Di Titta Sgromo
Tutti noi mortali normali andiamo avanti a simpatie ed antipatie. Il nostro redattore non nasconde le sue! Siamo ancora in regime di libertà? (Red)
Ho appena letto la email di Temistocle Sidoti, fondatore storico del Movimento di Opinione, con la quale mi invita a partecipare ad una riunione particolare ed urgente con successiva gradevolissima cena, quando, in preda ad una incazzatura forte quanto legittima, entrato nel mio Studio di Avvocato, avevo appena letto qualche giornale che mi informava dei risultati elettorali delle ultime amministrative. Il nostro Temistocle era preoccupato più di quanto non lo fosse qualche giorno fa, quando io personalmente lo avvertivo dell’imminente disastro di un partito che aveva non più tardi di due anni fa il 34% dei voti. Purtroppo sono stato facile Profeta, avendo, data la mia Professione, il polso di una situazione drammatica che coinvolge tutti, imprese, lavoratori autonomi, siano professionisti od artigiani o commercianti, tranne alcune categorie privilegiate da sempre quali i Managers pubblici e privati, dirigenti della Pubblica Amministrazione, Magistrati, alcuni dei quali valentissimi, ma la maggior parte dei quali negligenti ed impreparati, grazie alla totale mancanza di controllo meritocratico. Senza parlare delle Banche, che proprietarie di immobili di grandissimo prestigio, attraverso le relative Fondazioni, sono state esentate dal pagamento dell’IMU, delle Compagnie di Assicurazioni, delle grosse Società, in particolare quelle a partecipazione quasi esclusiva dello Stato, che al pari di quest’ultimo, non si preoccupano di pagare i debiti in favore delle imprese e dei lavoratori autonomi che, emessa la fattura, attendono da più di due anni il relativo pagamento; nel frattempo lo Stato ha incassato l’IVA. Il Presidente, anzi il Monarca Napolitano, artefice e responsabile insieme al Senatore a vita da lui nominato prima di affidargli l’incarico di “SALVARE” L’Italia, ha sottovalutato il successo elettorale del Movimento CINQUE STELLE definendolo un BOOM, ed ha invitato i Partiti tradizionali a riprendere le fila del dialogo con la gente comune. A parte la risposta immediata di Grillo che condivido, mi chiedo se Il nostro tanto amato Cavaliere, ospite di Putin, suo personale amico, stia ancora dormendo o sia tutto di un tratto diventato sordo. Ma come è possibile non reagire a chi, usurpato il Potere, si permette di ritenere responsabili dei tanti suicidi che giornalmente accadono, i suoi predecessori, primo fra tutti Berlusconi. La gente è addirittura allibita e si rifugia nel Movimento Cinque Stelle perché non sopporta più di essere presa in giro con la “favoletta” del senso di responsabilità, invocato da chi da più di venti anni aveva promesso agli Italiani fiduciosi il benessere frutto della rivoluzione liberale mancata e senza “mettere le mani nelle tasche degli Italiani”. Come sostiene l’amico Generale Navarra, il rifugio degli Italiani nel Movimenti di Grillo non va sottovalutato, se non vogliamo svegliarci una mattina dell’anno 2012, senza casa e con a carico di noi miseri mortali l’enorme debito pubblico, retaggio degli anni 80, gestito come sappiamo in modo inversamente proporzionale al suo decremento. Come può pervenirsi in tempi brevi alla crescita del Pil, se si deprimono attraverso la dissennata pressione fiscale i consumi ce lo può solo spiegare Monti, non servo dell’Italia ma dell’Europa dei burocrati, categoria della quale ha sempre fatto parte. Che senso ha una moneta unica se l’Europa della quale è espressione, non tiene conto delle esigenze di ogni singolo Paese, ma soltanto delle esigenze dei Paesi egemoni come la Germania e la Francia. La gran parte dei quotidiani nazionali ha salutato l’elezione di Hollande con eccessiva euforia, anche il nostro Giuliano Ferrara la cui antipatia nei confronti di Sarkozy è ben nota, ha festeggiato, ma presto ci si renderà conto che nulla è cambiato, tendendo la Francia a tutelare i propri interessi nel sacro rispetto della “GRANDEURE”. Se non riusciamo a liberarci dell’EURO, liberiamoci al più presto di Napolitano e di Monti, se non vogliamo una Italia inondata del sangue dei propri figli.
Avv. Titta Sgromo
di Salvatore Giuliano Franco
Un appello accorato, a significare che malgrado la campagna violenta e continuata contro Berlusconi c'è ancora chi ha fiducia in lui! (Red)
Caro Presidente Silvio Berlusconi,
tu sei e rimarrai sempre il Presidente degli italiani perché sei quello che, scendendo nell’agone politico nel 1994, salvasti l’Italia dal giogo comunista.
Hai sempre parlato bene e bene operato, ma avresti certo saputo fare più grandi cose ed anche avresti saputo risolvere i nostri più antichi problemi se non ci fosse stato, accanto a te, chi, per presunzione, invidia e sfrenato arrivismo, non ti avesse ignobilmente tradito.
Ma oggi è inutile rivangare il passato, se non per addomesticare il futuro.
Non puoi, assolutamente non puoi, tornare a intrattenere alcun tipo di rapporto con chi ti ha già tradito, non una volta, ma decine di volte, con le parole e con i fatti.
E’ una buona scelta, la tua, di lasciare il PDL libero di trattare con i centristi e tutti gli opportunisti di turno, ma non puoi e non devi restarci dentro.
La parola Partito, come già ho avuto modo di scriverti, in tempi non sospetti, parole che forse mai ti sono giunte, è, da sola, disgregante.
Partito vuol dire divisione, contrapposizione, frazionamento e, spesso, inimicizia e odio.
Devi volare più alto.
Se hai la forza di creare ancora qualcosa di tuo, e certo ce l’hai, il tuo nuovo “non Partito”, potrebbe essere l’ago della bilancia di una nuova politica, anzi, Politica.
Un ago molto pesante e assai consistente, tanto da diventare il vero motore del nuovo Parlamento.
Tu, da solo, veicoleresti sul tuo nome una forte percentuale dell’elettorato italiano, soprattutto a fronte di dichiarazioni chiare e a tutti comprensibili.
Quindi non un Partito, ma un Sodalizio, che significa comunanza di idee, convergenza sugli scopi e sulle modalità, amicizia, disinteresse personale, altruismo e comprensione.
Il nome? è presto detto:
SODALIZIO BLU
S B = Silvio Berlusconi
Non ci potrebbero essere traditori né indecisi in questa coalizione di cui il tuo nome sarebbe il perno e l’asse portante!
Il Presidente del Consiglio, mai sfiduciato, si ripresenta agli italiani da solo, forte solo del suo provato amore per loro e per l’Italia.
Lo so che il mio è un sogno, ma certo è quello stesso di milioni di italiani, animati da un forte senso di rivalsa verso giudici indegni di tale qualifica e verso comunisti e cattocomunismi che, cercando di distruggerti fisicamente e moralmente, hanno solo fatto il male di questa provata Italia.
Forza Presidente!
Roma, 18 novembre 2011 salvatore giuliano franco
di Titta Sgromo
Lunghi coltelli? Sarebbe meglio dire coltelli nella schiena (Red)
Dopo la notte dei lunghi coltelli, il quadro è chiaro. L’asse Napolitano, Letta e frondisti sta per provocare la fuoriuscita del Cavaliere. Da tempo descrivo questo scenario, sostenendo che Berlusconi ha allevato tante serpi in seno. Sono rimasto sempre inascoltato, essendo stati i miei avvertimenti ignorati dai Giornali vicini al centro destra. Il mio collega Paniz, ha, forse involontariamente, dato il colpo di grazia. Tra i nomi dei congiurati non vedo quelli di Antonio Martino e dei tanti liberali facenti parte del PDL, e tale circostanza mi consola, anche perché gli uomini dotati di un bagaglio culturale notevole, sono spesso assistiti da una virtù rara di questi tempi, l’onestà intellettuale. Martino è tra coloro che sostiene che La crescita e lo sviluppo non hanno bisogno di risorse finanziarie, bensì di libera economia e di mercato, e di un fisco sopportabile, concetti ignorati o meglio estranei al Rag. Tremonti, che in queste ultime ore non fa altro che chiedere a Berlusconi di togliere il disturbo. Ma è mai possibile che non si riesca a far dimettere proprio il Ministro dell’Economia, che è la vera ed unica causa della crisi italiana. Se il problema è Bossi e la Lega, si faccia chiarezza una volta per tutte, ed una volta accertata la indisponibilità di quel partito sul punto, si traggano le conseguenze, non essendo più possibile attuare una riforma vera quale quella fiscale o quella dell’Ordinamento giudiziario, senza il ricattatorio comportamento Leghista. Vi era un proverbio antico quanto un pò volgare: “Chi non ha coraggio non può andare a letto con donne belle” E proprio il caso, per il Cavaliere di sfoderare il coraggio e gli attributi necessari per salvare se stesso non solo dai nemici, ma principalmente dagli amici, ed al contempo l’Italia! Sono sempre in sintonia con gli ultimatum di Giuliano Ferrara.
AVV. TITTA SGROMO
novembre 2011