Politica e cannoni
Cerchiamo di capirci subito. Lo Stato di Israele, una sostanzialmente piccola enclave europea in terra araba, di fatto circondata da vicini di casa che non gli vogliono molto bene, minacciata di distruzione da stati sovrani dell'area che, quanto meno a parole stanno fabbricando ordigni nucleari, non può risultare antipatico a noi europei. Tutti noi sappiamo, è storia recente, come lo Stato di Israele si è costituito e tutti sappiamo con quale tenacia ha dovuto difendere i propri cittadini da un terrorismo indiscriminato.
L'intelligence israeliana! Se si dovesse fare un sondaggio di opinione (ce lo possiamo comodamente risparmiare) i "Servizi" sotto la stella di Davide otterrebbero sicuramente il primato per efficacie ed efficienza nei confronti di tutti i servizi del mondo.
Eppure. Tutta l'operazione preparata dall'intelligence e svolta dalle truppe speciali di Israele al largo di Gaza appare (è stata fatta apparire?) agli occhi di un profano come una ingiustificabile vaccata. Tutto questo a meno che il Governo di Netanyahu non ci nasconda qualcosa di veramente grosso, al punto che ha consigliato di fare questa azione ad elevatissimo rischio al largo, senza avere occhi indiscreti vicini al momento dell'arrembaggio al convoglio.
Riflettiamo. Pochi uomini, anche se ben armati ed addestrati, contro molti, troppi. Che ci potessero scappare morti, e da entrambe le parti, era certamente in preventivo. Teniamo conto che Israele non ama rischiare la vita dei propri soldati. Non lo ha mai fatto per una questione di principio: al punto che i loro ingegneri hanno praticamente rovesciato la costruzione del carro armato ponendo il motore davanti, a maggiore difesa dei carristi. Il gioco, se questa ipotesi fosse giusta, doveva veramente valere la candela.
Su una cosa possiamo essere certi: l'attività intelligence, in Israele è protetta e ben tutelata e non si potrebbe mai trovare un giudice disposto ad "aprire un fascicolo" su un'attività che vede coinvolta la sicurezza dello Stato. Posata la polvere mediatica che seppellisce in fretta tutto e tutti, di questo fatto non rimarrà traccia ... ovvero questo fatto sarà, magari, insegnato come materia di studio al personale che dovrà entrare in uno dei "Servizi" di Israele.
Intercettare il convoglio sospetto in acque territoriali, scortarlo in sicurezza in un porto, li ispezionare a fondo i carichi, li arrestare passeggeri ed equipaggi, li sequestrare le navi ... sarebbe stato semplicemente un gioco da ragazzi!
E così la soglia di allarme per la sicurezza antiterrorismo è destinata a salire e sarà pagato un prezzo in Israele ed altrove. Noi cerchiamo di metterci subito al sicuro ... se è vera la notizia diffusa su tutte le fonti di informazione giornalistica che una nostra importante catena di distribuzione alimentare ha (da prima che questa faccenda accadesse) deciso di rifiutare i prodotti provenienti da Israele.
Maurizio Navarra