Il mondo, con tutte le sue incongruenze e tutte le sue follie, veramente non cessa mai di stupire e stupirci. Terry Jones. Diavolo, ma chi è mai questo signore? Certamente, sino a qualche giorno fa era uno dei tanti emuli di Carneade del quale dire: "chi era costui?". Un religioso, un allampanato Pastore in una città americana della Florida, Gainesville, dove a quanto si legge su media attendibili ha il seguito di un "gregge" spirituale di una cinquantina di anime. Un esercito.
Costui, nell'ambito di una tanto delirante quanto strampalata iniziativa, decide di bruciare alcune copie del Corano per protestare contro la costruzione di una moschea con annesso centro islamico a "Ground zero". Una questione assolutamente marginale, da tenere in poco conto così come in poco conto sarebbero da tenere tutti i Terry Jones del mondo. Invece in questo modo non è stato. I media sono a caccia di notizie, si sono gettati su questo ingenuo "pastorello" di provincia, lo hanno fagocitato, masticato, digerito e conseguentemente defecato ad uso e consumo di tutti, con grande gusto e solerzia. Nessuna critica. Il buon giornalista è a caccia della notizia dell'uomo che morde il cane! Ci vuole poco, però, a capire che costui non rappresenta gli Stati Uniti, non rappresenta i cristiani, non rappresenta la sua Chiesa di appartenenza, non rappresenta l'Occidente. Lo hanno capito tutti, ci voleva realmente poco. Non lo ha capito certo mondo islamico che, su questo fatto realmente marginale ha costruito un qualcosa che è servito a spargere in giro per il mondo non lazzi e chichinni come si converrebbe per commentare simili corbellerie, ma terrore e morte.
Il Corano, va detto, non è come la nostra Sacra Scrittura e come i libri sacri di altre religioni. Il Corano, secondo chi ha fede islamica, è stato scritto direttamente da Dio in persona e quindi oltraggiarlo è un sacrilegio grave, tanto grave che un certo Salman Rushdie, per avere osato scrivere critiche su una piccola parte di esso, ha subito una condanna a morte che lo costringe ancora a girare sotto scorta. Se non erro, poco, pochissimo tempo addietro c'erano addirittura alcuni Imam che negavano il diritto ad avere un apparecchio TV in casa in quanto non era concepito e citato in una delle sue "Sure". Ebbene. Mi voglio associare a quello che ha pubblicamente detto il Presidente Obama: (cito a memoria) "noi non siamo in guerra contro l'Islam". Ma questo, e ce lo dobbiamo chiedere con attenzione, l'Islam lo sa? Non è per caso che, al contrario, l'Islam è in guerra contro di noi, contro noi tutti occidentali colpevoli intanto di essere "infedeli"? Come mai la gente di fede islamica si sente sempre così perseguitata ed è pronta a reagire con forza anche ad eventi che i fedeli di altre religioni ritengono trascurabili? Loro, osservo io, se ci dovessimo mettere sullo stesso piano, hanno invece più volte oltraggiato la nostra religione distruggendo Chiese e edifici riconducibili al cristianesimo, hanno ucciso cristiani, e (ovviamente con le dovute eccezioni) rendono la vita abbastanza impossibile ai nostri correligionari dove loro gestiscono il potere civile. Ricordate, per meglio comprendere il problema, ciò che disse del Crocifisso un Imam che si adontava colme nelle scuole italiane tale immagine fosse presente nelle aule di una scuola? E trovò pure frotte di "benpensanti" disposti anche a dargli ragione. La nostra civiltà, se ne potrebbe dedurre, si è realmente "bevuta il cervello" ed ha perso midollo spinale, forse. Sull'altare della ragionevolezza ad ogni costo, della laicità da ostentare a qualsiasi prezzo, del garantismo bollito e servito in salsa verde la nostra bella civiltà deve apparire oggi ad occhi esterni una baldracca laida ed arrendevole, di poco conto.
Settembre 2010 Maurizio Navarra