Il caldo estivo. Giuro che ciò che accade questa estate è tutta colpa della calura e dell'afa che ha gravato sui nostri politici costretti ad allineare per durata e periodo le ferie con quelle di un qualsiasi impiegato dello Stato. Se diamo la colpa al meteo, infatti, la situazione politica attuale appare perfettamente leggibile altrimenti nel tentativo di capire si rischia di andare ai matti.
Una maggioranza blindata, blindatissima quella uscita dalle urne. Una maggioranza che ha vinto con tale dirompente forza da annichilire, di fatto l'opposizione. Bene. Mi sono detto insieme a tanti, tantissimi italiani; finalmente avremo un Governo stabile, forte, capace di realizzare quelle benedette riforme capaci di traghettare il nostro Paese nella modernità.
Semplificare. Rendere finalmente governabile lo Stato. Assicurare una Giustizia rapida e giusta sia nel processo penale che in quello civile. Rendere più gradevole al cittadino l'amaro dovere di dover pagare le tasse, e tutti.
Le riforme? Certamente le riforme ci sono state! E' stato perfino varato il nuovo codice della strada che garantisce, abolendo dall'alimentazione di chi guida gli alcoolici, meno incidenti. Non si scherza, sarebbe a rischio anche il brasato al barolo! Sono molto scettico in merito: ve la ricordate la legge Merlin? Anche quella legge avrebbe dovuto eliminare ... e invece ... non è andata così.
Accidenti che sforzo immane! Chiedo perdono. E' un elemento certo e da non trascurare. Per le riforme più importanti ci vuole tempo! Bene. Da questa nebbia ovattata del fare e non fare emerge il nostro Presidente della Camera che si distrae un attimo, entra a gamba tesa nell'agone politico attivo, e nei fatti crea una scissione del partito di maggioranza. Accidenti! A questo punto Bersani è tornato a sorridere, Di Pietro è super galvanizzato, la Bindi parla in TV con l'espressione soddisfatta del gatto che è riuscito a fregare il formaggio e perfino Fassino sembra più in carne. Nelle more fa capolino Montezemolo che potrebbe avere l'intenzione (è soltanto una mera ipotesi la mia) di fare da successore ad un Berlusconi sconfitto. Non è voce controllata né controllabile, ma sembra quasi certo che in tutta la minoranza i militanti inizino la giornata recitando un Pater, Ave e Gloria in suffragio di Fini e delle sue iniziative. Il mio unico lettore si calmi: è certo. Non ha nessun fondamento la notizia che il PD stia facendo stampare santini con l'immagine di un non meglio identificato "San Gianfranco".
Bene. Andiamo alle elezioni anticipate allora. Qualche commentatore più acuto degli altri traccia uno scenario non male: posto che l'unico politico che ancora non ha perso la faccia è Bossi, le elezioni potrebbero segnare per il partito padano una vittoria schiacciante che potrebbe innescare pericolosissime derive secessioniste. E qualcuno, per completare il quadro, impiega tempo ed energie ad attaccare il Presidente Napolitano attribuendogli responsabilità che dire fantasiose è poco. Splendido, a questo proposito, il senso di opportunità dimostrato. Mentre la situazione presente mostra anche ai più sprovveduti che occorre tenere salde e compatte le Istituzioni, gli si da una bella picconata ad effetto. Fantastico!
Al dunque. Non condividere Berlusconi, non condividere le scelte del suo governo per caso sarebbe o non sarebbe compito dell'opposizione? Spaccare una coalizione al governo provocandone la caduta, qualcuno se lo dovrebbe ricordare, non porta molta fortuna. Di questo modo di fare politica, di questo modo di essere in politica ho l'impressione che gli italiani ne abbiano decisamente piene le tasche.