirò parlar bene di me solo perché morto, attenta a te, potrei rifarmi vivo:”
Ma oggi il morto è lui: ebbene, che riposi pure in pace, ma che nessuno faccia lo scassacazzi per tramandarcelo come casto e pure puro.
Roma, 29 gennaio 2012 salvatore giuliano franco