Martedì 14 Settembre 2010 17:35

Convegno sulla Sanità: Avanti tutta!

 

 

Sempre più di frequente accadono episodi di malasanità nei nostri ospedali e ci chiediamo in parecchi se chi di dovere si decide finalmente a porvi seriamente rimedio.

Proprio in questi giorni nell’ospedale di Torino si scambia la sacca contenente il sangue per la trasfusione ed il paziente muore, mentre in quello di Messina due medici in sala parto arrivano addirittura a contendersi la paziente, per motivi non ancora chiariti e, mentre le cure sono arrivate in ritardo, puntuali e gravissimi invece sono stati i danni a madre e figlio.

Entrambi gli episodi sono censurabili e  le autorità sanitarie e giudiziarie interverranno di conseguenza.

Mentre scrivo sono indignato e furente anche perché mi torna alla memoria l’anno 1971, il mese di luglio, caldo come può esserlo il caldo in Sicilia, la mia amata terra,  dove mi trovavo in ferie, al mare.

Con mia moglie, incinta di otto mesi, ci ponevamo il dilemma se partorire a Messina (dove vivevano le nostre due famiglie) oppure al Nord, a  Ravenna, dove io lavoravo in Fiat.

Durante una visita ginecologica di controllo all’ospedale Piemonte di Messina rimaniamo sconcertati e disorientati dal caos e dalla noncuranza che regnava nella  struttura organizzativa, ma soprattutto dall’incredibile “disordine” (uso il termine disordine per carità di Patria) nei reparti.

Ma si trattava della nascita della mia terza figlia e di malavoglia, con grande dispiacere dei ‘nonni’ e parenti tutti, scelsi  di tornare a Ravenna: decisione fortunata perché mia moglie ebbe una forte emorragia, prontamente gestita dall‘efficiente ospedale…tutto andò bene e mia figlia Barbara ha potuto così intraprendere il suo tragitto di vita e mia moglie continuare il suo!

Come faccio a non collegare, se pure con molto amaro in bocca, i due episodi, quello di scarso senso di responsabilità  ancora oggi presente a Messina, dopo quasi quaranta anni,  e quello che evidenziava la massima efficienza fin da quarant’anni fa a Ravenna?

Questo episodio strettamente personale  mi ha fatto molto riflettere. Mi piacerebbe che ogni socio e simpatizzante de il Movimento, mi riferisco sia ai molti sanitari iscritti che ai cosiddetti ’pazienti’, affinché in vista del convegno che ci accingiamo a organizzare  sulla Sanità, ci facciano conoscere quali siano, secondo il loro pensiero, le iniziative possibili da intraprendere per arginare il degrado presente nel nostro sistema sanitario, in particolare al sud. Il nostro sito sarà lieto di ospitare l'opinione di tutti.

Non vogliamo divenire promotori di chiacchiere o di critiche, di queste ne abbiamo piene le tasche, ma vogliamo essere portatori di proposte, soprattutto in tema di "prevenzione", un termine che sintetizza molteplici attività ed accorgimenti che noi italiani ignoriamo regolarmente.

Se non ricordo male ogni dottore in medicina presta il giuramento di Ippocrate, giuramento ignorato forse troppo di frequente. Ritengo che per la classe medica l’unico rimedio per rientrare a testa alta nel mondo dei pazienti e riconquistare la loro fiducia è riprendere il filo della buona pratica (attività medica come missione ) nonché attuare con rigore una gestione che comprenda anche i necessari controlli nella responsabilità della diagnosi e delle cure.

Temistocle Sidoti, presidente de il Movimento

Pubblicato in Area Sanità
Martedì 03 Agosto 2010 01:01

Turismo e "Made in Lazio"

L’Onorevole Stefano Zappalà, assessore regionale al turismo e marketing del “Made in Lazio”, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera comparsa sul supplemento Roma del 31.10.2010, ha tracciato il piano d’azione che
caratterizzerà il suo mandato. Un'intervista che ha quasi il valore di un appello; sarebbe estramamente negativo che questo appello, cadendo in periodo estivo, potesse passare inosservato.
C’è infatti autentica sostanza nei contenuti dell’intervista che evidenzia punti di proposta realmente interessanti. Il Lazio dovrebbe, secondo Zappalà, mettersi dunque finalmente nelle condizioni di giocare al meglio, e sull'intero scenario di riferimento internazionale, possibilità e potenzialità turistiche e culturali che appare adeguato qualificare con gli attributi “irripetibili non computabili”.

La prima proposta si incardina nella cultura. Una laurea triennale in “Turismo” potrebbe creare una importante sponda culturale di raccordo con gli atenei presenti nella Regione nel momento in cui, accettando la proposta di Zappalà, questi mettessero a punto un corso di studi che preveda la formazione di operatori di settore preparati e specializzati, in possesso delle competenze di settore necessarie per affrontare e sostenere la agguerrita concorrenza mondiale nell’importante industria del turismo.

La situazione attuale, infatti, non appare ancora completamente adeguata: Roma, una delle città al mondo più ricche di Storia, di Arte, di cultura nonché centro mondiale della cristianità è classificata soltanto quinta tra le mete turistiche preferite. C’è da chiedersi, e con urgenza, il perché di questa inadeguatezza
anche in considerazione del fatto che, oltre ciò che offre Roma, l’intera regione comprende mete turistiche e culturali di tutto rispetto, obiettivamente difficili da trovare in altre parti del mondo sotto il punto di vista dell’importanza e della concentrazione sul territorio.
Un “Convention boureau” dovrebbe, anche questa è una esigenza individuata come primaria da Zappalà, garantire che tutte le iniziative di settore possano trovare adeguata cassa di risonanza per essere conosciute ed apprezzate in tutto il mondo.

Ovviamente non è tutto qui. C’è veramente molto da fare. Per quanto rigiarda il "Made in Lazio" il settore primario, ad esempio, offre nella Regione punte di eccellenza che attendono soltanto di essere valorizzate appieno. Si evita di citare nel dettaglio i settori di interesse per non correre il rischio di dimenticare qualcosa. E’ sufficiente asserire che il settore agroalimentare della Regione Lazio sicuramente offre produzioni di eccellenza, che meriterebbero una più capillare diffusione pubblicitaria in Italia e nel mondo.
Pubblicato in Area Made in Italy

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