Domenica 11 Dicembre 2011 22:44

La grande mistificazione

di Deborah Fait


Il riconoscimento da parte dell'Unesco dello stato palestinese è stato tutto tranne che un provvedimento che ha contribuito a creare distensione. Il problema dei profughi palestinesi è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ne parla con chiarezza. (Red)

Sono un'inguaribile ottimista quindi spero sempre di poter chiarire e rettificare le tante falsita' su Israele, questa volta pero' sono un'ottimista molto arrabbiata perche' quel voto dell'Unesco non mi va ne' su ne' giu'. Come si fa a digerirlo? Come e' possibile metabolizzare una simile porcheria, un simile ingiuria alla democrazia e al diritto dei popoli quando si da il riconoscimento di popolo e nazione a un gruppo di terroristi che da decenni conduce quella che i pacifisti odiatori di Israele definiscono "lotta di liberazione", ammazzando donne e bambini in Israele, facendo saltare in aria pizzerie, ristoranti, cinema, autobus.

Come si fa?

Come si fa a riconoscere come nazione un nulla rappresentato per 40 anni da un criminale che ha mandato i suoi scagnozzi in giro per il mondo ad ammazzare ebrei in nome della "causa palestinese"? Un criminale che e' riuscito a scatenare ancora una volta l'odio atavico dell'occidente contro gli ebrei rendendo credibile la grande bugia che i palestinesi sono vittime , vittime innocenti dell'ebreo fra gli stati, il perfido Israele, nazione di ebrei "che non hanno imparato niente....." .

Arafat, grande terrorista, grande bugiardo, grande attore. Dalla sua mente diabolica sono uscite tutte le menzogne cui oggi il mondo continua a credere.

Era partito alla lontana, il delinquente, era partito rivolgendo le sue attenzioni ai cattolici, quindi al Vaticano, ben sapendo essere una carta vincente e la sua prima bugia e' stata "Gesu' era palestinese, non ebreo".

Io sono nata tantissimi anni fa, ricordo che a scuola, e parlo delle scuole degli anni 50, si studiava che Gesu' era nato, a Betlemme, ebreo, si studiava che Gesu' parlava sempre e solo del suo popolo, il popolo di Israele.

Come me, milioni di bambini italiani avranno imparato questa verita'.

Eppure e' bastata la parola di un assassino, di un terrorista per negare tutto, e, nel momento in cui Arafat fece la sua sparata, nessuno dubito' e Gesu' divento' di colpo palestinese.

Pensate forse che qualcuno avesse tentato un approfondimento cercando di sapere se all'epoca esistevano arabi in Israele?

Pensate forse che qualcuno avesse trovato il coraggio di dire che gli arabi apparvero nella Terra di Gesu' e degli ebrei, molti secoli dopo la distruzione di Gerusalemme?

Nessuno si proccupo' di sapere e incominciarono a raffica trasmissioni televisive pronte a dare credito alla manipolazione storica di Arafat. Ricordo benissimo una trasmissione del famigerato Santoro, che ospitava settimanalmente una suora laica e comunistissima che dissertava sulla "palestinita' " di Gesu'.

Senza vergogna. Ne era convinta e ogni settimana, per una ventina di minuti, faceva il lavaggio del cervello a milioni di italiani.

Da quella prima menzogna le altre manipolazioni e negazioni arrivarono a carrettate: gli ebrei non hanno nessun legame con Israele, sotto le moschee non c'era nessun Tempio ebraico e ancora oggi il waqf si preoccupa di gettare nelle discariche e far scomparire i resti archeologici dell'antico Tempio ebraico.

Le nazioni del mondo, anche le piu' equilibrate e occidentali, quando arrivano a parlare di palestinesi, perdono completamente la sanita' mentale e la lucidita'.

Tutto quello che vale per i popoli del mondo, non ha senso se si parla di palestinesi.

Il loro nemico si chiama Israele e Israele e' l'ebreo, il sempre odiato ebreo dell'Inquisizione, dei pogrom, delle persecuzioni, della mancanza di diritti civili e infine della Shoa'.

E' proprio Il nemico ebreo che li santifica, che li rende speciali, che li nobilita e che induce l'Occidente a farsi schiavo di questi mistificatori nell' eterna lotta contro il "giudeo" .

Ogni conflitto mondiale, anche se le vittime sono milioni, non ha nessun valore di fronte alla morte di un solo palestinese.

La realta' e' questa signori miei, la realta' e' che i palestinesi sono necessari, tanto necessari che li hanno inventati per darci il tormento e per arrivare a una nuova soluzione finale del problema Israele.

Come? Con il terrorismo che devasta anima e corpi, con le guerre dei loro fratelli arabi, con le minacce di Ahmadinejad che logorano lo spirito piu' forte, con l'entrata dei profughi in Israele per distruggere il Paese in men che non si dica. .

E veniamo ai profughi perche' l'argomento e' interessante.

Chi poteva essere definito profugo palestinese? Chiunque venisse a lavorare nella Palestina Britannica, dal 1946 al 1948. Questa gente diventava profuga in modo automatico. Una permanenza di due anni nella palestina di allora dava il diritto alla condizione di profugo. Non e' interessante come pensata? Un genio colui che l'ha inventata, genio da premio Nobel.

Non solo, non ci crederete, ma risulta profugo anche il miliardario palestinese che risiede a New York e che probabilmente non e' mai stato in palestina.

Il mondo, durante le guerre, e' sempre strapieno di popolazioni che si spostano ma sono tutti profughi "normali" che devono portare prove su prove per ricevere gli aiuti dell'UNHCR e soprattutto viene considerata profuga solo la persona effettivamente fuggita da un paese in guerra, non i figli, i nonni, i nipoti i pronipoti. Quando quella persona si insedia e si ambienta in un altro paese perde immediatamente ogni diritto ad aiuti speciali.

Per i palestinesi non e' cosi', l'UNRWA da decenni cerca di evitare che i palestinesi si ambientino altrove, li tiene nei campi e li fa moltiplicare.

I rifugiati normali cercano di perdere la definizione di profugo per iniziare a vivere come le persone del paese che li ospita.

I palestinesi no, loro non vogliono migliorare e, mentre i rifugiati di altri paesi diminuiscono fino ad arrivare a zero, loro, i palestinesi, aumentano misteriosamente di anno in anno e i 500/600mila profughi del 1948 oggi sono molti milioni.

Io che sono una persona normale, con normale intelligenza, mi chiedo" e' possibile che il mondo non si renda conto di questo grande imbroglio, di questo incredibile bluff che tiene in scacco tutto il globo terracqueo da piu' di 60 anni?"

Possibile, signori miei, che nessuno arrivi a capire che solo i palestinesi sono profughi per diritto genetico, di padre in figlio, per generazioni e che non ne rimanga scandalizzato?

Infine, e' possibile che questo stato di cose non faccia infuriare le persone civili?

In Europa , dopo la 2 WW vagavano 50 milioni di profughi e oggi , dopo 63 anni non ne esiste nemmeno uno. Se l'ONU e l'occidente avessero usato la stessa politica di reinserimento anche con gli arabi palestinesi oggi non esisterebbe il problema e i profughi palestinesi sarebbero cittadini normali , esattamente come non esistono piu' i rifugiati ebrei, un milioncino, espulsi dai paesi arabi e subito inseriti nella societa' israeliana.

Questa e' la grande vergogna: aver mantenuto i palestinesi in quello stato, averli sovvenzionati e portati all'ingrasso per poterli usare come arma letale contro Israele.

I paesi musulmani si sono sempre rifiutati di accoglierli e se lo hanno fatto si sono affrettati a rinchiuderli in campi di miseria e violenza dove l'odio viene nutrito quotidianamente, non l'odio verso gli altri arabi che li sfruttano per i loro scopi di guerra ma verso gli ebrei, le scimmie e i maiali ebrei, come insegna il Corano.

Per i paesi islamici e la Lega araba la carta vincente e' troppo appetitosa: pretendere che i palestinesi ritornino in Israele e non in Palestina. Un modo diabolico per arrivare alla distruzione dell'odiata patria degli ebrei.

Israele e' solo in questa lotta titanica, lo e' sempre stato e lo sara' sempre.

Oggi l'Europa non e' piu' la patria di grandi uomini, di artisti immensi, di pensatori . Oggi l'Europa e' patria di Auschwitz, di odio, di Sharia.

Una povera Europa.

Oggi l'Europa e' Eurabia.

 

Deborah Fait

8 novembre 2011

Pubblicato in Esteri
Mercoledì 27 Aprile 2011 21:07

Itamar, la Gemma delle Colline.

Un reportage lucido e straordinario per descrizione dei luoghi e sensazioni. Itamar, in terra di Samaria. Un avamposto nel quale la gente vive, lavora, respira, accompagnata ogni momento da una violenza che sembra non voglia mai abbandonare questi luoghi. Red.


di Deborah Fait

Quando gli amici della Comunita' ebraica di Roma mi hanno scritto per avvisarmi che era prevista una visita a Itamar chiedendomi se volevo parteciparvi, il mio siiiiiii e' arrivato attraverso l'etere da Israele a Roma, prima della mia email affermativa!

Si, ho gridato, vengo anch'io, certo!

E' arrivato il giorno fatidico e ci siamo incontrati a Tel Aviv, ho rivisto vecchi amici e ho avuto il piacere di riabbracciare  Riccardo, l'attivissimo giovane presidente rieletto della Comunita' Ebraica di Roma che non incontravo dall'epoca della mia aliya'.

Tra Riccardo e me c'e' sempre stato un feeling speciale e anche se ci siamo incontrati poche volte l'ho considerato sempre un grande amico e un grandissimo sionista innamorato di Israele.

Riccardo e' uno che ha Israele nel cuore, come tutti gli amici presenti all'incontro ed e' stato un piacere grande e una consolazione non doversi difendere , per una volta, da frasi del tipo "ma perche' non gli date i territori...ma perche' non gli date Gerusalemme...ma perche'...perche....assassini...occupazione....".

Amici innamorati di Israele. Ebrei innamorati di Israele. Italiani innamorati di Israele.

Stupendo!

 

Siamo arrivati a Itamar attraversando un paesaggio che a me, triestina, ricordava molto il Carso, colline a vegetazione bassa cosparse di pietre bianche, qualche boschetto, ogni tanto una casa isolata, attraversiamo dei villaggi arabi e infine ecco la zona di Itamar, nella regione di Gav Zahar in Samaria,  una zona molto grande, terribilmente pittoresca, biblica e misteriosa, aria frizzante e leggera e abitata da persone semplicemente meravigliose.

E' di questo che voglio parlare, degli abitanti di Itamar, ebrei israeliani che hanno scelto di vivere qui, in questo avanposto di Israele, nel cuore della Samaria, che, secondo molti, dovrebbe essere abbandonato per diventare parte di uno stato palestinese.

Ebrei descritti dai media italiani come "coloni", gente violenta, cattiva, barbuta, religiosamente fanatica. Bene, e' vero, ho visto barbe di tutti i tipi, lunghe, corte, inesistenti, come dovunque nel mondo. Ho incontrato invece persone solari, buone, entusiaste, dagli occhi ridenti, non ho sentito una sola parola di odio, non una.

Persone che non e' facile incontrare nel resto del mondo, persone che davano pace solo a guardarle, pace e sicurezza. Seduta la' , in quel giardino davanti a un geranio talmente grande da sembrare una buganville, a poche centinaia di metri da un villaggio arabo, mi sentivo felice e sicura.

Eravamo nel cuore di Israele e quel cuore batteva nei petti della gente di Itamar.

E' venuto ad accoglierci Benny e ci ha portati a casa sua dove abbiamo incontrato la moglie, un figlio che adesso fa il soldato (il maggiore e' stato ucciso da un kamikaze) e la vecchia mamma, Aliza, che mi ha raccontato la sua storia per la quale servirebbe scrivere un libro, alla quale si riempivano gli occhi di lacrime ogni volta che  nominava il nipote ucciso e continuava a sussurrare alla sua memoria "amen amen amen" .

Non ho sentito una parola di odio contro gli arabi, non una anche se ne avrebbero tutto il diritto,  nell'arco di poche ore  ho realizzato con angoscia che tutte le persone incontrate avevano qualche morto ammazzato da piangere eppure i loro occhi erano limpidi, tristi ma senza odio, i loro sorrisi amari e rassegnati ma quello che era tangibile e' l'amore di queste persone per la vita, per il lavoro, per la Terra, per Israele.

Israele e Speranza. Glielo vedevi scritto in fronte.

Per chi viene dalla realta' italiana non e' semplice rendersi conto che ogni persona che incontri ti puo' parlare di un suo parente  o amico ammazzato violentemente dai palestinesi.

Benni, sua moglie e la nonna Aliza piangono un ragazzo che per salvare il suo battaglione si e' gettato addosso al kamikaze di turno  saltando per aria con lui.

Nati, un altro giovane conosciuto a Itamar, e' sposato con una ragazza rimasta vedova durante lo sgombero di Gush Katif e mentre il marito moriva lei era incinta.

Due giovani belli e sorridenti con due bambine dalle treccine bionde, le guance bianche e rosse come Heidi.

Nati e' un "ragazzo delle colline",  fa parte di quel gruppo di giovani che i media italiani e i blogger demonizzano con grande foga chiamandoli  violenti, razzisti, accusandoli di andare a sradicare centinaia di ulivi palestinesi.

Ho detto proprio questo a Nati "Lo sai che in Italia vi vedono come il demonio?"

Lui ha sorriso scuotendo la testa tra l'ironico e il rassegnato.

" E' vero che andate a distruggere gli uliveti dei palestinesi? "

Altro sorriso questa volta meno ironico e mi ha risposto con sincerita' "hai visto quanti villaggi arabi abbiamo qua intorno? Ti pare che rischieremmo la vita andando a sradicare alberi dei palestinesi? Non faremmo in tempo a toccarne uno che saremmo morti".

Si , i villaggi arabi  la' intorno sono tanti e sono grandi, inoltre organizzazioni palestinesi come Bt'selem sono sempre la' che girano per provocare, per accusare, per creare violenza...sti pacifisti del cavolo che vengono da tutto il mondo, col loro carico di odio, solo per provocare e per cogliere la minima reazione di questi ragazzi che vogliono solo lavorare e difendere casa, casa, casa loro ! Casa loro, gli arabi hanno i loro villaggi e nessuno li disturba. I nostri vogliono avere le loro case e vivere in pace, nient'altro.

Nati, ve lo devo descrivere amici, alto, fiero,  bello come il sole, capelli lunghi biondi , barba bionda, occhi neri, un paio di spalle da gladiatore e due mani che coprivano quasi completamente il corpicino della bambina che teneva in braccio.

Un uomo pacifico e forte, un ragazzo di Itamar, un ragazzo di queste colline verdi come smeraldi, di questa Terra di Israele che tutti si aspettano venga consegnata agli arabi.

Nati e tutti gli altri sono qui per difenderla, non per aggredire. Cosa possono fare di male 200 famiglie? Perche' danno fastidio 200 famiglie di ebrei? Famiglie fatte di mamme, papa' e bambini. Perche' gli arabi devono avere la voglia di ammazzarli? Perche'?

Nati continua a raccontare, dice che fino agli accordi di Oslo , i rapporti cogli arabi erano buoni, poi, nel momento in cui  hanno capito di poter avere tutta la terra,  gli "amici" di un tempo si sono rivoltati, diventando violenti e sono incominciati i problemi e i morti ammazzati.

Abbiamo salutato Nati, la moglie e le due bimbe, li ho guardati allontanarsi con ammirazione e un certo groppo in gola pensando all'ingiustizia della vita, all'odio che questi giovani e coraggiosi pionieri ebrei suscitano nel mondo occidentale. Odio assurdo e furente, irragionevole.

Non ho potuto fare a meno di pensare a un altro giovane, santificato dai media perche' stava dalla parte dei terroristi, gli stessi media che diffamano Nati e tutti i ragazzi delle colline perche' dai terroristi si difendono.

Abbiamo fatto un bellissimo giro per le colline, siamo arrivati a 866 metri di altezza , un punto da dove si vedeva il giume Giordano e il Mar Morto. Sotto di noi , a valle, un grande villaggio arabo, in lontananza la Tomba di Giuseppe, quella che nel 2000 fu completamente distrutta e  bruciata dai palestinesi. Oggi e' stata ricostruita ma non vi si puo' andare se non scortati dall'esercito. Incontriamo fattorie che coltivano il biologico, che hanno allevamenti di capre, pollame, tutto bio, fattorie unifamiliari ognuna con un morto da piangere.

Arye, Gilad,Shlomo, Harel,Yair, Meir, Rachel, David, Avi, Gilad e altre vittime, un lungo elenco di vittime del terrorismo palestinese.

Bambini, quale infame puo' entrare in una casa e ammazzare dei bambini a coltellate? I tre piccoli bambini Fogel insieme ai loro genitori non sono stati i primi ad essere ammazzati, a poche villette dalla casa della Famiglia Fogel, anni fa, un altro massacro, la famiglia Shabo. Un terrorista e' entrato in casa, ha ammazzato la mamma e tre dei suoi figli, una quarta, sopravvissuta, e' rimasta senza gambe.

Rachel, Zvika, Neriah, Avishai z''l. e Yoseph Twito z"l corso ad aiutarli e ucciso con un colpo in testa.

Nessuno di queste vittime stava facendo la guerra, erano in casa, giocavano, lavoravano, tornavano in famiglia, studiavano,  li hanno uccisi perche' ebrei.

La villetta della Famiglia Fogel, e' chiusa, sul prato ancora qualche giocattolo, sul cancello la bandiera di Israele. I bambini sopravvissuti vivono con i nonni a Gerusalemme e Tamar, la piu' grande, viene ogni giorno nella sua vecchia scuola, la sera torna a Gerusalemme.

Il popolo di Itamar e' forte, ha molta pazienza e sa che la strada sara' dura e difficile.

Quei giovani belli, sani e coraggiosi mi sono rimasti nel cuore.

Nonna Aliza e le sue lacrime per il nipote morto prima di lei a causa dell'odio di altri giovani, non potro' dimenticarla.

Meravigliosi ebrei, fieri, a schiena dritta che ti guardano dritto negli occhi, sorridenti.

Shalom , hanno detto, mica tante smancerie. Shalom, Toda', un stretta di mano, un gran sorriso.

Itamar, la Gemma delle colline, era ormai alle nostre spalle mentre viaggiavamo verso Tel Aviv e pensavo che la sua gente, il nostro Popolo, chiede una cosa sola: essere aiutata a restare in Erez Israel.

Li penso e sorrido con amore e speranza.

Anche un po' di tristezza.

 

Deborah Fait

Pubblicato in Esteri
Lunedì 29 Novembre 2010 15:12

Kotel

Di Deborah Fait

 Una grande notizia, amici. Grande ma non nuova perché l'aveva gia' anticipata anni fa quel bravo leader palestinese Arafat.

Per inciso. Ve lo ricordate Arafat ? Si, ha certamente raggiunto il Paradiso di Allah dove, credo, se ne starà più tranquillo di quando era su questa terra! C'è da riflettere sul fatto che, forse per imbarazzo (?) oggi pochi ne parlino.

Arafat, dunque, questo sant'uomo tanto osannato dai comunisti e fascisti della vecchia Europa, aveva già anticipato questa notiziona anni fa davanti a un Bill Clinton viola di imbarazzo : il Kotel, muro occidentale del Tempio distrutto di Salomone, il muro del pianto, chiamatelo come volete, comunque il luogo più sacro per gli ebrei, non e' degli ebrei e non e' il muro del Tempio.

Bene, adesso questa notizia (riportata in tutta la sua assurdità da Ugo Volli, andatevi a controllare il sito http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=37419), ce la conferma addirittura il ministero  dell'informazione di Ramallah per l'autorevole voce di Al Mutawakel Taha. E chi costui? vi chiederete giustamente. Mai sentito di lui? Eppure pare sia uno dei grandi poeti palestinesi, di quelli che nei loro versi  esaltano la speranza di poter ammazzare tutti gli ebrei, come Mahmud Darwish, "er mejo" di tutti,  che in alcuni dei suoi versi più ispirati scriveva:

 

"""non odio la gente

né aggredisco  alcuno,

ma se divento affamato

la carne dell’ usurpatore sarà il mio cibo.

 

Attenzione !

Guardatevi

dalla mia collera

e dalla mia fame !"""

 

Si, ognuno ha i poeti che si merita, mi si potrebbe dire. Ebbene. Questo signor Taha dice che nemmeno un sassolino del Kotel è degli ebrei, che non è vero che il Kotel sia il muro occidentale, rimasto in piedi, del Tempio ebraico distrutto, che gli ebrei sono dei bugiardi e infami che vogliono "usurpare" i luoghi santi islamici. Il signor Tahah spiega che mai nessun Tempio ebraico e' esistito, come non sono mai esistiti gli ebrei, un popolo bugiardo ed autoinventato (?).

Bah, capire questo ragionamento è realmente troppo complicato per tutti (anche per lo stesso Taha n.d.r!). Nella logica Tahaiana dunque degli esseri inesistenti hanno inventato un popolo inesistente che ha inesistentemente occupato la "loro" terra. Ecco che si arriva al credo unico: Israele non esiste perché non esistono gli ebrei, Israele dunque è Palestina, terra legittima dei palestinesi, popolo antichissimo di cui la Storia non parla mai fino al 1967 ma non importa, si sa che anche la Storia e' un'invenzione sionista.

Fantasie, tutte fantasie, dice Taha, fantasie sioniste e nulla più , fantasie bugiarde inventate da quella gentaglia sionista che sono gli ebrei inesistenti, usurpatori dei luoghi sacri palestinesi e della sacra terra palestinese.

Il Kotel, secondo mister Taha, si chiama in realta' Al-Buraq Wall e sarebbe di proprieta' del Waqf, organizzazione araba che si occupa di accapparrarsi tutti i luoghi sacri delle altre religioni  e che si diverte a scaraventare antiche pietre e resti archeologici del Tempio degli ebrei nelle discariche.

Il Waqf dunque  gestisce questo Al-Buraq Wall a nome dei proprietari antichi, un famiglia di algerini-marocchini islamici.

Non si capisce bene chi sia questa famiglia di algerini-marocchini ne' cosa c'entrino con Gerusalemme, anzi scusate , diciamo il nome giusto perbacco, non Gerusalemme, non Yerushalaim, non Jerusalem ma Al Quds!

Inoltre, ci racconta Taha, il muro, detto erroneamente Kotel,  e' il muro occidentale della Moschea di Al Aqsa.

E qua siamo nella confusione totale perche' non si capisce come una famiglia araba del nord Africa potesse essere proprietaria addirittura di una moschea, e non di una moscheetta qualsiasi, ma addirittura "della" Moschea, di Al Aqsa, che si trova la', su quel Monte di Gerusalemme, pardon Al Quds, addirittura dai tempi di Adamo ed Eva.

Dimenticatevi dunque Adamo ed Eva nudi e felici nel Paradiso terrestre, macche',  erano la' , con Eva naturalmente ricoperta da un burka fatto di foglie di fico, erano la' nella moschea di Al Aqsa a pregare Allah.

Ecco, amici, io vi assicuro che molti non islamici crederanno a queste storielle e che rinfacceranno a Israele non solo di "occupare" terre non sue ma anche di essersi impadronita di luoghi sacri islamici.

Delegittimiamo delegittimiamo, diciamo bugie, qualcuno credera' e si levera' a tuonare contro Israele  accuse, insulti, menzogne.

Ci stanno togliendo tutto. Con l'aiuto dell'ONU ci stanno togliendo tutto. Le nostre radici, le nostre tradizioni, i nostri ricordi.

Tutto normale!

Negare il legame del popolo ebraico alle sue radici che sono la sua storia, negare il legame degli ebrei al Kotel, al Tempio distrutto, alle Tombe dei Patriarchi e alla Tomba di Rachele, appena consegnati all'Islam dall'UNESCO ,  e' un crimine come la negazione della Shoa'.

La Shoa' ha eliminato gli ebrei fisicamente, l'ONU sta distruggendo lo stesso popolo sopravvissuto ad Auschwitz, levandogli la Storia e le Radici.

Il Pentateuco, la Tora', non e' un Libro di religione ma di Storia, la storia del Popolo Ebraico e per questo, per delegittimarlo per bene, prima gli si e' tolta la vita in Europa e adesso, in Israele, gli si toglie anche la terra da sotto i piedi, la sicurezza, un luogo dove sentirsi vicini e uniti, la sacralità.

Si vuole disumanizzarlo per distruggerlo meglio.

Perché? Che senso ha tutto questo con la guerra tra Israele e i palestinesi? Perché si vuole delegittimare un intero popolo e privarlo di tutto quello che lo ha fatto sopravvivere in mezzo a pogrom, genocidi, persecuzioni, Inquisizioni, guerre  e terrorismo?

Che disegno c'e' in tutto questo?

Io posso capire l'Islam e il suo voler distruggere tutti gli infedeli e i loro simboli sacri. Sono fatti così.

Lo fanno distruggendo i luoghi sacri dei non islamici, quindi chiese che diventano moschee, sinagoghe bruciate che diventano moscheee, statue millenarie di Budda distrutte a cannonate e ridotte in polvere, persecuzioni contro cristiani nei paesi islamici, lenta e inesorabile occupazione dell'Europa, tra i sorrisi cretini degli stessi europei, tutto questo posso capirlo.  Sono fatti cosi'.

Sta agli altri non permettergli di essere conquistati e poi distrutti.

Non posso capire invece, ne' giustificare, il disegno delle Nazioni Unite complici dell'Islam in questa esaltazione anti-umana.

Non posso capire il silenzio del mondo.

Non posso  capire come nessuno si sia messo a urlare allo scandalo e all'ingiustizia  quando e' stata data la notizia che le Tombe dei nostri Patriarchi, su cui un tempo potevano andare a pregare ebrei , cristiani e musulmani, appartenevano alla "palestina occupata" e che la Tomba di Rachele aveva cambiato nome e da Kever Rachel quale era stata per 4000 anni era diventata Bilal bin Rabah Mosque, nome inventato nel 1996.

No, non posso capire, queste infamie sono state votate quasi all'unanimità, un solo voto contro!

Cosa si vuole ottenere?

Forse una sola cosa, strappare al popolo ebraico  tutto quello che sono la sua storia e il suo millenario passato, per arrivare alla distruzione di Israele in quanto "Nazione abusiva di un popolo inesistente".

Hanno dichiarato i nostri luoghi sacri come "appartenenti alla Palestina occupata" , e' solo il primo passo per arrivare alla conclusione ufficiale che Israele e' parte della Palestina Occupata, quindi non ha nessun diritto ad esistere.

Sara' solo una conferma al credo comune degli antisemiti.

Delegittimare delegittimare, prima o poi funzionera'.

Arriveranno ad ottenere  una seconda Shoa' che sara' negata ancor prima di aver gettato l'ultimo ebreo in mare....."ebrei? chi sono? qui esistono solo palestinesi con i loro millenari luoghi sacri".

Ci lasceranno almeno dire "Shema' Israel" ?

 Deborah Fait 29 novembre 2010

www.informazionecorretta.com

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