Maurizio Navarra

Maurizio Navarra

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Martedì 31 Gennaio 2012 17:47

Monti. Chi era costui?

di Maurizio Navarra

Un'ipotesi, forse peregrina. Una proposta di riflessione comune. (Red)


Le parole sono parole ed i fatti sono fatti. Alcuni dei provvedimenti presi da Monti decisamente non sono piaciuti e non piacciono. Nemmeno un poco. Accrescere il gettito delle entrate erariali aumentando il carico fiscale forse (sottolineo marcatamente il forse) farà in modo di ridurre il deficit di bilancio del nostro Paese, ma non credo sia decisione adatta a far ripartire la nostra economia. Le cosiddette "liberalizzazioni" affrontano poi settori definibili come marginali e, di conseguenza, è opinabile che contribuiranno in modo soltanto marginale all'auspicata crescita. Da questi provvedimenti, poi, c'è da dire che sono rimasti sostanzialmente fuori i veri "poteri forti", come banche, assicurazioni e le più potenti "corporazioni", quelle vere.
Non si può liquidare, malgrado tutto, il Presidente Monti in modo così frettoloso. Occorre tentare sul personaggio una analisi più completa e meno "viscerale". Persona molto defilata, sconosciuta ai più, sicuramente molto schiva, dalla sua salita a Palazzo Chigi c'è da dire che tutta la stampa, interna ed estera senza distinzione alcuna, non fa altro che lodare il suo rigore ed il suo operato al punto che il nostro - pur entrato in politica da pochissimo - è stato addirittura nominato "Politico europeo dell'anno". Indicato dai media ora come potente massone, ora come appartenete alla Trilateral, ora come uomo rappresentativo dei veri potentati dell'economia mondiale, Monti non si scompone, non palesa irritazione, si limita a smentire in modo pacato e sobrio. Unico vero appunto da fare, sino a questo momento, è che il Presidente abbia preferito correre in giro per l'Europa  a contattare i suoi colleghi e che non sia corso, o meglio accorso, sul posto del naufragio del Concordia. Tutto qui.
Ma. Il Governo Monti è attivo, è super attivo: in pochissimo tempo ha preso decisioni che nemmeno il Governo Berlusconi (prima della defezione di Fini) si era sognato di prendere pur se forte di una maggioranza blindatissima. Si vedrà come verrà affrontato il problema del lavoro, un banco di prova complesso ed importante senza dubbio per un confronto che si prevede non facile con le parti sociali. Si vedrà come verrà affrontato l'annoso problema della giustizia che dovrà passare attraverso il confronto con una notoriamente blindatissima magistratura. L'impressione, si tratta di una impressione personale, è che Monti affronterà e supererà, anche se non al meglio (è possibile/probabile) le secche di questi ed altri problemi mettendo il paese di fronte ad un decisionismo tutto discrezione e garbo, ma che non si vedeva da moltissimo tempo.
No. Non si tratta di un miracolo. Più semplicemente la politica, del tutto impotente e paralizzata da una contrapposizione di blocchi immobilizzante, incapace di trovare un terreno comune di dialogo neppure in presenza di obiettive circostanze di emergenza mondiale, ha abbandonato il campo di battaglia, si è appiattita nascondendosi dietro un "Governo Tecnico", forse sicura che ogni decisione - anche la più impopolare e sgradita - non le verrà addebitata come responsabilità diretta. All'urto della nave Italia contro gli scogli della crisi globale quindi, la nostra classe dirigente, invece di curare l'interesse comune, ha prontamente abbandonato la nave autocommissariandosi. Ed abbiamo il coraggio di criticare il Comandante del Concordia!
I Romani, quelli veri, comportandosi in modo pragmatico quando la Repubblica era in crisi per un grave pericolo che la minacciava usavano sospendere le normali cariche dello Stato e nominare un Dittatore che provvedeva a far superare l'emergenza. Non possiamo confrontarci con i Romani (la "R" è maiuscola non a caso) e non abbiamo lo stesso senso dello Stato ... tuttavia, mutatis mutandis, mantenendo solo per ipotesi sicuramente bizzarra e provocatoria questa similitudine (!?) il Governo Monti sarà capace di tirare fuori in nostro Paese da questa emergenza? Spes ultima dea!


Maurizio Navarra
gennaio 2012

Sabato 28 Gennaio 2012 13:40

Monti e le caramelle

di Salvatore Giuliano Franco

Accidenti! Sicuramente Monti ... ha una buona stampa. Berlusconi la stampa la ha sempre avuta nettamente contro. Bisognerebbe riflettere su questo punto. (Red)


Che l’attuale Presidente Consigliori, oltre che un uomo privo di idee, sia anche un cataplasma di semi di lino sul ventre dell’Italia, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti.
L’aspetto più sconvolgente è il continuo, plateale e incondizionato appoggio che gli da un Presidente del Regno che mai aveva speso una parola buona per il Presidente Berlusconi, nemmeno per le opere più meritorie.
Sarebbe bastato metà dell’appoggio che oggi da al Monti per lasciare che la Politica continuasse a governare l’Italia, nel nome e per conto dei suoi elettori.
Ma questa è un’altra storia.
Oggi vediamo che, a fronte di decisioni governative che creano uno scontento sempre più diffuso, e sappiamo che chi semina vento raccoglie tempesta, il Presidente Consigliori distribuisce caramelle e tisane e non perde occasione per tessere i propri elogi e anticipare giudizi positivi che proprio non merita.
Come ho sempre scritto in articoli diversi e in tempi non sospetti c’è solo un  princi-pio da sostenere con tutta la forza occorrente: in Italia è assolutamente necessario creare migliaia, centinaia di migliaia, milioni di posti di lavoro.
La crescita può nascere solo dal lavoro, e quindi dalla pace sociale e dall’attività soprattutto dei piccoli e medi imprenditori.
Altro che tasse a gogò, restrizioni sulle pensioni e sui crediti certi, liberalizzazioni che nulla hanno di liberale, tagli indiscriminati su tutto e tutti, riduzione del danaro corrente con la scusa di colpire gli evasori, incentivazione delle energie pulite che nulla hanno di pulito.
Solo l’impegno dello Stato per realizzare grandi e piccole opere e l’appoggio finanziario incondizionato a tutte le attività imprenditoriali degne e valide possono, non in un lontano futuro, ma nell’immediato, mutare l’incombente Recessione in un periodo di crescita di lunghissima durata.
Posti di lavoro per il Restauro: quello di tutti gli edifici che ne abbisognino, dalle facciate alle strutture interne, adeguandoli inoltre, per quanto possibile, alle norme antisismiche, e migliorandone l’ecosostenibilità e l’impatto ambientale.
Posti di lavoro per rendere meglio adeguate alle richieste tutte le Infrastrutture: co-me le strade, le autostrade, i ponti, le ferrovie, le gallerie, i porti, gli aeroporti, e le grandi opere da tempo in programma.
Posti di lavoro per rendere finalmente efficienti le Opere a Rete, che necessitano tutte di accurate e definitive ristrutturazioni: come le condotte idriche, elettriche e quelle fognanti.
Posti di lavoro per tentare la cura del Dissesto Idrogeologico: la più grande sfida che sarebbe opportuno subito affrontare e che impiegherebbe tecnici e maestranze in numero enorme.
E ogni Regione potrebbe utilizzare le proprie risorse umane in operai, tecnici e professionisti per attivare cantieri e officine solo nel proprio ambito geografico.
Non è certo il Lavoro che mancherebbe in una Italia che sembra appena entrata in un dopoguerra, altro che i pannicelli caldi del Presidente Consigliori!
Ancora una volta mi verrà certo detto: e i soldi?
Ancora una volta ricorderò quel vero genio dell’Economia che rispondeva al nome di Hjalmar Schacht e che reperì tutti i mezzi finanziari per dare lavoro, in soli due anni, a oltre sei milioni di disoccupati, con il sistema delle cosiddette cambiali-MEFO, una geniale forma di “deficit-spending, che però tale non è.
E’ qui che deve intervenire la Politica, la Politica e non i Tecnici!  consigliata però da veri economisti di genio!  ripeto, consigliata e NON guidata.
Possibile che il “deficit-spending” che ha reso grande l’economia degli U.S.A. e le “cambiali-MEFO” dell’eccellente Schacht, che salvò la Germania del’33, non pos-sano insegnare nulla né ai nostri economisti né ai nostri politici?
Se il Monti avesse anche un po’ di sana fantasia, e non solo quel tipo di fantasia finanziaria che ha portato alla bancarotta alcune delle più potenti banche mondiali innescando la grande crisi economica che stiamo soffrendo e subendo, se dunque avesse davvero una qualche balenante idea costruttiva, potrebbe consigliare ai politici, e non ai professori, una vera linea operativa per condurre in porto la nave Italia.
Ma lui, designato da una Costa che sta al Quirinale, è solo lo Schettino di questa nave  e, non trovando altre soluzioni, per evitarne la perdita preferisce farla arenare tra gli scogli.
E lui non sa nemmeno quante perdite umane provocano i suoi provvedimenti!
Il 10% di noi detiene il 60% del tutto mentre ormai il 20% di noi ha seri problemi di sopravvivenza.
Le tue caramelle, caro Monti, possono piacere solo ai bambini.
Come mi sento in sintonia con la Santanché, che ha gridato forte anche per radio: Berlusconi!  sali sulla nave!  cazzo!

Roma, 28 gennaio 2012-01-28                salvatore giuliano franco

Giovedì 19 Gennaio 2012 21:30

Marinai d'acqua dolce

Tafazzi, chi era costui? (Red)

Onestamente, è come sparare sulla Croce Rossa! Ciò che è accaduto sui nostri mari, su una delle più prestigiose navi della nostra Compagnia di Bandiera non può, da ciò che si apprende dai media, in tutta onestà trovare giustificazioni praticabili. L'errore, sembra apparire oramai chiaro come il sole, è di un Comandante che personalmente al timone della sua nave ha compiuto un tragico errore di valutazione deviando da una rotta sicura. Ciò che fa apparire tutto più grave è che si sarebbe probabilmente trattato di una infantile bravata, commessa con la stessa leggerezza di un ragazzino che "impenna" la moto per farsi bello davanti al suo piccolo pubblico di amici.

Poi, per questo Comandante-ragazzino raggiunta la consapevolezza del gesto insulso, il panico, la disorganizzazione, la fuga dalle responsabilità con la lacunosa ed improvvida gestione dell'emergenza. L'effetto più pericoloso del naufragio è proprio ciò che sta accadendo in questi momenti. I media si rincorrono a dimostrare l'inefficienza dell'equipaggio - soprattutto degli Ufficiali a bordo - e ad evidenziare l'indubitabile coraggio di semplici cittadini protagonisti di veri e propri atti di autentico eroismo. Unico punto fermo, immediatamente sottolineato da tutti quasi ad esorcizzare l'immagine tragica di una nave morente, l'Ufficiale della Capitaneria che urla parole dure nei confronti del Comandante, probabilmente nel tentativo di farlo tornare in se.

Non sono state assenti, ancora, voci di critica neppure tanto velata nei confronti delle persone che scelgono come vacanza la crociera  additata come simbolo di lusso, di spreco, di ricerca di ostentato e persino un poco perverso divertimento.

Sul principiare della loro carriera di comici, Aldo Giovanni e Giacomo inventarono la geniale figura di Tafazzi. Un personaggio spiritato e bislacco che prendeva a randellate le sue parti intime. Qualcuno lo ricorda? Ebbene la genialità del Trio comico sta nel fatto che noi italiani abbiamo veramente il complesso di Tafazzi, siamo infatti masochisticamente predisposti ad infierire su noi stessi sfruttando tutte le possibili vie di comunicazione al fine di "fare notizia" ingigantendo i nostri difetti e le nostre manchevolezze che già la nostra concorrenza rileva con dovizia di particolari in un segmento importante della nostra economia.

Nel corso di un naufragio di una nave sulla quale sono imbarcate più di quattromila persone , qualunque sia la sua causa e la sua gestione, non tutto va come dovrebbe andare e come prevedono i manuali. Che qualcuno sbagli è inevitabile come è altrettanto inevitabile che qualcuno si lasci prendere dal panico o non scelga le vie di fuga previste. Le responsabilità di chi ha commesso l'errore sono gravissime e c'è da augurarsi che paghi nella giusta misura, senza pietismi e piagnistei. E' ancora da augurarsi che le vittime di questo disastro possano tutte essere trovate e restituite alle famiglie. Non vorrei apparire cinico, ma va anche detto con sollievo che le vittime, per fortuna, non sono state tante quante avrebbero potuto essere e che la stragrande maggioranza delle persone imbarcate sono state tratte in salvo. La speranza è che la nostra marineria trovi al più presto la forza di uscire da questa crisi.

Maurizio Navarra

gennaio 2012

Lunedì 09 Gennaio 2012 23:30

Roma

di Maurizio Navarra

Due righe due sul problema della sicurezza. (Red)

A grandi passi la criminalità si è avvicinata alla Città Eterna impadronendosi, così appare dalla semplice lettura della cronaca quotidiana, di intere zone della Capitale e sottoponendole ad una logica di violenza inaudita, che lascia sempre più sovente rosse tracce di sangue sui nostri marciapiedi. C'è subito da dire a questo proposito come la gente che vive a Roma non accetta questo tipo di violenza diffusa, non ne vuole essere succube o connivente in nessun modo, non è disposta a subirne il fascino perverso.

La cittadinanza, in sintesi, patisce con grande riluttanza e fastidio questa presenza criminale e si chiede con insistenza dove e come possa avere messo le radici e, nel contempo, ha il timore di non ben contrastati insediamenti banditeschi che abbiano la finalità di "marcare un territorio" assoggettandolo al controllo di bande organizzate.

Obiettivamente non è mai stato facile per le Forze dell'Ordine, va detto, il contrasto alla criminalità in centri urbani che hanno la dimensione e le caratteristiche di una metropoli.  La difficoltà, come ovvio, aumenta a dismisura quando si deve nel contempo affrontare una immigrazione eterogenea e non controllabile che spesso fruisce proprio dell'attività di organizzazioni criminali per superare i controlli di ingresso nel nostro Paese. Le Forze dell'Ordine, va detto con chiarezza, sembrano subire l'offensiva criminale e non riescono (per lo meno questa è l'impressione) a contrattaccare con efficacia magari riuscendo a prendere nelle loro mani l'iniziativa. Se la comunità cinese, dopo il recente, barbaro assassinio per rapina di un commerciante e della sua figlioletta, inizia a parlare di "ronde" autogestite per la difesa di attività e persone, questo non è altro che il preoccupante sintomo della necessità di sicurezza percepita da molti cittadini che si sentono sempre più indifesi.

La radice di questo male è nota ed ha componenti che fuoriescono a iosa da una sorta di cornucopia in negativo sotto forma di trascuratezze, superficialità ed incompetenze che a volte sfociano nella malafede. Traggo spunto proprio dal fatto di cronaca che ho appena citato. Un commentatore radiofonico di un canale nazionale, parlando oggi delle persone sospettate di avere assassinato a Roma il commerciante cinese e la sua figlioletta, descriveva così i banditi (cito a memoria): "si tratterebbe di due giovani magrebini con precedenti di poco conto per furto, rapina, estorsione (? non ricordo bene il terzo reato citato) ...". Si capisce, a questo punto, la dimensione del problema? Una volta, dire che la rapina era un "reato di poco conto" sarebbe stato ritenuto un errore, oggi no.

Se poi ci si degna di parlare con gli operatori delle Forze dell'Ordine si rischia, magari, di apprendere che persone arrestate per reati anche più gravi di una rapina ritornano tranquille in libertà dopo pochissimo tempo dal loro arresto. Diamine! L'Italia è un paese garantista, il delinquente non deve essere punito, ma recuperato e rieducato. Concetti, questi, nobilissimi e molto noti alla canaglieria nostrana che ci sguazza dentro. Male interpretati però ad esempio dal delinquente straniero che in casa propria è punito severamente, sconta tutta la pena e non una parte di essa e di conseguenza pensa che il nostro Paese sia il paese del bengodi, dove tutto è permesso!

Trovare ricette per risolvere questo problema è troppo semplice perché qualcuno che ci governa lo faccia. Sarebbe sufficiente, ad esempio, ridare certezza al diritto punendo i reati in modo tempestivo e reale e, magari, unificare finalmente le Forze di polizia ottenendo un impiego più razionale e coordinato delle forze di contrasto in campo. Una riforma che non costerebbe tanto, anzi potrebbe far risparmiare tanto, quindi un sogno che, sono convinto,  rimarrà tale.

 

Maurizio Navarra

gennaio 2012

Martedì 27 Dicembre 2011 19:01

Profezie

di Maurizio Navarra

E' il momento degli oroscopi? (Red)

Sere fa, pigramente sdraiato sulla poltrona preferita. Zapping selvaggio. Poi, improvvisa, l'illuminazione. A rischio di fare pubblicità sono costretto a dirlo: su History Channel mi imbatto in una trasmissione dedicata interamente al catastrofismo ispirato all'avvento del 2012. Mica si scherza! Insigni studiosi hanno mobilitato i Maya, gli egiziani, la Sacra Scrittura giudaico/cristiana, i pellerossa Hopi e, immancabilmente, Nostradamus per dire che l'anno prossimo sarà (o dovrebbe essere) una autentica "fine del mondo" ... nessuno scherzo. Nel senso letterale della parola. Un frullato di sincretismo più o meno religioso in salsa piccante, destinato a tutti coloro che hanno necessità di un piccolo brivido (de gustibus non est sputacchiandum) prima di abbandonarsi al sonno ristoratore.

Illuminazione? Ebbene, tutto appare chiarissimo, è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia nessuno degli studiosi intervenuti ha mostrato di comprendere realmente la valenza della profezia. Caro lettore, confido che tu abbia capito subito. Il prossimo 2012 sarà realmente un anno catastrofico ed i segni premonitori sono così evidenti che quasi non vale la pena di parlarne. Debbo essere più chiaro? No. Non parlo di terremoti, inondazioni, tsunami o altre catastrofi dettate dal capriccio della natura. Mi chiedi di cosa parlo? Debbo proprio dirlo? Ma il Cielo ti illumini caro lettore! E' possibile che tu sia così distratto? Vengo al punto.

Come lo inquadri il governo Monti? Chiedi a un pensionato, chiedi a un padre di famiglia (magari monoreddito), chiedi a chiunque abbia avuto nella vita la sorte infame di essere un lavoratore dipendente e ti accorgerai subito che l'anno che verrà sarà sicuramente "la fine del mondo"! E non è mica finita qui! Un poco di pazienza e, dopo la manovra che ha sparato alle gambe di alcuni di noi italiani (sempre i soliti) immobilizzandoci, la seconda per ora ancora paventata manovra che dovrà favorire la "crescita" e la "ripresa" della nostra economia. Non oso immaginare per questa seconda fase di attività del nostro Presidente del Consiglio nulla di meno drammatico dello scenario di uno tsunami che sta già montando per abbattersi sul nostro reddito e sulle nostre proprietà. Amico mio, non so come consolarti! Hai visto le immagini dello tsunami che si è abbattuto sull'Indonesia nel 2004 proprio di questi tempi? Davanti agli occhi della gente che stava per essere travolta, il mare si era improvvisamente ritirato facendo boccheggiare alcuni piccoli pesci rimasti sull'arenile. La similitudine si propone con facilità. E i consumi per questa ultima fine d'anno non si sono ritirati facendo (per ora) ansimare il piccolo commercio? Il problema è che non sarà facile mettersi in salvo e reperire un posto che ci metta al sicuro.

Tranquilli, ci dicono rassicuranti! Il fisco ha raggiunto la potenza muscolare di un culturista! Partirà una lotta all'evasione fantasmagorica, altamente tecnologica e con le acute possibilità di penetrazione nella nostra vita privata che i recenti provvedimenti hanno reso disponibili al fisco. Evasore fiscale, brutto infame, sei con le spalle al muro, ci dicono in molte trasmissioni televisive! Ora rifletti. Solo per un attimo. Nelle testimonianze documentali dello tsunami in Indonesia non si vedevano sulla spiaggia balene, orche o squali in difficoltà, ma soltanto piccoli, piccolissimi pescetti ... i "pesci grossi" li puoi immaginare in salvo, in mari tranquilli, a ridere alle nostre spalle spartendosi la ricchezza della somma delle nostre miserie. Quando saremo travolti, annegando dovremo essere soddisfatti in quanto questa volta la pelle ce l'hanno fatta mica un pugno di politicanti corrotti, ma una preparata e raffinata schiera di professori/banchieri dalla faccia pulita. Però. In conclusione non ho ben compreso se tutto questo lo avesse già previsto Nostradamus, gli Hopi o chi per loro: sicuramente questi professorini li abbiamo capiti, ancor prima che aprissero bocca!

 

Maurizio Navarra

dicembre 2011

Lunedì 28 Novembre 2011 21:42

Lettera ad un lettore

Da questa Agenzia sono partite diverse lettere idealmente indirizzate a Monti, neo Presidente del Consiglio e neo Senatore a vita. Io, al contrario, voglio indirizzare una lettera al mio unico lettore (se ancora costui mi è rimasto fedele in questo periodo storico nel quale voltar gabbana è divenuto fenomeno di costume). Comincio la lettera "come si deve", rispettando sino in fondo la forma.

 

Caro, carissimo lettore mio,

mi auguro che tu e la tua famiglia stiate bene e che tutti i tuoi piccoli problemi si siano risolti.

Vorrei parteciparti un mio sospetto, una mia sensazione di inquietudine, un crescente disagio che mi sta montando dentro in questi giorni, caratterizzati dall'attesa di venire a sapere di che morte il nostro competente ed affidabile Professor Presidente ci voglia far morire. Giuro che non ho captato nessuna indiscrezione di Palazzo, non sono stato destinatario di anticipazioni e/o confidenze: quello che scrivo lo sento sulla mia pelle, come un sottile brivido che è tutto tranne che piacere. Mi sento esattamente come un paziente che sta per entrare nella camera operatoria per un intervento complesso, come un accusato che ha ben compreso che il suo giudice ha sposato la tesi opposta alla sua, come un soldato che è stato incaricato di bonificare un campo minato irto di trappole. Perché? Presto detto. Caro lettore, vedi, io ti indirizzo questa mia missiva in quanto so per certo che appartieni alla mia stessa classe sociale ovvero a quel "ceto medio" costituito da cittadini-api operaie che si ostinano a costruire arnie e produrre miele che saranno preda facile del primo orso di passaggio.

Noi ci permettiamo alcuni lussi, caro lettore e se mi permetti amico. Lussi che sono qualificati come inequivocabili manifestazioni di ricchezza. Abbiamo una casa, accidenti. E non importa se questa casa è stata comperata con i sacrifici di una vita intera, con soldi nostri, già abbondantemente tassati. Chi è a casa sua è ricco e allora perché non fargli pagare l'ICI anche se quella casa è quella dove abita con la sua famiglia? Qualcuno ha perfino detto che noi italiani siamo "abituati" a pagare l'ICI! Qualcuno dimentica che per mantenere questa casa noi paghiamo fiumi di denaro. Come? Paghiamo l'energia elettrica, paghiamo il gas, paghiamo l'acqua, paghiamo la raccolta dei rifiuti, paghiamo cifre iperboliche ogni volta che siamo costretti a chiamare qualcuno che ce la ripari, paghiamo il mutuo, paghiamo il condominio ... chiudo per brevità chiarendo, tuttavia, che su tutte queste nostre uscite lo Stato riscuote imposte indirette.

Abbiamo una macchina o una moto con la quale andiamo al lavoro, accompagniamo a scuola i figli quando piove, magari facciamo qualche gita! Hai un'idea di quanto costa il nostro mezzo di locomozione? E' un lusso accidenti! Perché non ti servi dei mezzi pubblici? Magari perché questi mezzi anche loro sono un costo e forse perché non sono poi così efficienti? Poco importa! Lo sai che il prezzo del petrolio, salga o scenda sui mercati, è preso in considerazione soltanto per fare aumentare il prezzo dei carburanti?

Non voglio andare oltre.

Caro lettore, si sa bene. Gli orsi vivono sui Monti e trovano che è infinitamente comodo, per divorare ciò che il loro robusto ventre esige, prendere il miele dai piccoli favi di api operaie che sono a portata di mano. L'orso non attacca mai chi ha tanto, tantissimo miele: ci provi! Rischia soltanto di prendere una fucilata! E poi, potrebbe teorizzare qualcuno, è nella natura che l'orso mangi il miele.

Io dico che non sono d'accordo. Neppure un pochettino! Vuoi far sentire la tua voce, caro lettore, e sfruttare la possibilità che ti viene data di manifestare, se credi, il tuo NO al ritorno dell'ICI in modo semplice, sfruttando la casella dei commenti posta sotto questa lettera - articolo? Facciamo sentire la nostra voce, prima che ci venga chiusa da uno stato che prima di sentirci cittadini, ci sente come mucche da mungere o come evasori, senza neppure provare a chiedersi se le tasse che paghiamo sono troppe e senza chiedersi perché da noi c'è tanta evasione.

Ti prego, rispondi al mio appello.

Roma 28 novembre 2011

Tuo Maurizio Navarra

Lunedì 14 Novembre 2011 12:24

Conoscere i salvatori della Patria

di Maurizio Navarra

 

Un approfondimento è utile sempre. Intanto ci permette di capire meglio le cose e , magari, dove è legata la cima che ci viene lanciata per un salvataggio. (Red)

 

Il WEB è realmente un oggetto strano, difficile da definire. Ogni tanto è perfino istruttivo, comunque, mettersi al PC e fare una piccola passeggiata tra i meandri delle notizie che è possibile reperire in questo sconfinato e disponibile scrigno; deve far riflettere come alcune notizie, pur se attendibili e ben documentate, non vengono riprese dai media di maggiore diffusione. Appunto sul WEB, tentando di approfondire la mia personale conoscenza su Mario Monti, nostro Presidente del Consiglio incaricato, mi sono imbattuto su un articolo a firma di Enzo di Frenna, datato 11 novembre 2011 e "postato" sul suo Blog. Vale la pena una citazione letterale:

"Goldman Sachs, il lato ombra di Draghi e Monti

Nei giorni scorsi Le Monde ha scritto che la Goldman Sachs rappresenta il lato ombra di Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia e attuale presidente della Bce. Alla lista va aggiunto anche Mario Monti. Vediamo perché.

La Goldman Sachs è la più potente banca d’affari americana, che condiziona mercati e governi. Ha detto la verità il trader indipendente Alessio Rastani, prendendosi gioco della Bbc e rilasciando un’intervista in cui dichiarava che “i governi non  governano il mondo, Goldman Sachs governa il mondo”. Nel film Inside Job, del regista Charles Ferguson, la banca d’affari risulta tra le protagoniste della crisi economica innescata nel 2008 negli Stati Uniti. In questo lungo post sul mio blog trovate la storia completa.

Ma è interessante notare come gli uomini della Goldman hanno ricoperto incarichi importanti nell’amministrazione Usa, arrivando a ruoli di primo piano. Durante l’amministrazione Clinton l’ex direttore generale della Goldman Sachs, Robert Rubin, divenne sottosegretario al Tesoro. Nel 2004, Henry Paulson, amministratore delegato dalla Goldman, fece approvare alla Commissione dei Titoli e Scambi un aumento dei limiti sul rapporto di indebitamento, permettendo alle banche d’investimento di avere ulteriori prestiti da utilizzare  per manovre di speculazione. Nel 2005 Raghuram Rajan, capo economista del Fondo Monetario Internazionale (2003-2007) pubblicò un rapporto in cui annunciava il rischio che le società finanziarie, assumendo grandi rischi per realizzare enormi profitti a breve termine, avrebbero potuto far collassare il sistema economico. Nella prima metà del 2006 la Goldman Sachs vendette 3,1 miliardi di dollari di Cdo e in quel periodo l’amministratore delegato era proprio Henry Paulson. Il 30 maggio 2006 George Bush lo nominò segretario del Tesoro e fu costretto a vendere le sue azioni della Goldman, intascando 485 milioni di dollari (e grazie a una legge di Bush padre non pagò nessuna tassa).

Nell’aprile del 2010 i dirigenti della Goldman Sachs furono costretti a testimoniare al Congresso americano: Daniel Sparks, ex capo reparto mutui della Goldman (2006-2008) dovette riferire su alcune email in cui definiva certe transazioni “affari di m…”. Fabrice Tourre, direttore esecutivo prodotti strutturati della Goldman Sachs vendeva azioni che definiva “cacca”. Llyod Blankfein, presidente di Goldman, e David Viniar, vicepresidente esecutivo, sotto le pressanti domande del senatore Carl Levin furono costretti ad ammettere che sapevano di vendere spazzatura.

Purtroppo anche Barack Obama ha confermato il potere della banca d’affari. Il nuovo presidente della Federal Reserve Bank di New York (principale azionista della Fed) è William Dudley, ex capo economista della Goldman (che nel 2004 lodava i derivati). Capo del personale del dipartimento del Tesoro è Mark Patterson, ex lobbista della Goldman Sachs. A capo della Cfct si è insediato Gary Gensler, ex dirigente della Goldman Sachs che aiutò ad abolire la regolarizazione dei derivati.

Anche in Europa la Goldman manovra da tempo. Nel 1999 la Grecia non aveva i numeri per entrare nell’euro. Quindi truccò i bilanci. Su Presseurope Gabriele Crescente scrive: “Nel 2000 Goldman Sachs International, la filiale britannica della banca d’affari americana, vende al governo socialista di Costas Simitis uno “swap” in valuta che permette alla Grecia di proteggersi dagli effetti di cambio, trasformando in euro il debito inizialmente emesso in dollari. Lo stratagemma consente ad Atene di iscrivere il ‘nuovo’ debito in euro ed escluderlo dal bilancio facendolo momentaneamente sparire. E così Goldman Sachs intasca la sua sostanziosa commissione e alimenta una volta di più la sua reputazione di ottimo amministratore del debito sovrano.”

Ora torniamo a Mario Draghi. Dal 2002 al 2005 è stato vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs. Insomma: proprio nel periodo in cui in America le banche d’affari erano scatenate in manovre speculative e scavavano il baratro finanziario che si è materializzato nel 2008, trascinando il resto del mondo. Non sapeva nulla di queste tendenze l’economista italiano?

Anche Mario Monti lavora per la banca d’affari: dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del “Goldman Sachs Global Market Institute”. Cioè dall’anno in cui si stava progettando la crisi economica mondiale, di cui parlerò in una conferenza gratuita.

Queste informazioni, purtroppo, la stampa italiana le ha ignorate. Ma la Rete no.  Durante la seconda puntata di Servizio Pubblico il blogger Claudio Messora ha spiegato il rapporto tra Mario Monti e la Goldman. E ha citato un articolo di Milano Finanza che – unica eccezione – ha rivelato il ruolo della Goldman Sachs nel rialzo dello spread dei titoli italiani in questi giorni. In pochi minuti su Facebook è cambiata l’opinione degli utenti all’interno di un sondaggio: prima volevano Monti presidente del Consiglio, dopo le rivelazioni hanno cambiato idea. E’ la prova che se l’informazione facesse il suo dovere avremmo meno lobby al potere e più democrazia.""""" Enzo Frenna

C'è da stare tranquilli? In quali mani, viene di fatto pensare, sarà consegnato il nostro Paese? E, soprattutto, gli interessi dei cittadini in quale conto saranno tenuti? La grande finanza si metterà a fare gli interessi dell'Italia oppure, appare più probabile, cercherà di fare i suoi interessi in Italia?

Maurizio Navarra

novembre 2011

Venerdì 11 Novembre 2011 23:21

Super Mario

di Maurizio Navarra

Per intervalla insaniae (Red)

Prima di occuparci di qualsiasi altra cosa, stringiamoci intorno come un sol uomo a consolare Bersani. E' lui la persona ad essere più colpita dalle dimissioni di Berlusconi in quanto non avrà più obiettivi, non avrà più appelli da fare, non potrà più indignarsi con nessuno. Con lui perderà spazio e ispirazione tutto il circo mediatico - umoristico che con quotidiano impegno rovesciava addosso al "Cavaliere" ogni sorta di lazzo o cachinno. E lui? Si, lui il Berlusconi che farà? Lo avrebbero visto, a bordo di una bici nuova di zecca, sorriso a sessanta denti, felicemente il fuga, intento a cantare a squarciagola la canzone "Bartali" di Paolo Conte, soprattutto il brano che fa: "Tra i giornali che svolazzano e i francesi che si incazzano...". Se si chiude in anticipo la legislatura, sarà l'unico parlamentare a fregarsene della eventuale perdita della pensione!!

Veniamo al dunque. Mario Monti, sessantottenne varesino. Un personaggio illustre. Un personaggio illustre, che più illustre non si può. E voglio vedere chi ha il coraggio di sostenere il contrario. Sarà con ogni probabilità lui, da vero e proprio "Super Mario" la persona unta dal signore Presidente Napolitano con la quasi biblica missione di tirare fuori l'Italia dal pantano economico nel quale si trova. Coincidenza? Super Mario Balotelli trascina alla vittoria l'Italia calcistica. Mi deve nascere un nipote: lo chiamerò Mario. Hai visto mai che il Presidente gli faccia da padrino o che Prandelli gli regali una maglia azzurra? Non scherziamo!

Monti Presidente del Consiglio? Bene! E quali saranno i nuovi ministri che lo potranno consigliare in questo disastrato segmento di storia Patria? Bah! L'ardua scelta nelle mani di chi sarà? Di Napolitano? Di Monti? di Alfano? di Bersani?. Sembra per ora di vedere all'orizzonte una bella esposizione di autocandidature, uno sport questo nel quale tutta la nostra classe politica (tutta, nessuno escluso) eccelle. Bossi e Di Pietro, quasi da soli, hanno osato dire un "no" secco e chiedere il ricorso alle urne facendo saltare ogni pallottoliere. Ma di Pietro, sembra, possa avere qualche ripensamento dell'ultimo momento.

Sondati tutti i sondaggi possibili, interpellata la smorfia, fatti gli scongiuri di rito, consultati tutti gli astrologhi e vaticinanti a portata di mano, un dato sembrerebbe credibile: PD al primo posto, PDL al secondo, quindi una bella serie di partiti sulla cresta d'onda oscillante pericolosamente dall'8  all'11%. E come si potrà accroccare un governo in queste condizioni? E' chiaro che chi salirà sul carro porrà condizioni, le sue condizioni che impediranno nuovamente ogni significativo movimento al nuovo Premier.

Hai visto? Si dice da qualche parte che i mercati, soltanto ad udire il nome di Mario Monti sono schizzati in alto e si valuta che in un paio di settimane ci saremo mangiati tutto lo spred, ovviamente condito in salsa d'euro, con crauti e maionese. Se metteranno Visco al posto di Tremonti, tra poco i tedeschi verranno a chiederci la carità. Ne possiamo essere certi!

Ma non è una cosa seria. Mi sia concessa questa pirandelliana riflessione.

Maurizio Navarra

novembre 2001

Sabato 05 Novembre 2011 22:59

Tanto tuonò che piovve?

Di Maurizio Navarra

Ma allora è vero che noi italici siamo “faziosi” all’ennesimo grado?

C’è una ben determinata parte della nostra classe politica che si dedica a tempo pieno, qualsiasi cosa succeda all’interno o all’esterno della nostra nazione, a dire che in Italia tutto va male (anzi, malissimo!) e che la responsabilità di cotanto sfacelo è ovviamente di Berlusconi.

Si è arrivati, ampliando a dismisura la prassi di guardonismo acuto che oramai, sull’onda di tanti “reality” televisivi e sulla feroce moda lanciata da mai sopiti magistrati d’assalto, indirizza la sua attività principale a percepire ogni sospiro del Premier  e del suo entourage. Ovviamente, quanto acquisito viene prontamente tramutato in inquietante segnale di crollo del Premier o in comunicazione giudiziaria.

In questo momento è molto di moda concentrare l’attenzione sul Ministro dell’Economia il quale qualsiasi cosa dica o faccia viene interpretata come segnale inequivocabile di profonda inimicizia con il Premier e della consequenziale caduta del Governo: Tremonti solleva gli occhi al cielo? Significa che mancano mesi. Tremonti sorride e dice buonasera? Vuol dire che mancano settimane. Tremonti fa una smorfia e si gratta il naso? E’ chiaro che mancano giorni. Tremonti avrebbe persino pubblicamente affermato che non ne può più e ne avrebbe piene le tasche del Premier. In particolare questa ultima cosa la ho sentita dire da un attentissimo ed informatissimo commentatore politico, convinto a tal punto dall’indiscrezione da dare quasi dell’imbecille o del disonesto a chi osava dire che se il Ministro – un ministro che da anni ha di fatto condiviso/provocato tutte le scelte del Governo in tema di economia - fosse realmente a questo punto non dovrebbe fare altro che rassegnare le sue dimissioni e togliere il disturbo.

’ un fatto. Il problema reale è che noi italiani non riusciamo a venir fuori dalla logica del Montecchi/Capuleti, Guelfi/Ghibellini, Coppi/Bartali, Roma/Lazio o Milan/Inter è uguale, polentoni/terroni. Ora è il turno del Berlusca si/Berlusca no. Di questo tipo di contrapposizioni suicide che hanno da sempre fatto la felicità di chi è interessato a danneggiare la nostra immagine di Nazione io personalmente ne ho piene le tasche, esattamente come ne ho piene le tasche dei detrattori ad oltranza e dei difensori ad oltranza.

Se esiste una possibilità reale di voltare pagina sulla base di una proposta politica, di un leader e di una maggioranza definita, lo si faccia senza indugiare oltre. Se tale possibilità non esiste – i numeri dicono che questa è la situazione reale - si abbia il coraggio di tirare avanti con decisione o di azzerare tutto e ricorrere agli elettori. Basta, per favore, con le facce di circostanza e da visita al moribondo, soprattutto se esibite da chi non sarebbe mai in grado di traghettare l’Italia fuori dalla palude della crisi.

 

Maurizio Navarra

Novembre 2011

Martedì 01 Novembre 2011 22:39

Macelleria sociale

di Maurizio Navarra

Terrorismo? Chi potrebbe essere interessato oggi ad un clima destabilizzante in Italia?(Red)

Il Ministro Sacconi ha colto un allarme in tema di terrorismo e, contemporaneamente, raccolto alcune critiche riprese dalla stampa, che vale la pena citare in sintesi.

C'è un clima di violenza
Mantovano ha sottolineato che «Non si può parlare di nuovo terrorismo nei termini in cui si poteva parlare trent'anni fa a proposito delle Brigate rosse, ma si può parlare di un clima di violenza nel quale possono inserirsi gesti violenti come quelli che potevano provocare la morte di Carabinieri, di appartenenti alle forze di Polizia non più tardi di quindici giorni fa». ...

Damiano: dati allarmanti, ma Sacconi pensa ad altro

«Mentre l'inflazione sale dal 3% al 3,4%, mentre cresce la disoccupazione e quella giovanile balza al 29,3%, il ministro Sacconi si diletta sul tema della licenziabilitá dei lavoratori per motivi economici», ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera. ... Proseguire su questa linea neoliberista del governo, che vara manovre che colpiscono sempre dalla parte dei più deboli, vuol dire negare al Paese un futuro di crescita e coesione sociale».

Cesa (Udc): se Sacconi sa qualcosa, parli

«Mi auguro di no. Se Sacconi sa qualcosa parli, perché temi del genere non possono essere trattati con superficialità». Così il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa sulle parole del ministro Sacconi ... «Le parole di Sacconi sono state molto pesanti, mi auguro che non si ripeta ciò che é accaduto molti anni fa - ha aggiunto Cesa- e questo lo si fa adottando misure a sostegno dell'occupazione, dell'impresa, delle famiglia. Bisogna fare delle cose concrete per evitare che ciò accada».

Idv polemizza: se è vero il ministro Sacconi riferisca in aula

Italia dei Valori polemizza con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ... «Se il
ministro della disoccupazione Sacconi - commenta in una nota Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Idv - ha prove tangibili per quello che ha detto e cioè che il Paese rischia la violenza terroristica, venga immediatamente in Aula a riferire».

Alemanno: non alzare i toni

Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, le parole di Sacconi «vanno misurate anche sulla sua esperienza personale perchè era molto amico di Marco Biagi e, per lui, l'attacco ai giuslavoristi ha lasciato il segno». ... «quanto accaduto a Roma il 15 ottobre non era una logica di violenza di piazza ma un fatto quasi terroristico preparato scientificamente. Non siamo al livello del terrorismo degli agguati o dello sparare alle spalle, ma quando si alzano troppo i toni e si paventano attacchi ai diritti dei lavoratori c'è sempre il rischio che cellule terroristiche possano entrare in azione».

Una ipotesi di riflessione

Si è nuovamente insinuata nel nostro tessuto sociale la mala erba del terrorismo? Una domanda non banale e peregrina che è lecito porsi, soprattutto dopo avere visto all'opera alcune organizzazioni alle quali, forse, applicare l'aggettivo "eversive" non è poi tanto distante dalla realtà. Già; si obbietta. C'è una netta distinzione tra eversione e terrorismo, c'è distinzione tra le violenze di piazza e le macabre esecuzioni mediante le quali il terrorismo rosso o nero voleva scardinare lo Stato. Non si ha, sino a questo momento, notizia reale dell'esistenza di una forma di lotta politica basata su azioni clamorose, violente e premeditate. Non si sono verificati sino ad oggi attentati, omicidi, effettuati con la finalità della sovversione.

Un punto interrogativo, però, c'è ed è sotto gli occhi di tutti. Esiste nella nostra Italia una organizzazione che si aggrega con i canoni della segretezza, che si addestra a delinquere in territorio nazionale ed all'estero, che ha già messo in atto in più occasioni comportamenti finalizzati al crimine, che è capace, perché a ciò ben addestrata, di mimetizzarsi con spezzoni sani di tessuto sociale. Un allarme forte, non deve essere dimenticato, lo ha avvertito non la classe politica avvezza alla polemica ed ai mille "distinguo", ma l'allarme è stato percepito "sulla pelle" da quei cittadini che non hanno esitato, pur non appartenendo alle Forze dell'Ordine, ad affrontare a proprio rischio e pericolo queste persone con la capacità dissuasiva di un cazzotto ficcato bene. Qualcuno forse dimentica, è già successo al tempo dei prodromi del terrorismo, che la violenza non va mai giustificata. Mai.

Maurizio Navarra

novembre 2011

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